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Antonio Debenedetti |
Monsieur Kitsch |
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Vincitore Opera prima narrativa 1972 |
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Marsilio, 1972 |
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Sono tutte, in un certo senso, storie naturali e straordinarie quelle che Antonio Debenedetti va narrando fin dal 1981, quando uscirono i racconti di Ancora un bacio con cui lo scrittore, abbandonato lo sperimentalismo degli esordi influenzato da Gadda e Manganelli (Monsieur Kitsch, 1972), consolida una voce e una poetica proprie, originali e coerenti. Giulio Ferroni la definisce «fedeltà allo stile» nel testo scritto per Sentimentalgia, il piccolo libro a tiratura limitata curato da Paolo Di Paolo, che in giugno Elliot ha pubblicato per festeggiare gli ottant’anni dello scrittore raccogliendo il contributo di scrittori, amici, critici. |
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Antonio Debenedetti - Monsieur Kitsch
Antonio Debenedetti - Se la vita non è vita
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Antonio Debenedetti |
Se la vita non è vita |
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Vincitore narrativa 1991 |
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Rizzoli, 1991 |
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Debenedetti, Antonio. - Scrittore e giornalista italiano (n. Torino 1937). Ha esordito nel 1972 con il libro Monsieur Kitsch. Da molti anni ha in corso una collaborazione con il Corriere della sera, di cui è inviato per la cultura. Scrittore prolifico, si è cimentato sia con la scrittura di romanzi (In assenza del signor Plot, 1976; La fine di un addio, 1985; Se la vita non è vita, 1991, con cui ha vinto il Premio Viareggio), che con raccolte di racconti come Ancora un bacio (1981), Spavaldi e strambi (1987), Amarsi male (1998). Di forte impatto emotivo è Giacomino (1994), un libro di ricordi sul padre Giacomo, famoso critico letterario, mentre tra i lavori più recenti vanno segnalate le raccolte di racconti In due (2008), Il tempo degli angeli e degli assassini (2011), Racconti naturali e straordinari (2017) e Quel giorno quell'anno (2018). |
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Antonio Debenedetti - Racconti naturali e straordinari
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Antonio Debenedetti |
Racconti naturali e straordinari |
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finalista 1993 |
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Bompiani, 2017 |
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Di Antonio Debenedetti si può dire che è scrittore, poeta, critico letterario, giornalista per il Corriere della Sera da una vita. Ma ben più significativo è ricordare che la voce affilata, misuratissima, che troviamo nelle sue opere ha radici profonde, che ci conducono dritti nel cuore del secondo Novecento italiano. Figlio del grande critico letterario Giacomo, cresciuto tra Torino e Roma nel cuore della comunità letteraria dell'epoca - da Moravia e Morante a Giorgio Caproni, maestro e amico - Antonio Debenedetti è uno straordinario tramite fra il passato più nobile delle nostre lettere e il presente. Proprio al presente guardano le prove narrative di Debenedetti, unendo intima partecipazione e distacco. La sua ricerca di essenzialità stilistica si riflette anche nella scelta della misura breve: così che la parte maggiore e più apprezzata della sua produzione è costituita fin dai primi anni dai racconti, di cui in questo volume si trova una selezione a cura dello stesso autore. |
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Antonio Debenedetti - Se la vita non è vita
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Antonio Debenedetti |
Se la vita non è vita |
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Candidato 1991 |
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(Edizione Rizzoli, 2000) |
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«"Se la vita non è vita è un romanzo che mette a fuoco la ricerca nel tempo di Antonio Debenedetti sulla narrativa. Il grande pregio di questo libro è quello di saper raffigurare una intera generazione attraverso il suo personaggio, con grande ironia. Guido Coen, il protagonista, è una vera metafora del nostro tempo, con tutte le paure e le inquietudini che ci sono proprie». (Alberto Bevilacqua) |
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Antonio Debenedetti - Un giovedì dopo le cinque
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Antonio Debenedetti |
Un giovedì dopo le cinque |
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Candidato 2001 |
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(Edizione Rizzoli, 2000) |
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Già il felice titolo di questo nuovo romanzo di Antonio Debenedetti - Un giovedì, dopo le cinque - suggerisce una precisa atmosfera narrativa, dove l'ironia si mescola al dramma ambiguo e dove soprattutto vengono riabilitati il gioco del caso e l'importanza del destino. La vita di Piero Ceriani si è intrecciata alla vita (e alla morte) di Gianluca Borlengo. Diversissimi, tra l'altro, per classe sociale e abitudini sessuali (Gianluca è omosessuale, ma, a differenza di Piero, si sposerà), le loro esistenze sono destinate a un tragico gioco degli incastri, tanto che la vita del primo sembra, da un certo punto in poi, sostituirsi a quella del secondo, prendendone fisicamente il posto. Ma perché il gioco si compia, è necessario un delitto, sia pure indiretto. In un crescendo di ritmo romanzesco - per Debenedetti scrivere un romanzo significa sempre più raccontare una storia facendola aderire a una lingua svelta e precisa che sappia rendere con eleganza il ritmo percussivo dei dialoghi. |
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