


Affermati nel 1945 dalla Dichiarazione universale e difesi dalla Comunità internazionale i diritti umani sono proclamati e violati, celebrati e calpestati ogni giorno. Questo libro offre una guida per districarsi tra i meccanismi di garanzia - dall'Onu alla Corte europea, alla Commissione africana - segnalandone i punti di forza e le debolezze. Nel Ventesimo secolo sono state gettate le basi normative per la tutela internazionale dei diritti umani; la sfida del Ventunesimo secolo è dare più concretezza ai diritti in tutte le regioni del mondo cercando di rendere gli Stati davvero responsabili della protezione della dignità umana.

Deportazioni, torture, pulizia etnica, esecuzioni di massa: solo nel XX secolo la comunità internazionale ha progressivamente elaborato norme per affermare che certi comportamenti sono crimini e per disporre la punizione dei responsabili. Con il trattato di Roma del 1998, che ha istituito la Corte penale internazionale (Cpi), è sorta la speranza che un tribunale permanente possa punire gli autori di questi crimini gravissimi. L’autore del volume illustra tutto il percorso che, a partire dal processo di Norimberga, ha condotto al passaggio da una logica di emergenza alla istituzionalizzazione della giustizia penale internazionale. Si sofferma poi sul ruolo della Cpi, che interverrà ogniqualvolta i giudici nazionali non siano in grado o non vogliano punire i responsabili di crimini internazionali. Non tutti gli Stati ne hanno ancora accettato la competenza, ma certo è che rimanerne fuori significa sfidare il progresso dell’umanità e il rafforzamento degli strumenti di tutela dei diritti fondamentali.