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Patrick Modiano - Via delle Botteghe Oscure


Vincitore

1978

Patrick Modiano

Via delle Botteghe Oscure

Rue des Boutiques Obscures

 

Rusconi, 1979

 

“Gente strana, che al passaggio lascia solo una scia di nebbia che prontamente svanisce. Con Hutte chiacchieravo spesso di questi esseri di cui le orme si perdono. Nascono un bel giorno dal nulla e al nulla ritornano dopo un fugace brillio. Reginette di bellezza, gigolos, farfalle. La maggior parte, anche da vivi, non avevano più consistenza di un vapore destinato a non condensarsi mai.” Chi parla è Pedro McAvoy Stern, protagonista-narratore di Via delle Botteghe Oscure, il romanzo con il quale Patrick Modiano, già noto al grande pubblico, vinse nel 1978 il Premio Goncourt. Hutte è il responsabile di una Agenzia di Investigazioni nella quale il narratore ha lavorato per alcuni anni: ora è stanco, lascia l’agenzia e si trasferisce a consumare la sua vecchiaia a Nizza. Pedro McAvoy Stern è un uomo che alcuni anni prima, per colpa di una amnesia, non sa più chi è. Gli “esseri di cui le orme si perdono” sono il suo passato. L’agenzia è chiusa. Lui può cominciare a investigare su se stesso. Giorgio Montefoschi

 

Primavera da cani - Patrick Modiano


 

Patrick Modiano

Primavera da cani

 

 

 

 

Lantana

2014

Prima pubblicazione

1981

 

«Canto di Salomone è il libro a cui penso quando immagino delle persone in difficoltà. Non c'è solo dolore, c'è anche gioia e gloria e mistero.» Barack Obama Un romanzo di formazione, in bilico tra il reale e il fantastico, in cui storia, sogni, desideri, mito e folklore si fondono in una grandiosa vicenda corale. Il protagonista è un giovane di colore del Midwest che si reca nel Sud alla ricerca delle proprie origini e di un presunto tesoro di famiglia. Ma presto il suo viaggio si trasforma in un percorso nel labirinto dell'anima, per trovare la propria, perduta, identità. Lungo il cammino, attorno a lui si materializzano fantasmi e ricordi, in un gioco in cui convivono passato e presente.



Fiori di rovina - Patrick Modiano


 

Patrick Modiano

Fiori di rovina

 

 

 

 

Lantana

1991

Prima pubblicazione

1991

 

1933, Parigi. I giornali riportano una notizia drammatica: la morte misteriosa di due giovani sposi, rincasati a notte fonda nel loro appartamento. La sera precedente hanno incontrato altre due coppie per andare in un night club e finire la serata a casa tutti insieme. Dopo che gli ospiti se ne sono andati, nel silenzio della notte risuonano degli spari. Da quel momento in poi la ricostruzione dei fatti si fa incerta e contraddittoria, senza portare a una soluzione. Molti anni dopo, il narratore prova a ricucire questa vicenda in una storia che, in qualche punto del passato, ha incrociato la sua e quella di suo padre, Albert Modiano. Ogni indizio scatena una nuova ricerca, provocando un'eco ipnotica, un cerchio che si allarga nell'acqua. Come nella maggior parte dei suoi romanzi, anche in "Fiori di rovina" Patrick Modiano torna a indagare le "cose oscure e dolorose della vita". Rievoca luoghi e fa rivivere personaggi della sua infanzia e della sua giovinezza, fantasmi irrisolti, sfocati, in una città che è ancora una volta artefice, nella memoria dell'autore, di ossessioni e nostalgie.


 


Riduzione di pena - Patrick Modiano


 

Patrick Modiano

Riduzione di pena

 

 

 

 

Lantana

1988

Prima pubblicazione

1988

 

Sobborgo parigino, primi anni Cinquanta. Il piccolo "Patoche" e suo fratello vivono in una grande casa ricoperta d'edera, in rue du Docteur-Dordaine, nell'ovattata compagnia delle donne a cui sono stati affidati: l'austera Mathilde, sua figlia, un'ex-cavallerizza del circo e la proprietaria di un locale notturno. I genitori dei due ragazzi sono partiti, il padre per affari e la madre per un'interminabile tournée teatrale in Africa. Da dietro le porte e attraverso le persiane socchiuse i due ragazzi osservano gli adulti, i loro gesti enigmatici; ne spiano i silenzi, le telefonate, le risa, le conversazioni misteriose in cui ricorre il nome della "banda della rue Lauriston". Nell'alcova criminale in cui sono accuditi, pervasa di ambiguità e popolata da personaggi indecifrabili, Patoche e il fratello si ingegnano per collegare tra loro frasi e oggetti: un portamonete di coccodrillo, un ritaglio di giornale, un orologio, un'automobile di lusso. Con la sua scrittura nuda e cesellata, il suo vagabondare nello spazio e nel tempo, Modiano va alla ricerca del proprio passato, sospeso tra oscure rivelazioni e identità sfuggenti, portandoci a condividere lo sguardo incantato di sé bambino. Con un'intervista all'autore di Maryline Heck. 


Caterina Certezza (Sogni senza occhiali) - Patrick Modiano & Jean-Jacques Sempé


 

Patrick Modiano &  Jean-Jacques Sempé

Caterina Certezza

(Sogni senza occhiali)

 

 

 


 

Donzelli

2014

Prima pubblicazione

1988

 

Come suo padre, Catherine porta gli occhiali. E un paio di occhiali può davvero complicare la vita, per esempio quando bisogna toglierseli per frequentare il corso di danza. Eppure gli occhiali le offrono anche un vantaggio straordinario, quello di poter vivere in due mondi differenti: quello reale, che lei vede con gli occhiali addosso, e l'altro, un mondo dai contorni sfumati, pieno di dolcezza, quello che appare quando se li toglie. Ed è in questo mondo che Catherine si ritrova a danzare come in un sogno... 


Domeniche d'agosto - Patrick Modiano


 

Patrick Modiano

Domeniche d'agosto

 

 

 

 

Feltrinelli

1986

Prima pubblicazione

1986

 

La storia narrata è quella di una ricerca, come spesso accade nei romanzi di Patrick Modiano: ambientato a Nizza, il romanzo si apre con due uomini, Jean, la voce narrante e protagonista, e Frédéric Villecourt, antagonista, che si incontrano pur non volendolo fare, parlano ma non dicono quello che effettivamente vorrebbero. Oggetto della contesa è una donna, Sylvie, moglie del secondo e amante del primo, che ogni tanto compare nel racconto attraverso i flashback per poi sparire e, infine, ricomparire in maniera chiara. Ma quando la storia sembra procedere spedita, Patrick Modiano vira decisamente e racconta un'altra storia, misteriosa, i cui protagonisti sono Virgil e Barbara Neal e, loro malgrado, anche Jean e Sylvie. Quindi si può parlare di un racconto nel racconto nel quale l'autore va alla ricerca di qualcosa. 


Il nostro debutto nella vita - Patrick Modiano


 

Patrick Modiano

Il nostro debutto nella vita



Einaudi, 2020 (Prima pubblicazione: 2020)

 
 
Jean vaga nella penombra di un teatro vuoto. Immerso nei suoi ricordi, insegue contorni di visi, echi di voci, suggestioni fallaci che fluttuano nel passato. A guidarlo nella sua ricerca, solo la mappa dai confini imprecisi che la memoria disegna per lui. Rischiarata dalle luci di scena, riemerge allora l'immagine sfuggente dell'amata Dominique, che all'epoca interpretava la parte di Nina ne Il gabbiano di Cechov. E insieme a lei tornano gli anni della giovinezza, sullo sfondo malinconico di una Parigi in bianco e nero. Scrittore alle prime armi lui, attrice in attesa del successo lei, a vent'anni erano entrambi alle prese con il debutto piú importante. Ma chi muove ora i fili del loro destino? Forse Jean, dietro cui si intuisce l'identità dello stesso Modiano? Oppure sono i ricordi, restituiti in forma di sogno, a stabilire le regole del dramma?


Ricordi dormienti - Patrick Modiano


 

Patrick Modiano

Ricordi dormienti



Einaudi, 2018 (Prima pubblicazione: 2018)

 
 
Un giorno, sul lungosenna, Jean perde l'equilibrio: dalla riva del presente precipita in un vortice di ricordi che credeva perduti. Anche se il tempo ne ha sfumato i contorni, a Jean tornano in mente numeri di telefono inventati, fermate del metrò, dediche scritte con l'inchiostro blu. Ma i dettagli più irrisori sono indizi per ritrovare le donne che Jean ha incontrato e che ora, come spettri evanescenti, eludono la sua presa nel labirinto della memoria. Nelle piante le gemme dormienti rimangono a riposo anche per diversi anni - fino a cento nella quercia - e si schiudono un giorno, per caso. Ai ricordi di Jean succede la stessa cosa: il titolo di un libro intravisto su una bancarella del lungosenna basta a destare le immagini di un passato che credeva di avere smarrito. Come trasportato da una nuvola di impalpabile malinconia, Jean ritorna così alla Parigi della sua giovinezza, alle passeggiate della domenica pomeriggio, agli incontri nei caffè all'alba, agli arrondissement deserti nel caldo d'agosto. Scene, dettagli, parole che scortano il protagonista ad appuntamenti con fantasmi in bianco e nero, lo investono di paure dimenticate, lo seducono con fughe da porte secondarie e dedali di strade parigine in cui nascondersi. La geografia dei luoghi si fonde con i ritratti sfuggenti di donne dal fascino sibillino: Martine, Mireille, Geneviève, Madeleine, la signora Hubersen, una ragazza di cui Jean omette il nome perché coinvolta in un misterioso delitto. E proprio come se avessero commesso un crimine in preda a un raptus emotivo, i ricordi del narratore - che a volte sembrano tanto coincidere con quelli dell'autore - non implorano né oblio né perdono, bensì l'impunità immeritata che il tempo garantisce anche ai piú feroci assassini. Ma non c'è una legge dei ricordi a sancirne la prescrizione: in questi casi non resta che rinviarli al giudizio inappellabile della nostalgia.


Incidente notturno - Patrick Modiano


 

Patrick Modiano

Incidente notturno



Einaudi, 2016 (Prima pubblicazione: 2016)

 
 
Parigi. Durante una notte di foschia un giovane viene investito da un'auto e si ritrova in ospedale insieme alla donna che era al volante, anche lei leggermente ferita, e a un uomo bruno robusto dall'aria losca che, dopo avergli consegnato una busta, si allontana. Una volta dimesso, nonostante la gamba dolorante e la mente ancora un po' confusa, il ragazzo decide di ritrovare la Fiat verde acqua e la ragazza dell'incidente, di cui conosce solo il nome, Jacqueline Beausergent. Un incidente piuttosto banale apre cosí un canale misterioso con il passato e dà vita a una serie di domande: chi è Jacqueline? Si tratta forse della stessa donna che lo aveva accompagnato da bambino in ospedale, quando aveva avuto un incidente simile uscendo da scuola? E cosa vuole da lui quell'uomo dall'aria losca? Ma prima di tutto il ragazzo conduce un'inchiesta su se stesso: nulla sappiamo di lui, neppure il suo nome di battesimo. Il suo ritratto prende forma partendo da una scarpa troppo stretta, persa durante l'incidente, da un vecchio giaccone sporco di sangue e da un passaporto con una data di nascita falsificata per diventare maggiorenne prima del tempo. In una Parigi misteriosa e notturna, fra i caffè del centro e una periferia in rovina, il giovane va alla ricerca del padre, un padre che già una volta lo ha abbandonato e che di nuovo scompare nel silenzio e nella nebbia.


Perché tu non ti perda nel quartiere - Patrick Modiano


 

Patrick Modiano

Perché tu non ti perda nel quartiere



Einaudi, 2015 (Prima pubblicazione: 2015)

 
 
«In una grande città ci si può perdere o sparire. Si può anche cambiare identità e vivere una vita nuova». Dal discorso di accettazione del Premio Nobel per la Letteratura 2014 *** Jean Daragane, scrittore parigino vicino alla settantina, vive in totale solitudine, fuori dal resto del mondo. Un giorno, però, quando da mesi non parla piú con nessuno, il telefono di casa squilla una prima volta. Dall'altra parte del filo si ode la voce di un uomo che dice di aver ritrovato il suo taccuino degli indirizzi forse perduto su un treno, e propone un appuntamento. Daragane non vuole incontrarlo; rompere il suo isolamento gli costerebbe troppo, e in fondo i numeri segnati su quel taccuino non gli interessano. I numeri delle persone che hanno veramente contato qualcosa nella sua vita, lui infatti li conosce a memoria, e quelle persone non possono piú rispondere. Infine accetta un appuntamento ed è cosí che incrocia l'ambiguo Gilles Ottolini e la sua sottomessa e giovane compagna, Chantal Grippay. Ottolini gli dice che ha trovato nella sua rubrica un nome che gli interessa molto, Guy Torstel, ma Daragane non si ricorda di lui. In privato Chantal gli consegna il dossier che Ottolini ha preparato con i suoi appunti e la foto misteriosa di un bambino, e strappa inconsapevolmente all'oblio una vicenda accaduta sessant'anni prima: l'omicidio irrisolto di una giovane donna. Gli squilli del telefono continuano per giorni. La mattina, la sera, la notte. Raggiungono Daragane nel sonno, nel dormiveglia, senza tregua. E in una Parigi che ancora conserva le ombre del passato, riaffiorano nomi e voci che costituiscono la sua esistenza e che Daragane non aveva piú voluto ricordare. Fra tutti emerge il volto, rigato da una lacrima, di Annie, una donna che gli è stata vicina quando era bambino e che lo ha tenuto per mano per attraversare la strada e perché non si perdesse nel quartiere e nella vita.


L'erba delle notti - Patrick Modiano


 

Patrick Modiano

L'erba delle notti



Einaudi, 2014 (Prima pubblicazione: 2012)

 
 
«Per l'arte della memoria con la quale ha evocato i piú inafferrabili destini umani e svelato la vita reale durante l'Occupazione». Dalla motivazione dell'Accademia svedese in occasione del Premio Nobel per la Letteratura 2014 *** Jean è uno scrittore solitario che fatica a distinguere il presente dal passato, i ricordi veri da quelli immaginari. Eppure non ha sognato: sul suo vecchio taccuino nero degli anni Sessanta sono infatti annotati nomi, numeri di telefono, date di appuntamenti, e persino brevi testi «che forse hanno a che fare con la letteratura». Fra questi nomi spicca quello di Dannie, una ragazza dalle molteplici identità che riceve misteriose lettere al fermoposta e della quale Jean è invaghito; e poi tutta la banda di loschi personaggi che frequentano locali equivoci come l'Unic Hôtel o «il 66» vicino ai giardini del Luxembourg, teatro di frequenti retate notturne. Cosí, riaffiorano alla mente dettagli incompiuti, segreti mai svelati, misteri irrisolti: perché la polizia lo aveva interrogato? Cos'era successo al pianoterra di quell'appartamento sul lungosenna? C'è forse un legame con la guerra d'Algeria e l'affare Ben Barka? E poi, quale significato attribuire alle parole di Dannie e, soprattutto, alla sua improvvisa scomparsa? La verità è lí a un passo, a portata di mano, eppure irraggiungibile. Ogni libro di Patrick Modiano fa eco al precedente e crea un insieme coerente e al tempo stesso sempre nuovo. Tutti i suoi romanzi e racconti, pur diversi, evocano in qualche modo una ricerca incessante, partendo da un dettaglio minimo per sondare il passato nel tentativo di ricostruire un'identità e non perdersi nell'oblio. Anche L'erba delle notti non fa eccezione: un Modiano allo stato puro, con la sua magnifica frase musicale regolare e densa come lo scorrere della Senna.


L'orizzonte - Patrick Modiano


 

Patrick Modiano

L'orizzonte



Einaudi, 2012 (Prima pubblicazione: 2010)

 
 

Jean Bosmans ha l'abitudine di annotare su un taccuino tutti i frammenti di memoria che si affacciano alla sua mente. Cosí, a partire da un nome di donna, ricorda l'incontro avvenuto a fine anni Sessanta con Margaret Le Coz, una ragazza ventenne frequentata a Parigi e amata intensamente per alcuni mesi. Con Margaret, Jean ha condiviso il sentimento di essere seguito, spiato, aspettato ogni giorno, o meglio braccato. Lei da un uomo dal viso magro, gli zigomi butterati e un abito sempre troppo stretto: un certo Boyaval; lui da una donna crudele dai capelli rossi, forse sua madre. Margaret è una giovane donna bella e misteriosa, vulnerabile, segreta, silenziosa. Di lei si sa soltanto che è nata a Berlino, che è arrivata in Francia con la madre, che non ha mai conosciuto il padre e che è cresciuta in vari collegi. È una donna che fugge. E durante una delle sue fughe incontra Boyaval che inizia a perseguitarla. Fugge ancora, ma l'uomo non le dà tregua, cosí come la incalzano alcuni misteri che provengono dal suo profondo passato, zone d'ombra che di punto in bianco la convincono a nascondersi, ad abbandonare tutto senza avvertire nessuno. Una sera Margaret non si sente piú sicura, abbandona precipitosamente Parigi e parte per Berlino dove sparisce senza lasciare traccia. Quarant'anni dopo la partenza di Margaret, Jean Bosmans, diventato nel frattempo uno scrittore, decide di ritrovarla: parte per Berlino dove un ragazzo incontrato per caso gli conferma che una donna con quel nome possiede una libreria lí vicino. Jean si siede in un caffè all'aperto prima di andare a incontrarla. Le ultime pagine sono splendide e sembrano sollevate da un vento venuto da chi sa dove.




Nel caffè della gioventù perduta - Patrick Modiano


 

Patrick Modiano

Nel caffè della gioventù perduta



Einaudi, 2014 (Prima pubblicazione: 2007)

 
 
«Certi libri ci temprano. Cataloghi di pensieri solidi, manuali di inflessibilità, trattati per dominare il mondo. Altri, ben più preziosi e necessari, ci rendono fragili, ci disarmano. Così questa sconvolgente figura di donna, vicina e perduta, ritratta da Modiano proprio al confine fra l'ombra e la luce». «Le Monde» *** Parigi, Quartiere Latino. Nei pressi dell'Odéon c'era un tempo Le Condé, un piccolo caffè dove ogni sera erano soliti ritrovarsi per caso, per noia o per abitudine, giovani studenti, aspiranti scrittori e misteriosi avventori accomunati dal sospetto di un passato indicibile o dallo stesso sghembo destino. Ogni giorno uno di loro annotava su un quaderno i nomi e i soprannomi di tutti quelli che passavano di lì, scrivendo a fianco anche la data, l'ora e il tempo che ciascuno restava nel locale. Non c'è una ragione vera e propria, o tanto meno un desiderio di controllo, in questa registrazione puntuale, quanto piuttosto l'ineluttabile necessità di trovare dei punti fermi nella vita. Eppure ciò che resta, alla fine, sono tracce di vita inutili e insoddisfacenti nella loro esatta maniacalità. Le Condé è una calamita che attrae tutti quelli che passano nelle sue vicinanze, o meglio è un luogo di confine, una frontiera, una pausa nella città, un porto che accoglie chi sta andando alla deriva e che decide, per un'ultima volta e per un tempo determinato, di ancorarvisi. Al centro di tutto c'è una ragazza misteriosa, chiamata (o meglio ribattezzata) Louki dagli altri avventori del locale. Louki è una di quelle donne che non appena entrano in una stanza e si siedono in un angolo catturano subito lo sguardo e l'attenzione di tutti. Una di quelle comparse che, in un film, catturano la luce prima e meglio degli stessi protagonisti. L'intero romanzo ruota intorno a lei, e pagina dopo pagina cerca di trovarla, definirla, identificarla. Per quattro volte si indaga la sua vita e quattro sono le voci che raccontano la sua storia. Alcuni degli uomini che parlano di lei semplicemente la cercano, altri la amano: per tutti la giovane incarna una stagione della vita e un desiderio irraggiungibile. Louki, come quelli che la affiancano nel suo vagabondare in una Parigi ipnotica ed enigmatica, è uno straordinario personaggio senza radici che vive momento per momento, inventandosi diverse identità, rinascendo continuamente e fuggendo (fino alle più estreme conseguenze) per inseguire un presente perpetuo o, meglio, un Eterno Ritorno.


Un pedigree - Patrick Modiano


 

Patrick Modiano

Un pedigree



Einaudi, 2014 (Prima pubblicazione: 2005)

 
 
Parigi, ottobre 1942. Durante l'Occupazione un uomo e una donna si incontrano. Lui è un ebreo di origini toscane, lei è una fiamminga arrivata a Parigi inseguendo l'impossibile sogno di diventare ballerina. I due si sposano e hanno due figli, uno è Patrick Modiano. Per vent'anni vivono in un appartamento al numero 15 di quai de Conti, ma quelle che conducono sono vite parallele che a volte si intrecciano per brevi istanti ma che non si incontrano mai del tutto. Un'indifferenza tenacemente perseguita, segnata, per il piccolo Patrick, da affidamenti a persone di fiducia (che un bel giorno vengono arrestate dalla polizia) o reclusioni in collegi spartani e inospitali (dove si viene sistemati come «nel deposito bagagli di una stazione dimenticata»). A essere narrato in queste pagine è un universo di volti, a tratti solo un nome o un soprannome, che Modiano cerca di far riemergere dalla profondità della memoria per ricostruire una personale carta d'identità, o meglio per tracciare un impossibile e indefinito pedigree (lasciando però la sensazione che quella raccontata non sia mai la sua vita). Una narrazione colma di nostalgia e mistero, un affascinante ritratto di una Parigi-mito, un racconto generoso e impietoso di uomini ed esistenze reali o forse soltanto possibili.


Bijou - Patrick Modiano


 

Patrick Modiano

Bijou



Einaudi, 2014 (Prima pubblicazione: 2001)

 
 
Nella folla dell'ora di punta, in una stazione della metropolitana parigina, una giovane donna crede di riconoscere la madre, che non vede da quando era piccola. Inizia a seguirla, attratta irresistibilmente dal suo cappotto giallo. Si apre così una delle indagini più incerte e commoventi che sia mai stata narrata. È la storia di un abbandono, della ricerca malinconica di un «paese natale» a cui far ritorno, di una solitudine che nessuna amicizia riesce a spezzare. La bambina che aveva recitato al fianco della madre, la piccola attrice cui era stato dato il nome d'arte di Bijou, è diventata adulta, apparentemente libera di vivere la propria vita. Ma la vita, gli incontri, il caso che governa l'andirivieni dei passanti nelle strade della città, la spingono ancora e sempre verso il passato:un appartamento deserto nel Sedicesimo arrondissement, un garage nei pressi della Gare de Lyon, una scuola accanto al Bois de Boulogne. E la topografia di questa Parigi, così precisa e ricca di dettagli, rivela invece uno spazio labirintico e indecifrabile, proiettato sullo schermo di un sogno. Sarà soltanto uscendo violentemente da quel dedalo di ricordi, che Bijou troverà la sua strada. «Erano passati una dozzina d'anni da quando non mi chiamavano più "Bijou" e mi trovavo alla stazione del metrò Châtelet nell'ora di punta. Ero tra la folla che percorreva il corridoio senza fine, sul tapis roulant. Una donna indossava un cappotto giallo. Il colore del suo cappotto aveva attirato la mia attenzione e la vedevo di spalle, sul tapis roulant. Poi camminava lungo il corridoio in direzione Château-de-Vincennes. Eravamo ora immobili, stretti gli uni contro gli altri a metà scala, aspettando che la porta si aprisse. Lei stava accanto a me. Allora l'ho vista in faccia. La somiglianza di quel volto con quello di mia madre era così sorprendente che ho creduto fosse lei. Mi era ritornata in mente una fotografia, una delle poche di mia madre che ho conservato. Il volto è illuminato come se un riflettore lo avesse fatto affiorare dall'oscurità. Ho sempre provato fastidio nel guardarla. Nei miei sogni diventava, ogni volta, una fotografia antropometrica che qualcuno - un commissario di polizia, un addetto dell'obitorio - mi porgeva perché potessi identificare la persona ritratta. Ma io restavo in silenzio. Non sapevo niente di lei».