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Ermanno Rea |
Mistero napoletano |
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Vincitore narrativa 1996 |
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Einaudi, 1995 |
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Ermanno Rea conduce un'indagine in forma di diario sulle ragioni del suicidio di Francesca Spada. A ospitare il dramma è una Napoli lacerata dalla guerra fredda. L'inchiesta è resa difficile dalla distanza temporale da eventi avvenuti oltre trent'anni prima, in un periodo in cui le coscienze si confrontavano in modo ossessivo con la politica. Una stagione per certi versi drammatica in cui si intersecano le ragioni esistenziali dei protagonisti, il destino di una città come Napoli (il cui porto era controllato di fatto dagli americani), le incertezze di una generazione appena uscita dalla guerra, alle prese per di più con un partito comunista ancora fortemente ancorato all'identità stalinista. A poco a poco, con un andamento concentrico, si fa luce sulla complessità dei fatti che spinge la giovane giornalista al suo atto estremo. Da storia privata quindi l'indagine si fa storia collettiva di un'intera classe politica, di una generazione, delle sue speranze e dei suoi valori. Con le armi del grande narratore, Ermanno Rea conduce un’indagine in forma di diario sulle ragioni del suicidio di Francesca Spada, giornalista culturale de “l’Unità” e critico musicale. A ospitare la vicenda è una Napoli lacerata dalla guerra fredda. L’inchiesta è resa difficile dalla distanza temporale da eventi avvenuti oltre trent’anni prima, in un momento in cui le coscienze si confrontavano in modo ossessivo con la politica. Una stagione per certi versi drammatica in cui si intersecano le ragioni esistenziali dei protagonisti, il destino di una città come Napoli (il cui porto era controllato di fatto dagli americani), le incertezze di una generazione appena uscita dalla guerra, alle prese per di più con un Partito comunista ancora fortemente ancorato all’identità stalinista. A poco a poco, con un andamento concentrico, si fa luce sulla complessità dei fatti che spinge la giovane giornalista al suo atto estremo. Da storia privata quindi l’indagine si fa storia collettiva di un’intera classe politica, di una generazione, delle sue speranze e dei suoi valori. Il romanzo-inchiesta di Ermanno Rea, premio Viareggio 1996: forse il suo capolavoro. |
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Ermanno Rea - Mistero napoletano
Ermanno Rea - Fuochi fiammanti a un'ora di notte
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Ermanno Rea |
Fuochi fiammanti a un'ora di notte |
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Vincitore 1999 |
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Feltrinelli, 2017 |
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In un’isola, la “Piccola isola”, che da tempo non accende più i fuochi fiammanti per trasmettere i suoi segnali d’allarme per l’arrivo dei pirati, un giorno approda Martino, un uomo smarrito, in cerca della madre. Difficoltà e delusioni non fermano Martino, che continua a cercare, attratto anche dalla misteriosa bellezza lavica del luogo. Ed è qui che il protagonista incontra di continuo personaggi che potrebbero dargli una mano nella sua affannosa ricerca, ma che poi alla fine, per una ragione o per l’altra, non lo fanno. Impostato sotto forma di “giallo”, questo romanzo è alla fine un viaggio alle radici della nostra storia, secondo un’antica e nobile tradizione letteraria, in un’isola al tempo stesso affascinante e terribile. E in fondo anche la ricerca della madre non è altro che la ricerca di sé, in cui l’isola diventa fine metafora della vita. Vista dal basso essa appare terribile e cupa. Solo con una visione aerea si rivela per quella che è: sorridente e aperta. |
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Ermanno Rea - La dismissione
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Ermanno Rea |
La dismissione |
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Candidato 2002 |
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(Edizione Feltrinelli, 2016) |
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La dismissione è opera che ha guadagnato nel tempo una bruciante attualità. Vi si leggono le sorti dell’Ilva di Bagnoli e della Napoli operaia attraverso la vicenda di Vincenzo Buonocore, entrato all’Ilva come semplice manovale e diventato, con gli anni, tecnico specializzato alla guida delle Colate continue. A lui viene affidato l’incarico di smontare il suo reparto, venduto ai cinesi. Al colpo durissimo reagisce in maniera imprevedibile. In preda a uno stato di esaltazione nevrotica, decide di eseguire il compito assegnatogli con una precisione e un rigore “assoluti”. Questa dismissione, dice a se stesso, dovrà avvenire “bullone per bullone”, dovrà essere il mio “capolavoro”, la prova tangibile del mio genio operaio. La meravigliosa dedizione di Buonocore non cancella il lavoro negato né tantomeno la sconfitta, che è la sua ma anche quella di tutta Napoli e del Paese nel suo insieme. Il romanzo si chiude con un corteo funebre, tanto straziante quanto simbolico, e con il presagio di futuri disastri: dal dilagare della disoccupazione all’imperio di una camorra destinata a non avere più freni. A Napoli si è aggiunta Taranto, ma il quesito rimane lo stesso: perché tanta cieca improvvisazione? La risposta di Buonocore – di tutti i Buonocore d’Italia, vecchi e nuovi – non muta: perché abbiamo un capitalismo straccione e una classe dirigente inetta e famelica. |
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Ermanno Rea - Napoli ferrovia
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Ermanno Rea |
Napoli ferrovia |
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Candidato 2008 |
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(Edizione Feltrinelli, 2015) |
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Caracas ha cinquantacinque anni, è nato in Venezuela ed è il re della zona della stazione. Ha il cranio rasato e le idee razziste di un naziskin, si sta convertendo all'Islam, detesta i ricchi, gli americani e i comunisti, ma appena può aiuta gli sconfitti, i senzaniente. L'io narrante è un giornalista quasi ottantenne, tornato a Napoli dopo moltissimi anni. Conosce Caracas, insieme al quale percorre il cuore più inospitale della città. I loro giri notturni sono un viaggio a ritroso nel tempo, gli anni Quaranta e Cinquanta, ma anche l'epoca dei nonni e bisnonni, e l'occasione per raccontarsi. Caracas rivive la sua disperata storia d'amore con Rosa La Rosa, irreparabilmente inquinata dall'eroina. Il narratore ripensa all'epoca in cui grandi giornalisti e scrittori avevano tentato di salvare l'anima di Napoli. Finché una rivelazione li separa per sempre. |
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