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Salvatore Zappalà - La giustizia penale internazionale

 

Farsi un'idea - n° 286 - 2020

Salvatore Zappalà - La giustizia penale internazionale

Nuova edizione (vedi anche n° 107)
 

Perché non restino impuniti genocidi, crimini di guerra e contro l'umanità 

Deportazioni, torture, pulizia etnica, esecuzioni di massa, uccisione di civili, di feriti o di prigionieri militari, uso illecito della forza nei rapporti tra Stati: solo dal XX secolo la comunità internazionale ha elaborato le norme per non lasciare impuniti i grandi crimini di guerra e contro l'umanità. In questa nuova edizione si traccia il percorso che ha condotto da una logica di emergenza alla istituzionalizzazione della giustizia penale internazionale. Lo statuto della Corte penale internazionale ha ormai più di vent'anni: qual è il suo ruolo oggi e quali disequilibri ne stanno minando la stabilità?

Salvatore Zappalà - La tutela internazionale dei diritti umani

 

Farsi un'idea - n° 195 - 2011

Salvatore Zappalà - La tutela internazionale dei diritti umani
 

Tra sovranità degli Stati e governo mondiale
 

Affermati nel 1945 dalla Dichiarazione universale e difesi dalla Comunità internazionale i diritti umani sono proclamati e violati, celebrati e calpestati ogni giorno. Questo libro offre una guida per districarsi tra i meccanismi di garanzia - dall'Onu alla Corte europea, alla Commissione africana - segnalandone i punti di forza e le debolezze. Nel Ventesimo secolo sono state gettate le basi normative per la tutela internazionale dei diritti umani; la sfida del Ventunesimo secolo è dare più concretezza ai diritti in tutte le regioni del mondo cercando di rendere gli Stati davvero responsabili della protezione della dignità umana.

Salvatore Zappalà - La giustizia penale internazionale

 

Farsi un'idea - n° 107 - 2004

Salvatore Zappalà - La giustizia penale internazionale

(Pubblicato con nuova edizione con il n° 286)
 

Crimini di guerra e contro l?umanità: da Norimberga alla Corte penale internazionale
 

Deportazioni, torture, pulizia etnica, esecuzioni di massa: solo nel XX secolo la comunità internazionale ha progressivamente elaborato norme per affermare che certi comportamenti sono crimini e per disporre la punizione dei responsabili. Con il trattato di Roma del 1998, che ha istituito la Corte penale internazionale (Cpi), è sorta la speranza che un tribunale permanente possa punire gli autori di questi crimini gravissimi. L’autore del volume illustra tutto il percorso che, a partire dal processo di Norimberga, ha condotto al passaggio da una logica di emergenza alla istituzionalizzazione della giustizia penale internazionale. Si sofferma poi sul ruolo della Cpi, che interverrà ogniqualvolta i giudici nazionali non siano in grado o non vogliano punire i responsabili di crimini internazionali. Non tutti gli Stati ne hanno ancora accettato la competenza, ma certo è che rimanerne fuori significa sfidare il progresso dell’umanità e il rafforzamento degli strumenti di tutela dei diritti fondamentali.