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Francesco Serantini |
Il fucile di Papa della Genga |
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Vincitore Opera prima 1949 |
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Garzanti, 1948 |
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Tramato sullo sfondo delle imprese brigantesche del Passatore, ha per protagonisti l'affascinante figura della Mora e quella drammatica di Falcone. In pagine commosse e coinvolgenti - tra le città della Romagna, lo slargarsi della campagna e le quiete distese d'acque delle valli - Serantini sa rappresentare, in una prosa di limpida e immediata leggibilità, l'ethos della sua terra, con una intensità che spiega l'enorme successo subito raggiunto dal libro e l'attribuzione del Premio Bagutta. Scrive Marinella Lotti nella presentazione: "Riaffiora in quest'opera, come in una novella verista, un mondo rustico e schietto, quello della campagna romagnola che si allunga fino alle valli e che si confronta con quello cittadino e borghese ma artificioso, proprio perché borghese e quindi incapace di immaginare una società diversa. Un intero mondo subalterno visto nella sua autonomia, composto non più da "buoni selvaggi" o da "buoni popolani" fra cui ritirarsi arcadicamente, ma da uomini con cui trattare da persona a persona". |
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Francesco Serantini - Il fucile di Papa della Genga
Francesco Serantini - L'osteria del gatto parlante
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Francesco Serantini |
L'osteria del gatto parlante |
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Vincitore 1952 |
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Edizione, 1951 |
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Con [...], L'osteria del gatto parlante, del 1951, Serantini descrisse vicende pittoresche e avventurose nel contesto della vita di tutti i giorni degli uomini e delle donne della sua terra. L'autore mostrò doti di capacità introspettiva e di rara efficacia descrittiva che gli meritarono il premio Bagutta "Opera principale". Dotato di uno stile incisivo, efficace, mai retorico, ottenne il consenso della critica (Pietro Pancrazi, Emilio Cecchi, Giuseppe De Robertis, Carlo Bo). Di lui scrisse Pancrazi: "Romanziere come mamma lo fece". [...]. |
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