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Francesco Biamonti |
Attesa sul mare |
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Finalista narrativa italiana 1995 |
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Einaudi, 2014 |
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L'ultimo sporco lavoro di un marinaio dell'entroterra ligure prima di ritirarsi fra i suoi ulivi malati, con una donna per troppi anni abbandonata. Un'ultima fuga dalle cose più amate, l'estremo tentativo di fingersi déraciné, il gusto di sentire ancora, e forse per sempre, i silenzi del mare, il ritmo della solitudine.Edoardo ottiene un buon ingaggio, la nave che gli viene affidata è vecchia ma ancora solida. Destinazione: le coste dell'ex Jugoslavia. Carico: una partita di armi. La navigazione procede tranquilla in un intarsio di luci e di sensazioni, e di discorsi fra gli ufficiali che pudicamente mettono in comune ricordi e stati d'animo. Edoardo trova in un giovane spagnolo l'entusiasmo e la vitalità che non ha più, forse che non ha mai avuto: un possibile contravveleno per le sue laceranti malinconie. Si parla del passato, del futuro. Si evita di parlare del viaggio in corso, dei suoi aspetti morali. Ci sono i committenti che danno ordini via radio da un'agenzia di Tolone. E questo basta. Questo assolve. Solo loro sanno dove bisogna portare il carico, a chi consegnarlo, come farsi riconoscere. Però, a un certo punto, la radio tacerà: forse un guasto, forse un regolamento di conti fra gruppi di contrabbandieri rivali, forse l'opera dei servizi segreti. Gli ordini sono finiti, inizia l'attesa. L'attesa sul mare. C'è la necessità di attivare le coscienze, di ritrovare una stilla di energia, prendere decisioni, fare qualche cosa che non sia, al solito, fuggire. |
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Francesco Biamonti - Attesa sul mare
Francesco Biamonti - Le parole la notte
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Francesco Biamonti |
Le parole la notte |
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finalista 1998 |
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Einaudi, 2014 |
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Quarto e ultimo romanzo dello scrittore ligure scomparso nel 2001, Le parole la notte è un concentrato della narrativa di Biamonti. Nel paesaggio scarno e decadente dell'entroterra ligure di Ponente alcuni personaggi italiani e francesi, con storie misteriose e drammatiche dietro le spalle, conversano fra loro, sull'abisso di una civiltà che muore. Al centro del gruppo, la bellezza malinconica di Veronique. Tutto intorno affiora con segnali inquietanti un traffico di profughi stranieri e di malavita suscitando compassione e paura. Un libro profetico diventato drammaticamente attuale. Uno scrittore che con il tempo si apprezza sempre di più ed è ormai giustamente considerato una delle voci più importanti della letteratura italiana degli ultimi decenni. *** Per Biamonti, il paesaggio è ciò che snerva la narrazione e alleggerisce il personaggio dei suoi pesi tradizionali - il desiderio, i rapporti di forza, l'identità stessa - e lo rende quasi pensiero in atto. È un obbligo, un confine che smaterializza il racconto, lo sospinge avanti e lo interrompe necessariamente, e insieme rende esitante e aperta la forma del personaggio. Leonardo, protagonista di Le parole la notte, non sfugge alla regola. Il suo pensiero fisso è il male ontologico che tocca gli uomini e da cui è immune, superbamente, la natura. Se in una celebre pagina dello Zibaldone di Leopardi tutto soffriva, come in un «vasto cemeterio», qui solo l'uomo soffre, Leonardo, paziente e senziente, circondato da un'umanità sgretolata e babelica. Le rocce, il mare, i colchici, i rondoni, il vento, i prati, i lentischi, la brina, i crinali non soffrono. E questo romanzo «lirico» è innanzitutto un libro di universale pietà, non cristiana ma umana e razionalistica, verso tutti i simili, sconosciuti e vicini, incomprensibili e amabili come fratelli. Curdi, prostitute, vecchi fuggitivi... Dalla prefazione di Giorgio Ficara |
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Francesco Biamonti - Attesa sul mare
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Francesco Biamonti |
Attesa sul mare |
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finalista 1994 |
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Einaudi, 2014 |
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L'ultimo sporco lavoro di un marinaio dell'entroterra ligure prima di ritirarsi fra i suoi ulivi malati, con una donna per troppi anni abbandonata. Un'ultima fuga dalle cose più amate, l'estremo tentativo di fingersi déraciné, il gusto di sentire ancora, e forse per sempre, i silenzi del mare, il ritmo della solitudine.Edoardo ottiene un buon ingaggio, la nave che gli viene affidata è vecchia ma ancora solida. Destinazione: le coste dell'ex Jugoslavia. Carico: una partita di armi. La navigazione procede tranquilla in un intarsio di luci e di sensazioni, e di discorsi fra gli ufficiali che pudicamente mettono in comune ricordi e stati d'animo. Edoardo trova in un giovane spagnolo l'entusiasmo e la vitalità che non ha più, forse che non ha mai avuto: un possibile contravveleno per le sue laceranti malinconie. Si parla del passato, del futuro. Si evita di parlare del viaggio in corso, dei suoi aspetti morali. Ci sono i committenti che danno ordini via radio da un'agenzia di Tolone. E questo basta. Questo assolve. Solo loro sanno dove bisogna portare il carico, a chi consegnarlo, come farsi riconoscere. Però, a un certo punto, la radio tacerà: forse un guasto, forse un regolamento di conti fra gruppi di contrabbandieri rivali, forse l'opera dei servizi segreti. Gli ordini sono finiti, inizia l'attesa. L'attesa sul mare. C'è la necessità di attivare le coscienze, di ritrovare una stilla di energia, prendere decisioni, fare qualche cosa che non sia, al solito, fuggire. |
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