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David Foster Wallace - Infinite Jest


 

 

David Foster Wallace

Infinite Jest

Infinite Jest

 

Einaudi, 2016

 

In un futuro non troppo remoto e che somiglia in modo preoccupante al nostro presente, la merce, l'intrattenimento e la pubblicità hanno ormai occupato anche gli interstizi della vita quotidiana. Il Canada e gli Stati Uniti sono una sola supernazione chiamata ONAN, il Quebec insegue l'indipendenza attraverso il terrorismo, ci si droga per non morire, di noia e disperazione. E un film perduto e misterioso, "Infinite jest", dello scomparso regista James Incandenza, potrebbe diventare un'arma di distruzione di massa... 

 

David Foster Wallace - Il re pallido

Finalista

2012

David Foster Wallace

Il re pallido

The Pale King, 2011


 

Einaudi, 2011

 

«La nostra piccolezza, la nostra insignificanza e natura mortale, mia e vostra, la cosa a cui per tutto il tempo cerchiamo di non pensare direttamente, che siamo minuscoli e alla mercé di grandi forze e che il tempo passa incessantemente e che ogni giorno abbiamo perso un altro giorno che non tornerà piú e la nostra infanzia è finita e con lei l'adolescenza e il vigore della gioventú e presto anche l'età adulta, che tutto quello che vediamo intorno a noi non fa che decadere e andarsene, tutto se ne va e anche noi, anch'io, da come sono sfrecciati via questi primi quarantadue anni tra non molto me ne andrò anch'io, chi avrebbe mai immaginato che esistesse un modo piú veritiero di dire "morire", "andarsene", il solo suono mi fa sentire come mi sento al crepuscolo di una domenica d'inverno...». La trasfigurazione in forma narrativa di un anno che David Foster Wallace, nel bel mezzo degli studi universitari, trascorse lavorando per il Centro controlli regionale dell'Agenzia delle Entrate di Peoria, nell'Illinois. Un romanzo labirintico, che tra finte prefazioni e digressioni, minuziose descrizioni che ricordano i cataloghi dell'epica antica e sintesi fulminanti, riesce a trasformare gli eventi piú ordinari in avventure miracolose. Una gigantesca macchina tra saggio e racconto, popolata da un'umanità insieme buffa e dolente e sorretta dall'ambizione quasi filosofica di raccontare la noia, ossia tutto ciò che di solito viene escluso dalle storie perché ritenuto privo di interesse. E che qui viene evocato con prodigiosa empatia, nel suo inscindibile misto di banalità e dignità. «Il re pallido è uno dei libri piú tristi e adorabili che abbia letto. Provate a leggerlo anche voi, e vi ritroverete ancora in piedi a notte fonda, perché DFW scrive frasi e a volte pagine intere che tolgono il respiro...» Benjamin Alsup, «Esquire» «Profondamente malinconico, filosofico, brillante da levare il fiato, comico, esasperante ed elegiaco, Il re pallido è l'opera piú emotivamente coinvolgente di Wallace». Michiko Kakutani, «New York Times» «David Foster Wallace sceglie la più antiromanzesca delle ambientazioni: l'ufficio americano delle tasse, dove aveva lavorato un anno. Ma nulla - neanche le scartoffie e le partite doppie - fa da ostacolo alla sua bravura e al nostro divertimento». Mariarosa Mancuso, «Style Magazine»