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Ennio Cavalli - Libro Grosso


Ennio Cavalli

Libro Grosso

Vincitore poesia 2009

Aragno, anno

 

Per prima cosa, una constatazione: ogni tanto Cavalli ripubblica sue raccolte. L’aveva già fatto con l’autoantologia Cose proprie (Spirali, 2003), in cui aveva selezionato una summa del suo lavoro poetico.  Questa volta non si tratta di un’antologia, ma di riproposizione integrale, sia pure con varianti. Se ci si domanda perché, una risposta può essere che egli abbia bisogno di ripensare alla propria ricerca, rileggere i testi ed espungere ciò che col passare del tempo gli sembra superfluo, e ridisegnare, a scadenze, il grande “corpo” del suo castello incantato e magico costruito con le parole. La trilogia, corredata dal gruppo di testi inediti, permette di fare un consuntivo di un particolare periodo della sua ricerca (vedi  le date di pubblicazione) ma anche un confronto con le ancora fluttuanti aperture sul nuovo. Tutto valido, tutto in linea con la predilezione di Cavalli di scrivere e riscrivere. Ne viene fuori un distillato di maggior gradazione e di maggiore fluidità. Il segreto è nella parola. Con la parola c’è la poesia, cioè la vita. Senza parola c’è il mutismo, c’è il vuoto, c’è la morte. La parola non necessariamente deve generare una classificazione, ma può essere coniugata. Ogni parola è un elemento di una composizione che di volta in volta può essere  chimica, fisica, liquida, colorata, statica o dinamica. Non è un gioco, è una necessità, ma nella necessità è insito il senso ludico delle cose, della vita. E nel ludico è implicita anche una certa ironia, non sempre, ma quando serve a smitizzare o alleggerire la gravità delle situazioni. (Corriere della Sera)

 


Ennio Cavalli - Quattro errori di Dio


Ennio Cavalli

Quattro errori di Dio

finalista 2005

Aragno, 2005

 

Nel Traveller's Club di Londra, Sir Barry racconta ad alcuni soci il Medio Oriente conosciuto ai tempi del mandato britannico in Palestina. Fa da scintilla un segreto impensabile, che l'ex diplomatico si decide a svelare. Uno degli antichi manoscritti di Qumram, trovato in una grotta sul Mar Morto nel 1947, fu subito sottratto all'attenzione del mondo. Denunciava un clamoroso "Errore". Per punire gli uomini, Dio avrebbe scelto un'ammonitoria nevicata, senza pensare che l'enorme coltre bianca, sciogliendosi, avrebbe poi travolto tutto e tutti. Diluvio, sì, ma involontario. Da Londra a Gerusalemme. Un vecchio taxista, Mohammed, sa di un secondo "Errore", frutto dell'eco frastornante del Nome. Sul suo taxi salgono Roselius, professore americano di storia del pensiero religioso e Martha, la giovane allieva. I due sono amanti, alla vigilia della rottura. Senza sapere l'una dell'altro, si ritroveranno in seguito al Cairo, dove un'inaudita teoria sulla scomparsa dei dinosauri confermerà il candore disarmato di Dio.