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Jerzy Kosinski - L'uccello dipinto


 

 

Jerzy Kosinski

L'uccello dipinto

The Painted Bird

 

Minimum Fax, 2015

 

Ambientato durante la seconda guerra mondiale in un paese dell’Europa dell’Est, L’uccello dipinto è la storia di un bambino ebreo e della sua miracolosa ricerca della salvezza. Allo scoppio del conflitto la famiglia lo nasconde in un villaggio di campagna e lo affida alle cure di un’anziana bambinaia, sperando di risparmiargli le violenze dell’esercito invasore; ma dopo la morte della donna inizia per lui un solitario vagabondare nel tentativo di ricongiungersi ai genitori. Tra le atrocità dei soldati tedeschi e quelle dei contadini – che lo credono un ebreo o uno zingaro in possesso di poteri malefici – il bambino scoprirà sulla natura umana molto più di quanto la sua giovane età avrebbe dovuto consentirgli. Fin dalla sua uscita, nel 1965, L’uccello dipinto destò scalpore su entrambi i lati della Cortina di Ferro, divenendo uno dei libri più controversi nell’era della guerra fredda. Cinquant’anni dopo, caduto il velo delle ideologie, questo romanzo insieme autobiografico e universale continua a parlarci, con il coraggio e l’eloquenza dei grandi classici, del problema della libertà individuale e della violenza della società.

 

Jerzy Kosinski - Passi


National Book Award Fiction

Vincitore

1969

Jerzy Kosinski

Passi

Steps

 

elliot, 2015

 

Pubblicata nel 1968, Passi è una raccolta di racconti legati da un filo sottile e quasi invisibile. Storie di dominazione, alienazione, controllo sociale, sottomissione al potere; reminescenze, aneddotti e dialoghi che la critica ha spesso interpretato come il riflesso letterario delle difficoltà esistenziali e materiali di Kosinski, che era stato prima un polacco sotto il regime sovietico e poi un immigrato americano alle prese con i “curiosi codici del capitalismo”. Scritto in una prosa che sorprese pubblico e commentatori per la forza e l’originalità dello stile, Passi subì un vero e proprio boicottaggio da parte di alcuni critici che ne stigmatizzano l’erotismo esplicito e la violenza brutale di alcuni frammenti. Eppure, malgrado questo e nonostante l’iniziale flop commerciale, il libro vinse l’anno seguente il prestigioso National Book Award, e la critica, al netto dei puritani, gli riconobbe la grana del capolavoro. Hugh Kenner, il celebre recensore del “New York Times”, accostò il libro all’opera di Louis-Ferdinand Céline e di Franz Kafka; David Foster Wallace lo elevò subito al livello dei classici, e ancora oggi, a quasi cinquant’anni di distanza, rileggendolo, si ha netta l’impressione di essere di fronte a una tra le più misteriose e inimitabili opere d’arte del Novecento.