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Salvatore Settis - La «Tempesta» interpretata


Salvatore Settis

La «Tempesta» interpretata

Vincitore Opera prima saggistica 1978

Einaudi, 1978

 

Attraverso un esperimento di lettura dei due quadri piú famosi e piú controversi di Giorgione, la Tempesta e i Tre Filosofi, esso propone una riflessione sul carattere dell’argomentazione, le oscillazioni interpretative e lo statuto della prova nell’analisi iconografica, ma anche nello studio delle letture precedenti di quei dipinti e dei rispettivi approcci critici. Una storia dell’arte attenta alla tessitura dei dati storici e alle armi della filologia si misura con un pittore sfuggente e «misterioso», e ne tenta un’interpretazione fondata su una marcata attenzione al contesto, collocando i suoi quadri non solo nella fantasia dell’artista, ma nella loro pertinenza ad altrettante «serie» iconografiche, nel rapporto coi committenti (identificati da indagini d’archivio) e nell’orizzonte culturale della Venezia di primo Cinquecento. Il «mistero» di Giorgione viene illuminato da pratiche socio-culturali diffuse, come la devozione privata e le immagini che essa ispirò, o l’abitudine di velare il soggetto in immagini concepite per riflettere fedelmente l’impronta personalissima del committente. Si vede cosí che l’indagine iconografica non solo non si oppone a quella sullo stile, ma anzi ne è parte inscindibile: poiché le mutazioni dello stile sono finalizzate alla miglior espressione del tema entro condizioni date, e anzi il soggetto e il «genere» a cui esso appartiene fanno corpo, come in quei dipinti accade, con le scelte stilistiche di Giorgione, nel suo dialogo coi committenti e in un meditato rinnovamento della tradizione.

 


Salvatore Settis - Italia S.p.A.. L'assalto al patrimonio culturale


Salvatore Settis

Italia S.p.A.. L'assalto al patrimonio culturale

Vincitore saggistica 2003

Einaudi, 2003

 

Nato come reazione ai tentativi del governo Berlusconi di svendere il patrimonio culturale pubblico, di ridurre il livello della tutela e di privatizzare i musei, questo libro di battaglia ha proposto una riflessione sul ruolo del patrimonio culturale e paesaggistico nella Costituzione, nell'identità e nella storia nazionale, e ha trovato vasta eco nell'opinione pubblica. Esaminando le caratteristiche specificamente italiane della tutela, la sua storia e la sua dimensione politica, Salvatore Settis mette in rilievo il legame forte che lega il patrimonio al territorio, alla storia e alla lingua del Paese, ai traguardi della società civile. Esperienze e fallimenti della pubblica amministrazione (di destra e di sinistra) vengono messi a confronto con quanto accade in Europa e in America, ma anche con le potenzialità del "sistema Italia" nel'interazione (finora evitata ma possibile) fra amministrazione della tutela e strutture pubbliche della ricerca e formazione (università).