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Corrado Stajano |
Promemoria |
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Vincitore saggistica 1997 |
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Garzanti, 1997 |
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'Promemoria' è un viaggio alla scoperta di Roma, di una capitale in cui il presente convive con il passato, gli scaltri cinismi con il moralismo ingenuo, l'uso dissennato dei poteri minori e maggiori con il sentimento di relatività delle cose, l'asservimento delle istituzioni alla tattica politica. E' la Roma dei Berlusconi, dei D'Alema e delle loro truppe, del Senato e del popolo, ma anche quella che vide bruciare come eretico Giordano Bruno e mal sopportò le trasgressioni del Caravaggio, che fu testimone della deportazione dei 112 ragazzi ebrei nel '43, che assistette alle gesta della banda della Magliana, e le dimenticò subito. E' la città eterna, in cui gli ingranaggi del potere girano all'infinito, e lo scontro finale si scolora nel compromesso. |
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Corrado Stajano - Promemoria
Corrado Stajano - La città degli untori
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Corrado Stajano |
La città degli untori |
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Vincitore 2010 |
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Garzanti, 2009 |
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Il protagonista di questo intenso saggio in forma di narrazione di Corrado Stajano si aggira sgomento per le strade di una città che vorrebbe amare, che nella sua storia è stata anche amabile, ma che nell'oggi sembra solo respingere: Milano. In questo peregrinare la realtà contemporanea dischiude il suo passato e Milano diventa il centro concreto e insieme emblematico di un cupo trascorrer di tempi. La città lucente di acque magnificata da Bonvesin da la Riva si trasforma nella "città degli untori" e dalla peste rimane contagiata per sempre; un susseguirsi ininterrotto di oscene violenze connota la storia di Milano fino a piazza Fontana e agli anni del terrorismo e dei servizi segreti infedeli. Alla violenza si accompagnano poi la decadenza della borghesia, parallela alla drammatica e quasi repentina fine della classe operaia, il tramonto del cattolicesimo democratico, che pure a Milano aveva radici profonde fin dagli anni del modernismo, e - nuova peste - la corruzione. Qui nasce il fascismo, qui gli ideali storici del socialismo si barattano per cupidigia, qui trovano terreno grasso il prevaricante populismo berlusconiano e l'assordante grettezza leghista. Allora la peste, nella sua realtà storica e nella sua valenza simbolica di morbo morale, che avvelena la vita delle persone e delle cose, diventa la chiave di lettura che attraverso stratificazioni storiche e metamorfosi di costume può cogliere una lunga durata di vergogna e sofferenza. |
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