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William Boyd - A Good Man in Africa


 

 

William Boyd

A Good Man in Africa

Non tradotto

 


 

Morgan Leafy è un diplomatico britannico che vive a Kinjanja, una nazione africana divenuta recentemente indipendente dal dominio britannico. Arthur Fanshawe, un nuovo diplomatico desideroso di lasciare l'Africa, viene a sapere che Kinjanja si trova in cima a un'enorme riserva di petrolio. Sfortunatamente, Morgan è troppo preoccupato per l'alcol e le donne per sapere cosa fare con l'olio. A peggiorare le cose, una donna viene colpita da un fulmine nel complesso britannico, creando una situazione politica tesa con il governo Kinjanja.

 

William Boyd - Ogni cuore umano


 

 

William Boyd

Ogni cuore umano

Any Human Heart

 

Neri Pozza, 2007

 

Che cosa spinge un essere umano a scrivere il suo diario intimo? Il bisogno impellente, a un certo punto della propria vita, di essere sinceri con se stessi? Di dirsi tutta la verità senza pudore, e gettare così finalmente luce su quegli aspetti della propria esistenza che non si osano confessare neanche a se stessi? Niente di tutto questo vale per il protagonista di queste pagine: Logan Gonzago Mountstuart, scrittore nato in Uruguay nel 1906 da madre uruguayana e padre inglese, e vissuto più o meno ovunque nel corso della sua esistenza. Logan Mountstuart scrive il suo journal intime per quello che lui ritiene lo scopo di ogni vero diario: venire a capo delle infinite personalità che compongono quello strano animale che è l'essere umano.

 

William Boyd - Ogni cuore umano


Longlist

2002

William Boyd

Ogni cuore umano

Any Human Heart

 

Neri Pozza, 2015

 

Che cosa spinge un essere umano a scrivere il suo diario intimo? Il bisogno impellente, a un certo punto della propria vita, di essere sinceri con se stessi? di dirsi tutta la verità senza pudore, e gettare così finalmente luce su quegli aspetti della propria esistenza che non osiamo confessare neanche a noi stessi, persino nell’assoluta intimità delle nostre cronache private? Niente di tutto questo, o, almeno, niente di tutto questo vale per il protagonista di queste pagine: Logan Gonzago Mountstuart, scrittore nato in Uruguay nel 1906 da madre uruguayana e padre inglese, e vissuto più o meno ovunque nel corso della sua esistenza e di quella del secolo appena trascorso. Logan Mountstuart scrive il suo journal intime per quello che lui ritiene lo scopo di ogni vero diario: venire a capo delle infinite personalità che compongono quello strano animale che è l’essere umano. In ogni uomo, infatti, come in un abbecedario dell’evoluzione, palpita di volta in volta il cuore di uno scimmione irsuto, di un intellettuale nevrastenico, di una nobile persona o di un mostro egoista. Ogni essere umano può davvero dire «io sono tutte queste persone differenti – tutte queste persone sono me». E, tra tutti gli esseri umani, soprattutto lui, Logan Mountstuart, che negli Anni Trenta è a Londra, vive a Chelsea come un perfetto dandy e frequenta Cyril Connolly, Virginia Woolf e l’intero gruppo di Bloomsbury. Lui, Logan, che a Parigi diventa amico di Joyce, Picasso, Hemingway e, in Spagna, durante la guerra civile, è un fiero combattente e, durante la seconda guerra mondiale, in compagnia di Ian Fleming, una perfetta spia dell’intelligence britannica. Lui, lo scrittore anglouruguayano, che nel dopoguerra newyorchese è a suo agio tra i bohémien dell’avanguardia artistica e, negli Anni Settanta, è di nuovo in Inghilterra, dove gli accade inconsapevolmente di fare da corriere alla Baader- Meinhof. Attraverso le infinite personalità di Logan Gonzago Mountstuart (scrittore, dandy, seduttore, ciarlatano, spia) sfila, in questo indimenticabile romanzo, tutta la costellazione di immagini del secolo appena trascorso. Un secolo che, come i mille volti di Logan, può celare l’impostura e l’eroismo, l’orrore e la grandezza, nella generale indiscernibilità delle singole vite umane e dei tempi. Uno dei libri più belli dell'anno...sofisticato, ricco, divertentissimo e teneramente malinconico. Publisher's Weekly

 

William Boyd - Come neve al sole


Finalista

1982

William Boyd

Come neve al sole

An Ice-Cream War

 

Mondadori, 1987

 

La storia ruota attorno alla battaglia combattuta in Africa orientale tra le forze britanniche e tedesche durante la prima guerra mondiale, e agli effetti che ha su diverse persone i cui percorsi finiscono per convergere. Il primo personaggio introdotto è Walter Smith, un espatriato americano che gestisce una fortunata piantagione di agave nell'Africa Orientale Britannica vicino al Kilimangiaro. Prima dell'inizio della guerra nell'agosto 1914, Smith è in termini cordiali con il suo vicino tedesca, Erich von Bishop, e compera persino piante di caffè presso il giardino botanico di Dar es Salaam, capitale dell'Africa Orientale Tedesca. Il maggiore von Bishop brucia le piantagioni di Smith nella prima campagna di guerra, e poi smonta il grande decorticatore, il macchinario principale delle operazioni industriali di Smith. Divenuto un rifugiato senza soldi, Smith non riesce ad ottenere alcuna indennità di guerra dalla burocrazia coloniale britannica, Smith lascia moglie e figli dal suocero missionario e si unisce alle forze militari britanniche a Nairobi, allo scopo di vendicarsi personalmente di von Bishop nel corso dei successivi anni di guerra in Africa orientale. Una seconda narrazione riguarda Felix Cobb, il figlio minore di un'aristocratica e tradizionale famiglia militare britannica, che ha in odio il resto della propria famiglia, ad eccezione del fratello, un capitano. Quest'ultimo sposa la fidanzata Charis (facendo ingelosire Felix), ma la guerra scoppia mentre Gabriel è in luna di miele in Normandia, e deve far ritorno di fretta al suo reggimento. Gabriel viene inviato in Africa, dove fa amicizia con lo psicotico compagno Bilderbeck e viene presto ferito dai soldati tedeschi. Mentre è ricoverato in un ospedale per prigionieri di guerra, si invaghisce di Liesl, moglie di Erich von Bishop, che ivi lavora come infermiera.