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Angela Bianchini - Lungo equinozio


Angela Bianchini

Lungo equinozio

Vincitore Opera prima 1962

Lerici, 1962

 

Il padre Angelo Levi Bianchini, appartenente a un'importante famiglia della borghesia ebraica, era ufficiale di marina quando fu inviato in Palestina per conto del governo italiano per trattare la questione ebraica principalmente con il generale inglese Edmund Allenby. Fu assassinato in circostanze poco chiare quando Angela ancora non era stata partorita. Con l'entrata in vigore delle leggi razziali fasciste, Angela Bianchini si trovò a dover abbandonare l'Italia nel 1941, rifugiandosi negli Stati Uniti d'America. Qui poté intraprendere gli studi universitari che le erano stati vietati dal regime. A Baltimora si iscrisse alla Johns Hopkins University avendo come professore Leo Spitzer che insegnava filologia romanza: vi si laureò e conseguì anche il dottorato. Nel 1955 rientrò definitivamente in Italia, cominciando quindi a collaborare con Il Mondo di Mario Pannunzio e inoltre scrivendo per programmi culturali della Rai. Il suo debutto nella narrativa risale al 1962 con la raccolta di racconti Lungo equinozio. Pubblicò poi alcuni romanzi e fu altresì autrice di una ragguardevole produzione saggistica. Nel 1997 firmò il radiodramma Una crociera di sogno. 

 

Angela Bianchini - Capo d'Europa





Angela Bianchini

Capo d'Europa

Candidato 1991

(Edizione Bompiani, 1992)

 

Tre storie di donne raccontate quasi come un solo romanzo. Il primo racconto, Gli oleandri, ha un inizio americano, una rievocazione di vita anni Trenta e un quadro di Roma nell'immediato dopoguerra. Compare qui per la prima volta il tema delle partenze e dei ritorni: "Il partire, capii allora, e non l'ho mai dimenticato, non è l'andarsene, il che sarebbe relativamente facile, ma il non esserci quando le cose rimarranno". Ne La ragazza in nero spicca l'elemento inventivo nella mescolanza di realtà, simboli, enigmi, su una struttura narrativa densa e complessa, fra introspezione, scenari romani e autodeterminazione. Chiude questa trilogia Capo d'Europa, racconto ambientato a Lisbona, tappa nella fuga dall'Europa all'America di una ragazza ebrea durante la seconda guerra mondiale. Torna così nell'ultima storia il tema della partenza, dell'esilio e della ricerca della Terra promessa come paradigma del cammino della coscienza verso la propria consapevolezza. Vi è tra questi tre racconti "una quantità di rapporti e di richiami, ma soprattutto li unisce un modo giovane di affrontare e rendere la realtà, in 'pienezza e profondità vitale' "(G. Cattaneo.)