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Isaac Bashevis Singer - Un giorno di felicità


Vincitore

1970

Isaac Bashevis Singer

Un giorno di felicità

A Day of Pleasure: Stories of a Boy Growing up in Warsaw

 

Bompiani, 2019

 

Un giorno di felicità è il libro dell’infanzia di Isaac Bashevis Singer nel ghetto di Varsavia, dove la sua famiglia si era trasferita nel 1908, quando lui aveva tre anni. Furono anni di gravi ristrettezze per la famiglia Singer e tuttavia ricchissimi per la fantasia del piccolo Isaac, che non si appagò della propria voce, e cominciò a raccontare per iscritto. Tutto quel mondo è scomparso tra gli orrori della Seconda guerra mondiale, ma sopravvive, tenace, patetico, fantastico nei libri di Singer come Un giorno di felicità.

 

Isaac Bashevis Singer - Alla corte di mio padre


Finalista Arte e letteratura

1967

Isaac Bashevis Singer

Alla corte di mio padre

In My Father's Court

 

TEA, 1999

 

Un libro autobiografico in cui Singer torna a una delle esperienze che maggiormente hanno segnato la sua vita e hanno plasmato il suo destino di narratore. Trasferitosi a Varsavia con la famiglia nel 1908, Singer trascorse infatti gran parte della sua infanzia, assetato di conoscenza e di esperienze, assistendo all'instancabile attività del tribunale rabbinico (Beth Din) tenuto dal padre. A metà tra la sinagoga, la scuola e lo studio dello psicanalista, il Beth Din è un palcoscenico sul quale sfila l'umanità intera, con le sue passioni, i dolori, gli amori, i problemi grandi e piccoli, le particolarità più impensabili. Il libro restituisce miracolosamente alla vita un intero mondo e ne è la perfetta celebrazione.

 

Isaac Bashevis Singer - Nemici, una storia d'amore


National Book Award Fiction

Finalista

1973

Isaac Bashevis Singer

Nemici, una storia d'amore

Enemies, A Love Story

 

Adelphi, 2018

 

Un giorno, a una domanda sull'importanza che aveva avuto l'amore nella sua vita, Isaac Bashevis Singer rispose: «Grandissima, perché l'amore è amore della vita. Quando ami una donna ami la vita che è in lei». Ma che genere di amore è quello che lega Herman, il protagonista di "Nemici", a Jadwiga, la contadina polacca che lo ha salvato dalla deportazione nascondendolo per tre anni in un fienile, nutrendolo e curandolo, e che lui ha portato con sé a New York e ha sposato? E che genere di amore lo lega a Masha, la donna, scampata ai lager, del cui corpo non riesce a fare a meno, ma che percepisce come una minaccia ― perché quel desiderio, più che alla vita, si apparenta alla morte? Ed è ancora amore il sentimento che lo lega alla moglie Tamara, che credeva morta e che gli riappare davanti all'improvviso? Di fronte a simili domande Herman è paralizzato, incapace di trovare una via d'uscita. A rendere tutto molto, molto più complicato è la fatica quotidiana del vivere, in quella New York che è sembrata un miraggio di felicità, ma che si rivela ogni giorno più inospitale e più aspra. Il lettore segue Herman nei suoi affannosi, sconclusionati andirivieni dal Bronx a Coney Island e da Coney Island a Manhattan, chiedendosi se e come riuscirà a tirarsi fuori da quella specie di guerra che le sue tre donne gli hanno dichiarato, e soprattutto dal groviglio di un'esistenza fatta di continue menzogne, sotterfugi, goffaggini e fughe ― o se, come il Bunem di Keyla la Rossa, finirà per cedere alla tentazione di disperare di Dio.

 

Isaac Bashevis Singer - Gimpel l'idiota


National Book Award Fiction

Finalista

1965

Isaac Bashevis Singer

Gimpel l'idiota

Short Friday

 

Longanesi, 1966

 

In questo libro di racconti, Singer sembra voler racchiudere tutto il suo mondo narrativo. Storie già celebri e personaggi meno noti animano queste pagine di demoni e drammi dell'affetto tradito, novelle fantastiche e cronache minute del quotidiano, trame sorprendenti e narrazioni solenni in cui è protagonista il destino. La varietà e la bizzarria di un folklore antico, le credenze, la leggenda hassidica, la cabbala, la vicenda corale della sua gente e il suo passato, l'intreccio spesso torbido dei sentimenti, la passione amorosa, la condanna della solitudine, tutto ciò Singer riesce a convertirlo sempre in un linguaggio dalle tinte forti, che mai perde il suo carattere narrativo.

 

Isaac Bashevis Singer - I due bugiardi


National Book Award Fiction

Finalista

1962

Isaac Bashevis Singer

I due bugiardi

The Spinoza of Market Street and Other Stories

 

Longanesi, 1985

 

Il volume raccoglie quattordici racconti, bozzetti, leggende, esperienze vagamente autobiografiche che, nella grande tradizione del racconto ebraico, recuperano un antico patrimonio e formano un affascinante capitolo sulla condizione umana. Dalla storia di un singolare adulterio consumato tra due coniugi da lungo tempo separati e divorziati, al racconto in cui l'anima di un peccatore defunto si incarna nel corpo di un vivente e si impossessa dei suoi gesti, della sua voce, della sua volontà, Singer si nasconde di volta in volta dietro una varietà di voci per riscrivere, sempre in prospettiva, mai in prima persona, la propria storia di autore yiddish trapiantato a New York.

 

Isaac Bashevis Singer - Una corona di piume


National Book Award Fiction

Vincitore

1974

Isaac Bashevis Singer

Una corona di piume

A Crown of Feathers and Other Stories

 

TEA, 2004

 

La ricerca della verità, mistero proteiforme e insondabile, "complesso e oscuro come una corona di piume", è il filo conduttore di questo volume di racconti del Premio Nobel 1978, ambientati in parte nei quartieri ebraici e negli shtetl della Polonia prima dell'Olocausto e in parte nel mondo dell'emigrazione ebraica negli Stati Uniti. Il motivo di tale ricerca e della connessa ambiguità serpeggia con fascino inquietante nelle diciotto storie che lo compongono. Un'ambiguità ora struggente e morbosamente erotica, come quella della madre e del figlio che danzano nella notte di Varsavia in attesa dello scempio nazista, o del pittore che fingendosi omosessuale viola l'alcova matrimoniale dell'amico.

 

Isaac Bashevis Singer - La famiglia Moskat

 

 

Vincitore 1968

Isaac Bashevis Singer

1967

La famiglia Moskat

The Family Moskat, 1950

Longanesi

Premio Bancarella 1968. La famiglia del vecchio patriarca Meshulam Moskat attraversa gli anni che dall'inizio del Novecento scendono fino alla seconda guerra mondiale e alla "soluzione finale" messa in atto dal regime nazista. Ma il vero protagonista di questo possente romanzo è l'Ostjudentum, la società ebraico-orientale - in particolare quella di Varsavia - con la sua complessa e densa cultura. Nel racconto di Singer la ricchezza immensa di quella civiltà rivive, con minuzia realistica e visionaria, col respiro delle vicende private e il soffio della storia.