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Il continente invisibile |
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Raga. Approche du continent invisible, 2006 |
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Instar, 2008 |
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"Se l'Africa è il continente dimenticato, l'Oceania è il continente invisibile", perché i primi viaggiatori che vi si sono avventurati non l'hanno visto, perché ancora oggi è un luogo senza riconoscimento internazionale, un passaggio, sebbene molti esploratori abbiano rischiato la vita per raggiungerlo e tentare di cartografarne le coste. Quando scopre l'immensità dell'oceano, la miriade di isole, isolotti, atolli di questo continente fatto più di mare che di terra, Le Clézio non immagina fino a che punto il mito possa ricongiungersi con la realtà. In questo racconto invita a scoprire la cultura dell'Oceania, a orientarsi con le stelle, ma anche a non dimenticare la storia dei popoli delle isole, il loro passato di migranti e di schiavi, il loro presente ancora troppo simile al passato. Oltre che viaggio iniziatico dietro le poche immagini note - spiagge, bellezze polinesiane di Gauguin, Naghol - questo libro è una riflessione critica su quella globalizzazione che mette in pericolo l'armonia di una civiltà preziosa ma fragile. |
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J.M.G. Le Clézio - Il continente invisibile
J.M.G. Le Clézio - Il sogno messicano
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Il sogno messicano |
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Le rêve mexicain ou la pensée interrompue, 1988 |
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Serra e Riva, 1990 |
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I miti, gli dei, gli eroi, la magia e la cultura di una grandiosa civiltà sconvolta dall'arrivo dei Conquistadores europei. Ma anche la storia di un'avventura che continua tuttora, quella della ricerca di un sogno che ha trascinato artisti e scrittori fino alle più impervie regioni dell'interno del Messico, sulle tracce delle ultime vestigia di un mondo misterioso. |
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J.M.G. Le Clézio - Verso gli icebergs
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Verso gli icebergs |
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Vers les icebergs, 1978 |
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Il cavaliere azzurro, 1985 |
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All'inizio, gli occhi non vedono. Sono aperti, tra le tendine delle palpebre, ma sono neri. Non hanno luce. Gli occhi sono inutili. Non sono fatti per vedere. Quando abbiamo imparato questo, non abbiamo più paura delle ombre e del vuoto. Gli occhi sono motori per andare nell'altra direzione, verso il futuro, verso paesi sconosciuti, verso i sogni, cose di quella natura. |
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J.M.G. Le Clézio - Estasi e materia
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Estasi e materia |
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L'Extase matérielle, 1967 |
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Rizzoli, 2019 |
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Percorsi riflessivi e meditazioni scritte con lo scopo di smuovere e agitare la mente, piuttosto che rassicurare: le idee si deformano, tutto ciò che si crede di aver imparato inizia a cambiare. "Estasi e materia" è un trattato di emozioni applicate: "La bellezza, il vigore della vita non appartengono all'anima, bensì alla materia". All'apice della sua produzione saggistica, Le Clézio analizza se stesso e il proprio mondo in modo doloroso e con precisione clinica: discorre della sua stanza da letto, delle donne, del loro corpo, dell'amore, di una mosca o di un ragno, della scrittura, della morte, della sua idea di assoluto. |
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J.M.G. Le Clézio - Storie del piede e altre fantasie
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Storie del piede e altre fantasie |
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Histoire du pied et autres fantaisies, 2011 |
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Gremese, 2015 |
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Questi dieci racconti rappresentano il primo libro scritto da Le Clézio dopo il premio Nobel vinto nel 2008. Le loro protagoniste (perché quasi sempre di donne si tratta) fronteggiano da sole un mondo spietato: tra di esse, Ujine, che deve prendere la decisione della sua vita mentre lotta contro l'umiliazione di un abbandono brutale e distratto da parte del suo amante; Fatou, che trova il coraggio di andare fino in capo al mondo alla ricerca del suo uomo, partito su una barca di disperati; o la vecchia Yama, che riesce a salvare la sua nipotina dalla furia della guerra tenendola nascosta nel tronco di un grande albero, lo stesso che dopo molti anni offrirà nuovo rifugio alla ragazza. Ma, per quanto struggenti siano la solitudine e la fatica nelle quali si dibatte l'umanità periferica descritta da Le Clézio, i toni non sono mai tragici. Piuttosto, il collante di questo universo narrativo è nelle "fantasie" a cui allude il titolo: accenti magici, mitici e irrazionali che percorrono le trame dei racconti e ai quali l'autore affida il compito di una profonda, inesauribile trasfigurazione della realtà. |
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J.M.G. Le Clézio - L'africano
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L'africano |
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L'Africain, 2004 |
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Instar, 2018 |
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Nel 1948, a otto anni, Jean-Marie-Gustave Le Clézio lascia Nizza, la sua città natale, e con la madre e il fratello parte per la Nigeria, dove il padre, che non ha mai conosciuto, è medico nell¿esercito britannico. Inizia così, per il futuro scrittore, uno straordinario periodo di formazione da cui, più di cinquant¿anni dopo, nascerà «L¿africano».Le Clézio racconta il continente nero attraverso gli occhi di un bambino che entra in contatto con un mondo dove tutto ¿ la natura, il sole, i temporali, la pioggia, gli insetti ¿ «esiste» con intensità e violenza, un mondo che gli regala una sensazione di libertà fisica e mentale per lui fino a quel momento inimmaginabile. Dalla stessa prospettiva descrive il padre, la sua severità, il suo modo di vestire, il ritmo delle sue giornate, i suoi tentativi di ricuperare il tempo perduto con i figli, che non ha visto crescere nei primi anni di vita. Emerge così la figura di un uomo misterioso, cui Le Clézio tenta di «avvicinarsi» per tutto il libro ripercorrendone la vita. Ad aiutarlo in questo viaggio a ritroso ci sono le foto scattate proprio dal padre, immagini piene di suggestione, non professionali e, forse per questo, assolutamente autentiche. |
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J.M.G. Le Clézio - Il ritornello della fame
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Il ritornello della fame |
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Ritournelle de la faim, 2008 |
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Rizzoli, 2021 |
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Nella Parigi sospesa e febbrile degli anni Trenta, Ethel Brun percorre l'età inquieta dell'adolescenza. Una famiglia di coloni, la sua, arrivata dall'isola di Mauritius per mescolarsi alla ricca borghesia della capitale, senza riuscire a dimenticare la terra a cui appartiene. A tredici anni incontra Xenia, figlia di esuli russi, e con lei sperimenta la vertigine del desiderio. A quindici sente risuonare con insistenza il nome di Hitler e stringe una silenziosa alleanza di sguardi con il timido Laurent, senza sapere che i loro destini si legheranno in modo indissolubile. Ma quando lo spettro dell'occupazione si allarga sulla Francia, Ethel conosce abissi ben più tormentosi della voracità della giovinezza: quelli della miseria e del bisogno, che le accenderanno in corpo la forza di sopravvivere in un mondo che va a fuoco sotto i suoi occhi. Le Clézio traccia l'indimenticabile ritratto della donna che sarà sua madre, per raccontarci l'ostinata fame di vita di un'intera generazione: il ritornello che accompagna l'esistenza di chi come Ethel, è stato travolto dalla Storia. |
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J.M.G. Le Clézio - Le due vite di Laila
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Le due vite di Laila |
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Poisson d'or, 1996 |
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il Saggiatore, 2008 |
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Laila non ricorda nulla del proprio passato se non la strada coperta di polvere dove è stata rapita ancora bambina, per poi essere venduta in una città del Nordafrica. Il suo nome, "notte", le è stato dato da Lalla Asma, l'anziana ebrea che l'ha comprata, accolta e cresciuta con affetto. La morte della donna la getta in un mondo pericoloso e affascinante: adottata da un gruppo di prostitute che la trattano come una sorella minore, Laila inizia una vita randagia tra i vicoli e i mercati della città. Il vagabondaggio, poi, si estende a orizzonti più ampi e la ragazza del deserto, imbarcatasi con altri clandestini, varca il mare e raggiunge una Francia ricca di promesse. A Parigi Laila conosce la durezza di una società intollerante ma anche le seduzioni della metropoli, l'amore, l'amicizia e la solidarietà degli immigrati. E proprio nella povertà delle periferie riscopre la ricchezza delle sue radici. Le Clézio ha disegnato in queste pagine il ritratto di un'eroina forte e indipendente, pronta a lottare per conquistare il proprio destino, ma anche capace di lasciarsi sedurre dalla poesia, dalla sensualità, dalla bellezza della vita in tutti i suoi aspetti. |
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J.M.G. Le Clézio - Il posto delle balene
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Il posto delle balene |
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Pawana 1992 |
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Donzelli, 2011 |
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Un luogo incantato lungo la costa pacifica della Bassa California. Un leggendario baleniere assetato di ricchezze. Un giovane marinaio addetto all'avvistamento. Una ragazza indiana. E soprattutto le balene, quelle grigie che a centinaia si radunano nel loro posto segreto... A metà tra il Melville di "Moby Dick" e il Conrad di "Cuore di tenebra", Le Clézio racconta con una scrittura asciutta e suggestiva un momento cruciale della conquista del West, o meglio la fine della frontiera verso Ovest: la scoperta di un luogo geografico, una laguna nelle calde acque messicane, scelta dalle balene di mezzo pianeta per andare a partorire e a morire. Un luogo mitico di cui da una costa all'altra dell'America si favoleggia da tempo, ma che solo un incallito baleniere, non a caso di nome Melville Scammon, capitano del Léonore, riuscirà a scovare il 10 gennaio del 1856. Al capitano, ormai vecchio, e al suo mozzo, che torna dopo anni sul luogo del massacro, Le Clézio affida il racconto delle illusioni e dell'amaro sconcerto del dopo, di quando tutto è finito, compreso il baluginio delle immense ricchezze agognate: di balene non ce ne sono più, e insieme a loro sono spariti per sempre i bucanieri, le navi, i trafficanti, tutto tranne le carcasse dei cetacei che giganteggiano sulla spiaggia. |
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J.M.G. Le Clézio - Onitsha
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Onitsha |
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Onitsha, 1991 |
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Rizzoli, 1992 |
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L'Africa, febbrile e magica, si incide dolorosamente nella coscienza, diviene paesaggio dell'anima, incancellabile necessità interiore. Fintan, dodici anni, si imbarca per raggiungere a Onitsha, una remota città nigeriana, il padre che non conosce e verso il quale avverte un'insopprimibile ostilità. Sua madre, l'italiana Maria Luisa, detta Maou, parte con lui per ritrovare l'uomo che ama in una terra awenturosa, libera, nuova che invece le si rivela nemica. E Geoffroy, il padre, è prigioniero di un sogno impossibile: scoprire, nell'antica città di Meroe, fondata da una regina egiziana, la purezza perduta, l'essenza, il mistero oscuro del continente africano. |
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J.M.G. Le Clézio - Il cercatore d'oro
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Il cercatore d'oro |
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Le Chercheur d'or 1985 |
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Rizzoli, 1990 |
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Un'infanzia sospesa tra il cielo azzurro e accecante e la terra rossa e polverosa del Boucan, una rigogliosa valle dell'isola Mauritius. Alexis vive in questo paradiso, sfogliando libri di viaggio nella soffitta insieme alla sorella Laure, e ascoltando le storie raccontate dalla madre Mam. Con il padre, il giovane divide la passione per le cacce all'oro e per le avventure di pirati e marinai. Ma quando la forza dei cicloni tropicali si abbatte sulla loro casa, la famiglia cade in rovina, e Alexis decide di partire in cerca di fortuna. Nelle carte del padre, scopre gli indizi che lo conducono all'isola di Rodrigues, alla ricerca del tesoro del Corsaro sconosciuto. La voce selvaggia di Le Clézio ripercorre la grande tradizione del romanzo d'avventura, riproponendo con totale originalità i temi cari a Conrad e Melville. |
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J.M.G. Le Clézio - Deserto
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Deserto |
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Désert, 1980 |
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Rizzoli, 1985 |
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Un romanzo dal respiro epico che celebra, attraverso personaggi memorabili, la grandezza di una cultura perduta, di fronte alla quale è l'Europa ad apparire una landa sterile e desolata. Lalla è una figlia del Sahara, nata all'ombra di un albero e vicino a una sorgente. Nelle sue vene scorre il sangue degli "uomini blu", i Tuareg sconfitti ma non domati dai conquistatori francesi. È cresciuta in una squallida bidonville, e sulle dune che guardano il mare, dove l'unico odore, e l'unico suono, è quello del vento, attende la rivelazione di Es Ser, il Segreto, il cui sguardo viene dal cuore del deserto e "brilla come una luce che non può scomparire". Lalla arriva, come molti disperati, a Marsiglia, a fare i lavori più umili, ma la sua bellezza le spalanca un destino diverso. Più forte di ogni cosa, però, è il richiamo del deserto, l'unico luogo in cui potrà ritrovare se stessa. |
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