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Isabella Bossi Fedrigotti |
Di buona famiglia |
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Vincitore 1991 |
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Longanesi, 1991 |
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Virginia, la maggiore, Clara, la minore. Due sorelle di buona famiglia: lezioni di pianoforte, solidi principi religiosi e morali (almeno in apparenza), vita morigerata. Ma anche due esistenze che impercettibilmente si separano, si fronteggiano per poi scontrarsi nella crudele tortura del silenzio. E da questo silenzio si leva la voce di Clara: la pacata, saggia, riflessiva Clara. Vittima di giochi d'amore che l'hanno sempre e solo sfiorata, avvolta in ricordi di un tempo remoto e - forse - felice, custode di stanze, mobili, sapori che sono stati, per lei, porto sicuro e quieto nella tempesta del vivere. Ma quando i tasselli della verità sembrano ormai dolcemente composti, ecco la voce di Virginia: l'irrequieta e volitiva Virginia, ribelle nell'animo e nei gesti, in fuga da un mondo che invece l'ha incatenata, rendendola prigioniera di sogni sempre più simili a incubi, a rivelazioni che nessuno, soprattutto Clara, vuole conoscere. Allora, mentre la storia ufficiale - quella delle guerre mondiali, del fascismo, del benessere conquistato e ottuso - travolge cose e persone, noi ascoltiamo queste due donne e le loro confessioni: piccoli fatti che si moltiplicano come in un gioco di specchi, materializzandosi per poi sparire sepolti dal dolore e dall'incomprensione. Ascoltiamo cercando di capire, di credere magari a entrambe ma soprattutto di non giudicare, perché la vita di Clara e Virginia, come la nostra, è fatta di frammenti che non riescono a congiungersi... |
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Isabella Bossi Fedrigotti - Di buona famiglia
Isabella Bossi Fedrigotti - Casa di guerra
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Isabella Bossi Fedrigotti |
titolo |
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finalista 1983 |
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Longanesi, 1983 |
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Ciò che accomuna le persone raffigurate nella fotografia ingiallita da cui muove il racconto è la casa che, alle loro spalle, in parte s'intravede, quinta teatrale fissa del palcoscenico sul quale si avvicenderanno i personaggi che per un giorno, per settimane o per anni la frequentarono o l'abitarono. Lo sfondo è il Trentino, crogiolo e punto d'incontro di genti, culture e tradizioni dissimili, su cui getta la sua luce cruda l'ultimo conflitto mondiale. Uno dopo l'altro gli ospiti della casa prendono voce e colore, animandosi sullo scenario così allestito, ed evocano le proprie storie personali, tra loro diversissime ma tutte confluenti in quell'unica e comune storia di sopravvissuti alle passioni e alle tragedie grandi o piccole venute, con la guerra, a sconvolgere le tranquille abitudini della loro vita di frontiera, ad aprirvi inquietanti interrogativi. Chi sono "gli uomini che scendono dalle montagne a mangiare in cucina o per passare la notte in barchessa"? Chi è lo strano personaggio un po' tedesco e un po' italiano che bisogna chiamare "signor Palloni"? Chi tradisce Archie e Colombo, i due paracadutisti inglesi nascosti nella casa con la ricetrasmittente? L'"om dei bissi", che si aggira per le montagne con la sacca di cuoio e la forcella in mano, che tipo di "serpenti" va cercando? E perché la vecchia levatrice del paese, a notte fonda, si reca alla porta dell'attempata signorina Firmiam? Le vicende intrecciate l'una all'altra si ripetono per bocca dei vari personaggi - che si esprimono, com'è naturale, in una lingua che è anch'essa "di frontiera" e quindi ricca di suggestione -, ma ogni volta l'immagine si pone meglio a fuoco, a ogni intervento i particolari si precisano, le sfumature prendono corpo, ciascuno contribuisce con la propria versione dei fatti a far sì che alla fine si configuri una "realtà" e, con essa, forse la verità. |
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Isabella Bossi Fedrigotti - Casa di guerra
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Isabella Bossi Fedrigotti |
Casa di guerra |
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Candidato 1983 |
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(Edizione Longanesi, 1983) |
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Il libro comincia con la descrizione di una vecchia foto, risalente al 1944. Si vedono in primo piano i genitori dell'autrice e il primo loro figlio, di pochi mesi, la governante Weseman, la signorina Firmian, amica di famiglia che tiene in braccio il bimbo e, pressoché tagliata su un lato, la piccola cuoca Resi. Sullo sfondo la casa signorile in collina, in cui tutti vissero nel periodo narrato (1943-1945) e dove passarono moltissimi ospiti. Si prosegue poi con i racconti da parte delle persone immortalate nella foto. |
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