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Eraldo Affinati - Secoli di gioventù


Eraldo Affinati

Secoli di gioventù

Finalista narrativa italiana 2005

Mondadori, 2004


Un insegnante di una scuola di borgata. I suoi allievi sono ragazzi difficili, dalle idee confuse. Accostano slogan e comportamenti "no global" e neonazisti con indifferente, inconsapevole ecumenismo. In quel quartiere alla periferia di Roma, Corviale, si continua a parlare di una pattuglia di soldati tedeschi saltati su una mina mentre, divisi dal loro reggimento, abbandonavano la capitale nel 1945. I corpi di quegli uomini non furono mai trovati, ma Matteo Saluzzo, uno degli allievi del professore, ha scoperto i loro resti e, prima di indicare il sito alla polizia, lo conduce sul luogo. Troveranno i documenti e il coltello della Gioventù hitleriana appartenuti a uno dei soldati. Il professore comincerà così un percorso alla ricerca degli eredi del soldato.

 

Eraldo Affinati - Campo del sangue


Eraldo Affinati

Campo del sangue

finalista 1997

Mondadori, 2009

 

E' il diario, il resoconto, la storia di un viaggio a piedi da Venezia ad Auschwitz. La madre di Affinati salì su uno di quei treni che portavano ad Auschwitz e solo per un colpo di fortuna riuscì a scendere prima dell'arrivo a destinazione. Partendo da Venezia, città simbolo del mito romantico, Affinati attraversa l'Austria e la Polonia interrogando se stesso, il paesaggio e tutti i libri letti sulla letteratura dei lager per ricercare le ragioni delle pagine più abominevoli, ma non per questo meno irripetibili, della storia dell'uomo.

 

Eraldo Affinati - Campo del sangue





Eraldo Affinati

Campo del sangue

Candidato 1997

(Edizione Mondadori, 2009)

 

E' il diario, il resoconto, la storia di un viaggio a piedi da Venezia ad Auschwitz. La madre di Affinati salì su uno di quei treni che portavano ad Auschwitz e solo per un colpo di fortuna riuscì a scendere prima dell'arrivo a destinazione. Partendo da Venezia, città simbolo del mito romantico, Affinati attraversa l'Austria e la Polonia interrogando se stesso, il paesaggio e tutti i libri letti sulla letteratura dei lager per ricercare le ragioni delle pagine più abominevoli, ma non per questo meno irripetibili, della storia dell'uomo.

 

 



Eraldo Affinati - L'uomo del futuro




Eraldo Affinati

L'uomo del futuro. Sulle strade di don Lorenzo Milani

Candidato 2016 premio principale e premio Strega giovani

(Edizione Mondadori, 2016)

 

A quasi cinquant'anni dalla sua scomparsa don Lorenzo Milani, prete degli ultimi e straordinario italiano, tante volte rievocato ma spesso frainteso, non smette di interrogarci. Eraldo Affinati ne ha raccolto la sfida esistenziale, ancora aperta e drammaticamente incompiuta, ripercorrendo le strade della sua avventura breve e fulminante: Firenze, dove nacque da una ricca e colta famiglia con madre di origine ebraica, frequentò il seminario e morì fra le braccia dei suoi scolari; Milano, luogo della formazione e della fallita vocazione pittorica; Montespertoli, sullo sfondo della Gigliola, la prestigiosa villa padronale; Castiglioncello, sede delle mitiche vacanze estive; San Donato di Calenzano, che vide il giovane viceparroco in azione nella prima scuola popolare da lui fondata; Barbiana, "penitenziario ecclesiastico", in uno sperduto borgo dell'Appennino toscano, incredibile teatro della sua rivoluzione. Ma in questo libro, frutto di indagini e perlustrazioni appassionate, tese a legittimare la scrittura che ne consegue, non troveremo soltanto la storia dell'uomo con le testimonianze di chi lo frequentò. Affinati ha cercato l'eredità spirituale di don Lorenzo nelle contrade del pianeta dove alcuni educatori isolati, insieme ai loro alunni, senza sapere chi egli fosse, lo trasfigurano ogni giorno: dai maestri di villaggio, che pongono argini allo sfacelo dell'istruzione africana, ai teppisti berlinesi, frantumi della storia europea; dagli adolescenti arabi, frenetici e istintivi, agli italiani di Ellis Island, quando gli immigrati eravamo noi; dalle suore di Pechino e Benares, pronte ad accogliere i più sfortunati, ai piccoli rapinatori messicani, ai renitenti alla leva russi, ai ragazzi di Hiroshima, fino ai preti romani, che sembrano aver dimenticato, per fortuna non tutti, la severa lezione impartita dal priore.