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Enrico Pea |
La Maremmana |
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Vincitore 1938 |
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Vallecchi, 1938 |
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Nella prima parte del romanzo la protagonista Palmirina si muove infatti nello scenario dell'entroterra versiliese, precisamente nella zona dell'attuale Vittoria Apuana, dove una natura ancora selvaggia richiamava per certi aspetti la Maremma. Di questa terra Pea descrive il paesaggio e l'economia, basata su una magra agricoltura, su un nascente turismo, sulla lavorazione del marmo e i commerci ad esso legati, compresa l'attività del pontile caricatore di Forte dei Marmi. Sono gli anni che vedono sorgere i moti operai legati alla rivendicazione di maggiori diritti e le proteste contro la politica nazionale e internazionale dello Stato italiano. Si assiste anche a un graduale miglioramento delle condizioni di vita della popolazione, con introduzione di macchinari, diffusione di automobili, tram, telefono ed elettricità. Seguendo il filo del racconto di Pea, il relatore Enrico Baldi traccerà quindi un affresco della Versilia dell'epoca. |
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Enrico Pea - La Maremmana
Enrico Pea - Il servitore del diavolo
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Enrico Pea |
Il servitore del diavolo |
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Finalista 1932 |
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Treves, 1931 |
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A distanza di ottant'anni l'opera di Pea non solo non ha perso nulla della propria originalità, ma acquista ancora di più il valore assoluto, fuori dal tempo e dalle mode culturali, del capolavoro. Nonostante questo, o forse proprio per tale sua "stranezza", il nome di Enrico Pea è oggi quasi completamente dimenticato e Il romanzo di Moscardino, tetralogia comprendente quattro brevi romanzi tra loro collegati (Moscardino, tradotto poi in inglese da Ezra Pound, Il volto santo, Magoometto e Il servitore del diavolo), dopo la ristampa einaudiana di fine anni Settanta voluta da Italo Calvino (ma curiosamente e inspiegabilmente "monca" di una sua parte, Magoometto) è da molti anni fuori catalogo in Italia. Il romanzo di Moscardino prende il titolo dal soprannome del piccolo protagonista e racconta tra autobiografia lirica, slanci mitici-fantastici nella preistoria familiare e un senso straordinario della narrazione la storia della famiglia di Moscardino e il suo rapporto con il leggendario Nonno, che racconta al nipote "la sua vita sciupata" come "un errare di sogno in sogno per paesi diversi". In questo suo carattere sospeso tra narrazione, mitologia fantastica e autobiografia sta esattamente la grandezza e l?'nicità assoluta dell'esperienza letteraria di Enrico Pea, uno dei più grandi scrittori italiani del Novecento, di cui Giuseppe Ungaretti disse: "Ha dei momenti che ti sorprendono per densità, proprietà, violenza, vastità di azzurro, per un'umanità intagliata in una parola tutt'ancora umida di terra, e brillante di rugiada, come un'erba spuntata a ridere nel sole, una mattina bella". |
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