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Sybille Bedford |
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Il retaggio |
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A Legacy |
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Adelphi, 2016 |
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«Quando uscì in Inghilterra, nel 1956, il romanzo piacque a Evelyn Waugh. Non c’è da stupirsene. Due case tedesche alla fine dell’Ottocento, nelle quali quasi tutti credevano di dover parlare solo in francese. Una famiglia di ebrei ricchissimi, i Merz, nell’immensa villa guglielmina di Berlino. E una famiglia terribilmente e formalmente cattolica nella casa di campagna, al sud, con un capostipite bizzarro e distratto e tre rampolli inaffidabili. Poi i vicini di tenuta, con il conte Bernin, assai implicato nelle Cancellerie e negli affari di Stato. E ancora: dame frivolissime e dame austere; viaggi; soggiorni a Parigi, in Costa Azzurra e in Spagna ... Oggi, Il retaggio ci sembra un romanzo divertentissimo: una sorta di calco al negativo dei Buddenbrook; la rifinitura aerea e frivola di un’epoca inamidata e per certi versi plumbea. Con cambi di prospettiva vertiginosi e dialoghi magnifici come nella realtà, e come non si leggevano da tempo, amministrati dalla penna agilissima, capricciosa, di una signora ignara forse di avere come compagno di strada, più o meno in quegli anni, Vladimir Nabokov, proprio a Berlino». |
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Sybille Bedford - Il retaggio
Sybille Bedford - Mosaico: un'educazione non sentimentale
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Finalista |
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1989 |
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Sybille Bedford |
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Mosaico: un'educazione non sentimentale |
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Jigsaw |
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Frassinelli, 1990 |
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"I Kisling e gli Huxley sono i veri Kisling e Huxley... Mia madre e io siamo in parte noi stesse": così scrive Sybille Bedford nell'avvertenza a queste pagine in cui ripercorre la sua "educazione non sentimentale". Poiché ciò che preme a ogni grande scrittore non è semplicemente la vita reale, ma quella narrata e reinventata dalla parola, la vita solo "in parte" realmente vissuta, quest'avvertenza svela al lettore il vero cuore di questo libro: il rapporto tra una delle più raffinate scrittrici del Novecento, ammirata da autori come Bruce Chatwin e Stephen Spender, e sua madre. Nata in un angolo della Germania del Sud, nel granducato del Baden, da Maximilian von Schoenebeck, aristocratico tedesco amante della Francia, e la sua seconda moglie inglese, Sybille Bedford trascorre gli anni dell'infanzia nello Schloss, il piccolo castello di famiglia, un'interminabile fuga di stanze colme di mobili e oggetti d'arte. Il padre, un uomo avanti con l'età, vive nel ricordo di quando era "le beau Max", il giovane, attraente barone tedesco che progettava di far saltare il banco a Montecarlo e, nella sua residenza estiva, teneva una coppia di scimpanzé che ogni mattina si precipitavano a banchettare sugli alberi di pesche dei vicini. Mossa dall'arroganza tipica dell'infanzia, la piccola "Billi" Bedford si mostra incapace di penetrare nella sua solitudine, di accostarsi al cuore di un uomo di un'altra epoca e d'altri pensieri. Sicché quando il padre muore e la madre la porta con sé... |
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