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Alessandro Reali - Il giallo della valigia di Piazzale Lodi


 

 

 

Alessandro Reali

Il giallo della valigia di Piazzale Lodi

 

serie Commissario Caronte

# 2

 

Fratelli Frilli, 2021

 

“La valigia lo stuzzicò più di ogni altro oggetto presente, e accese in lui quella caratteristica dell’intelletto umano, semplice e implacabile, che si chiama curiosità. Doveva assolutamente scoprire cosa conteneva, a chi era appartenuta e perché era stata abbandonata in condizioni tutto sommato decenti e, soprattutto, senza essere prima vuotata”. Ersilia, una ragazza milanese bella e piena di vita, scompare nel nulla. Al commissario Caronte viene chiesto di indagare con particolare cautela: la giovane è lontana parente del prefetto. È l’estate del 1965. Pochi giorni prima i Beatles hanno suonato al Vigorelli: un concerto destinato a entrare nella leggenda. L’aria milanese è, al tempo stesso, torrida e frizzante, soprattutto tra i giovani studenti, sempre più ribelli alle regole di una società che considerano obsoleta, impegnati politicamente e attenti a quello che avviene nel mondo. Caronte, con il suo stile un po’ sopra le righe, dovrà misurarsi non solo con un’indagine che lo porterà a scoprire segreti di un passato recente e drammatico, che sembravano sepolti per sempre, ma anche con la mentalità e le decisioni dei suoi stessi superiori, in un momento storico politico sempre più carico di tensioni.

 

Alessandro Reali - La matta di Milano


 

 

 

Alessandro Reali

La matta di Milano

 

serie Commissario Caronte

# 1

 

Fratelli Frilli, 2020

 

Milano, inverno 1964. In una gelida alba, la portinaia di uno stabile di viale Montenero, trova un cadavere sul marciapiede di fronte a casa. Si tratta di un giovane con la testa fracassata, privo di documenti. L’indagine viene subito affidata al commissario Caronte, conosciuto per certe asperità del carattere e uno stile di vita piuttosto originale. Probabilmente non è il poliziotto ideale, soprattutto in un’Italia come quella dei primi anni Sessanta. Poco propenso a retorica e formalità, cerca di svolgere al meglio il proprio lavoro, assistito da alcuni collaboratori fidati, in particolare il buon Perotti, col suo carico di problemi famigliari, una salute non proprio di ferro e il look vagamente alla Bogart. Nel tempo libero, il commissario, oltre a frequentare una donna affascinante e capace di smussare, con eleganza, i suoi lati più ruvidi, ama leggere romanzi classici di avventura e volumi di storia italiana, frequentare sale biliardo, cabaret e soprattutto osterie sul Naviglio, in particolare quella del Tenaglia, alla Ripa di Porta Ticinese: lì si mangiano i piatti tipici, si beve e si cantano le canzoni della Mala fino a notte fonda. Con lui, quasi sempre, i suoi migliori amici: Beppe, giornalista de “La Gazzetta dello Sport”, buongustaio tiratardi grande tifoso del Milan di Rocco e Rivera, e Rommel, cronista di nera de “Il Corriere della Sera”, dongiovanni, appassionato di jazz, elegante e squattrinato. Con loro, i personaggi di una Milano che sembra sospesa nel tempo, in un mondo che sta rapidamente cambiando, tra grandi mutamenti sociali e forti tensioni politiche. L’indagine prende una direzione precisa quando viene accertata l’identità del giovane morto. Si tratta di Giuseppe Magnaghi, detto Pino, disoccupato residente alla Bovisa. Con lui abitano il padre, la madre, un fratello minore che sogna di “fare il corridore in bicicletta” e una sorella, Maristella, bellissima ragazza di vent’anni che con Pino condivide il desiderio di emanciparsi da quella vita che ritengono squallida.