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Maria Teresa Valle - Colpevole di innocenza. Genova 1950, la seconda indagine del "Becchino"


 

 

 

Maria Teresa Valle

Colpevole di innocenza

Genova 1950, la seconda indagine del "Becchino"


serie Il Becchino

# 2

 

Fratelli Frilli, 2021

 

La primavera inoltrata del 1950 a Genova mette nelle vene del commissario capo Damiano Flexi Gerardi sangue nuovo. Convinto dal questore a ritirare le dimissioni e ad accettare un caso difficile e delicato si trova a indagare sulla morte di due piccole ospiti dell’orfanotrofio di C.M. Da chi e perché sono state uccise due bambine innocenti? Non è facile per un uomo schivo e refrattario ai contatti umani, come il commissario, che si è meritato il soprannome di “Becchino”, avere a che fare con un gruppo di suore capeggiate da una madre superiora agguerrita e granitica come un generale d’armata. La cognata Angela viene chiamata dal commissario per dargli manforte e per scalfire le difese delle religiose guadagnandosi la fiducia e le confidenze delle piccole orfane. Diversi soggetti sono sospettabili. Ma qual è il movente? Le indagini si complicheranno ulteriormente per avvenimenti personali e delittuosi che turberanno l’animo di tutti. La soluzione arriverà portando con sé la consapevolezza che nessuno è innocente.

 

Maria Teresa Valle - Il mandante. La prima indagine del "Becchino"


 

 

 

Maria Teresa Valle

Il mandante

La prima indagine del "Becchino"


serie Il Becchino

# 1

 

Fratelli Frilli, 2019

 

Genova, 1950. La guerra è finita da pochi anni e Genova ne mostra ancora le ferite. In questa città, che con fatica e coraggio sta cercando di ritrovare la sua normalità, torna, in qualità di commissario capo, Damiano Flexi Gerardi. Durante il regime fascista e per tutto il periodo del conflitto ha esercitato il suo ufficio in Sardegna, confinato a Oristano per aver urtato i poteri forti con la sua ostinazione durante un’indagine. Al commissariato di Prè, dove è stato destinato, lo aspetta un collega, il vicecommissario Alfiero Bonvicini, con cui c’è una ruggine di vecchia data, e un giovane ispettore, Silvio Marceddu, con cui invece simpatizza subito, nonostante il proprio carattere restio alle amicizie. Fa appena in tempo a sistemarsi a casa del fratello e della cognata che viene chiamato in causa per un delitto: un modesto sarto di abiti ecclesiastici, Ermete Cicala, viene trovato ucciso nel suo laboratorio situato nel cuore del centro storico. Nessun testimone, nessun indizio aiutano il commissario nelle indagini, che si rivelano subito molto difficili. La vittima è un uomo di specchiata onestà, apparentemente senza nemici. Non un solo movente per il suo omicidio. Ma è davvero così? Un secondo delitto, vittima la tenutaria di una casa chiusa, Margherita Papi, detta Margò, seguito dalla scomparsa di un giovane collaboratore della polizia e, successivamente, da quella del fratello di Damiano, Vincenzo, complicano ulteriormente le indagini. Il commissario si imbatte inoltre in Else, alias Gerda, Gustav, alias Stefan, due fratelli giunti a Genova dalla Germania. Cosa li ha condotti nella città del porto? Perché hanno cambiato i loro nomi? Come si collega la loro vicenda con i delitti su cui sta indagando Damiano Flexi Gerardi? Il commissario, oppresso dalla rupofobia e dalla afefobia, tormentato da un amore impossibile, ostacolato dal questore, arriverà alla fine a scoprire un’amara verità. A suo modo di vedere solo una sarà la soluzione possibile “Ormai aveva preso la sua decisione. Si sentiva leggero. Il soprabito nero svolazzava nel vento.”

 

Maria Teresa Valle - Il Becchino



Maria Teresa Valle

Il Becchino

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Già il nome, così inusuale da apparire bizzarro, che denuncia una provenienza altolocata e benestante; e il soprannome:, “Il becchino”, dichiaratamente spregiativo, che gli hanno affibbiato per stigmatizzare  abbigliamento funereo e modi severi e scontrosi. In realtà l’apparenza  antipatica e urtante del Commissario  non dipende da un altero disprezzo per il mondo, bensì dal dover fare i conti con gravi e irrisolti  complessi interiori. Visto che sa fare bene il mestiere di funzionario di pubblica sicurezza, mettendoci grande scrupolo e determinazione oltre che, ahimé, una pericolosa intransigenza, che lo porta  a non guardare in faccia a nessuno anche quando s’imporrebbe una sana diplomazia,  superiori, colleghi,  indagati e testimoni devono prenderselo così com’è.

Soffre di rupofobia (paura dello sporco) e afefobia (repulsione per il contatto con le persone). 

Romanzi

1

 

Il mandante. La prima indagine del "Becchino", 2019

😀 

2

Colpevole di innocenza. Genova 1950, la seconda indagine del "Becchino", 2021

😀