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Chinua Achebe | ||
La freccia di Dio | ||
Arrow of God, 1964 | ||
serie | # 3 | |
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La nave di Teseo, 2019 | ||
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La freccia di Dio è il secondo romanzo del ciclo narrativo del grandissimo scrittore africano Chinua Achebe. E' il seguito d Il crollo, il libro dove lo scrittore nigeriano raccontava l'inizio della scrontro tra civilità africana ed europei, pubblicato dalle Edizioni E/O nel 2003. I romanzi di Achebe sono considerati classici fondamentali della letteratura africana e vengono letti e studiati in tutto il mondo. Nel 2002 l'autore è stato insignito a Francoforte del prestigioso Premio per la Pace. Ne Il crollo i protagonisti, la gente di un villagio Ibo all'inizio del Novecento, ancora poteva pensare di opporsi all'arrivo dei Bianchi, anche se lo sgretolamento della comunità africana e dei suoi valori era già a buon punto. Ne La freccia di Dio ormai si è fatta strada la consapevolezza di non poter mai più prescindere dalla presenza del modo di vivere e di pensare rappresentato dagli europei. Il protagonista è Ezeulu, sacerdote di un dio che rappresenta l'unità dei villaggi. E' un uomo capace di giudizio e diplomazia e si pone il problema della convivenza con la cultura e la religione degli stranieri. Ma dovrà rinunciare a questo sogno, perché gli europei approfitteranno delle indecisioni di una compagine sociale cui sta sfuggendo la concordia. L'avventura personale di Ezeleu, gli antagonisti con cui si confronta (missionari, militari, ecc.) la prigionia cui dovrà sottostare, non impediranno al villaggio di continuare a vivere, ma gli avranno via via strappato i ritmi, le certezze, l'anima. | ||
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Chinua Achebe - La freccia di Dio
Chinua Achebe - Non più tranquilli
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Chinua Achebe | ||
Non più tranquilli | ||
No Longer at Ease, 1960 | ||
serie | # 2 | |
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La nave di Teseo, 2017 | ||
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Obi Okonkwo è un giovane uomo colto e ricco di ideali, grazie al privilegio di un'educazione ricevuta in Gran Bretagna. Ora è tornato in Nigeria per ricoprire un incarico nei servizi civili. In questo ruolo, viene a stretto contatto con la corruzione dilagante nel governo del paese, unico sistema che sembra davvero amministrare le cose. Obi riesce a resistere alle mazzette che gli vengono offerte, ma quando si innamora di una ragazza di un ceto sociale inferiore - con la disapprovazione dei suoi genitori - affonda in un subbuglio emotivo e finanziario sempre più profondo. Diventa improvvisamente difficile resistere alla tentazione per i soldi facili e Obi si infila in una trappola da cui non riesce a scappare. Attraverso il ritratto di un uomo perduto nella disillusione e nel limbo culturale che contraddistingue questa nuova era della Nigeria, «Non più tranquilli» è il secondo volume della trilogia di Chinua Achebe, dedicata a tre generazioni africane colte sotto l'impatto del colonialismo e inaugurata da «Le cose crollano». | ||
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Chinua Achebe - Le cose crollano
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Chinua Achebe |
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Le cose crollano |
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Things Fall Apart |
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serie |
# 1 |
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La nave di Teseo, 2016 |
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Okonkwo è un guerriero, un lottatore, un uomo ambizioso e rispettato che sogna di divenire leader indiscusso del suo clan. Dal suo villaggio Ibo, in Nigeria, la fama di Okonkwo si è diffusa come un incendio in tutto il continente. Ma Okonkwo ha anche un carattere fiero, ostinato: non vuole essere come suo padre, molle e sentimentale, lui è deciso a non mostrare mai alcuna debolezza, alcuna emozione, se non attraverso l’uso della forza. Quando la sua comunità è costretta a fronteggiare l’irruzione degli europei, l’ordine delle cose in cui Okonkwo è nato e cresciuto comincia a crollare, e la sua reazione sarà solo il principio di una parabola che lo porterà nella polvere: da guerriero temuto e venerato, a eroe sconfitto, oltraggiato. Le cose crollano, il primo libro della trilogia che ha consegnato Chinua Achebe alla fama internazionale – in corso di pubblicazione presso La nave di Teseo in una nuova traduzione – è unanimemente considerato il suo capolavoro, capace di intrecciare nella stessa vicenda due storie diverse: quella personale di Okonkwo e quella più ampia dello scontro fra due religioni e civiltà. Nella scrittura di Achebe, interprete di una grande tradizione letteraria, i conflitti ancestrali fra individuo e comunità dialogano con i percorsi accidentati della storia, le cui conseguenze investono ancora il mondo in cui viviamo. |
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Chinua Achebe - Viandanti della storia
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Chinua Achebe |
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Viandanti della storia |
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Anthills of the Savannah |
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Edizioni Lavoro, 1991 |
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Il romanzo si svolge nello stato immaginario di Kangan, nell'Africa occidentale, dove un ufficiale addestrato presso il Royal Military Academy Sandhurst, identificato solo come Sam e noto come "Sua Eccellenza", ha preso il potere a seguito di un colpo di stato. Achebe descrive la situazione politica attraverso le esperienze di tre amici: Chris Oriko, commissario del governo per l'informazione, Beatrice Okoh, un funzionario del Ministero delle Finanze e fidanzata di Chris, e Ikem Osodi, direttore di un giornale critico del regime. Tra gli altri personaggi Elewa, la ragazza di Ikem e il Maggiore "Samsonite" Ossai, un ufficiale militare noto per pinzare le mani con una cucitrice Samsonite. La tensione cresce nel corso il romanzo, e sfocia con l'assassinio di Ikem da parte del regime, la caduta e la morte di Sam e, infine, l'omicidio di Chris. Il romanzo si conclude con una non-tradizionale cerimonia di battesimo per la figlia di Elewa e Ikem, organizzata da Beatrice. |
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Chinua Achebe - An Image of Africa
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Chinua Achebe |
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An Image of Africa |
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Non tradotto |
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Ben scritto ma molto controverso, An Image of Africa afferma la convinzione di Achebe che Joseph Conrad fosse un "sanguinario razzista" e la sua convinzione che il romanzo di Conrad Cuore di tenebra serva solo a perpetuare stereotipi dannosi sui neri. |
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Chinua Achebe - Viandanti della storia
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Finalista |
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1987 |
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Chinua Achebe |
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Viandanti della storia |
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Anthills of the Savannah |
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Edizioni Lavoro, 1991 |
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Siamo nel paese africano di Kangania: non lo trovate sull’atlante, perché ad Achebe, scrittore nigeriano di lingua inglese, non interessava parlare di uno stato specifico, ma di ogni stato africano. E’ appena avvenuto un colpo di stato e al potere è salito un militare. Due suoi amici dai tempi dell’università in Inghilterra lo osservano preoccupati: uno, Chris, è ministro dell’informazione; l’altro, Ikem, è direttore di un giornale che è spesso fonte di grattacapi per il governo. Assistiamo fin da subito alla degenerazione del potere e alla sua incapacità di risolvere i problemi reali del paese, siano essi la siccità, la corruzione, il debito, la fame o l’analfabetismo. Ed è emblematico che ogni azione intrapresa dal Presidente e dai suoi ministri faccia riferimento in ultima analisi sempre al Popolo: un popolo da tener buono a forza di parole ma che in fondo non si conosce e che, come tutto ciò che non si conosce, fa paura: La stessa lingua (inglese), che si vorrebbe usare per tenere il popolo sotto controllo, spesso sfugge di bocca con termini storpiati o incongruenti, come ad indicare che non è la lingua degli ex dominatori lo strumento giusto per trovar soluzioni. E alla fine, inevitabilmente, in Kangania si muore. Per mano della povertà e della siccità, certo, ma anche per mano umana; e se l’omicidio non viene perpetuato dal governo, allora si muore per strada, in modo fin troppo emblematico, sotto i colpi di quegli oppressi che si volevano difendere. Le donne, in questo mondo senza riscossa, rimangono quasi sullo sfondo; ma solo per avanzare in primo piano alla fine, quando gli uomini, impotenti, sono costretti a tirarsi indietro: così Beatrice ed Elewa, le compagne di Chris e Ikem, rimaste sole, si porteranno sulle spalle i racconti da tramandare ai loro figli. |
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