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Finalista 2004 |
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Alberto Cavanna |
2003 |
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Bacicio do Tin |
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Mursia |
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Così andò la vita di Giovan Battista Caviciòli, marinaio spezzino che il destino trasformò in uno dei più temuti pirati del Tirreno. Comandante del veloce Lanpo, corsaro di Napoleone e infine pirata in proprio sulle coste dell'Alto Tirreno con il nome di Bacicio do Tin. Dalla Spezia a Trafalgar, dalle coste africane alla Palmaria, dall'Atlantico alla Costa Azzurra corre veloce la vita del Bacicio tra navi e guerre, furti e amori, ricchezze e miserie. E corre sulle sue tracce uno strampalato biografo dei nostri giorni che, con cocciuta determinazione, cerca di scoprire dove si nasconde il tesoro del Bacicio… |
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Alberto Cavanna - Bacicio do Tin
Alberto Cavanna - A piccoli colpi di remo
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Finalista 2011 |
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Alberto Cavanna |
1972 |
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A piccoli colpi di remo |
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Arte Navale |
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Trenta racconti di mare, di vento e di costa di Alberto Cavanna, trenta novelle scritte nell'arco di sei anni, frutto della proficua collaborazione dell'autore con la più bella e importante testata di cultura del mare e della marineria, Arte Navale. Il respiro è ampio: dal ponte del Vespucci alla buridda di stoccafisso dei carruggi genovesi; da fumose osterie a oceani in tempesta: ritratti di volti e di anime tra vento, barche e onde che restano impressi nella memoria come altrettante icone della narrativa di mare di ogni tempo. Dei 30 racconti, per la prima volta nella loro versione integrale, alcuni sono del tutto inediti come Un corsaro che si riallaccia al best seller di Cavanna Bacicio do Tin. A illustrare la raccolta sono 20 dei migliori fotografi del mondo tra cui Philippe Plisson, Carlo Borlenghi, Beken Of Cowes. Anch'essi tra i collaboratori di Arte Navale. Il libro si presenta come un oggetto di design, con una copertina pop up di grande effetto estetico, realizzata in cartotecnica. |
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Alberto Cavanna - La nave delle anime perdute
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Finalista 2016 |
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Alberto Cavanna |
2016 |
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La nave delle anime perdute |
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Cairo |
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Giovanbattista Parodi, rampollo della borghesia armatoriale genovese, è un giovane medico della Regia Marina che, disertore dopo il disastro della battaglia di Lissa, deve cercare un nuovo imbarco che gli consenta di sfuggire alle autorità e ai rimorsi per un delitto innominabile. Giunto a Marsiglia finisce per caso a bordo di un elegante veliero commerciale, il Neptuno, comandato da un misterioso e sfuggente spagnolo. Il capitano Blanco non pare particolarmente interessato ai segreti che Parodi nasconde, forse perché nemmeno lui gradisce troppe domande sulla sua attività, sulla sua nave, sul suo carico. Toccate le coste del Dahomey, il Neptuno scarica armi e imbarca avorio, ma, anziché salpare per la sua dichiarata destinazione, l'isola di Cuba, costeggia per giorni le rive africane verso sud. Mentre il viaggio procede, crescono nel protagonista inquietudine e disagio. Intorno a lui tutto si trasforma: i compagni di bordo, il paesaggio e infine anche la nave subiscono una tetra metamorfosi. Finché, un giorno, il Neptuno mostra il suo vero volto: trecentocinquanta esseri umani vengono trascinati a bordo in un crescendo di brutalità e orrore, e ammassati nelle stive come bestie. Il giovane medico, non potendo abbandonare il veliero, cerca in ogni modo di arrecare sollievo a quel popolo di dannati, sfidando ogni istante la ferocia a l'indifferenza del resto dell'equipaggio. Il viaggio della nave negriera diventa una discesa all'inferno, da cui non sembra esserci risalita... |
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