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Henry Green |
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E vissero felici |
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Loving, 1945 |
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Longanesi, 1954 |
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Durante la Seconda Guerra Mondiale, una nobildonna inglese si trova costretta a lasciare, per breve tempo, la sua residenza nelle campagne irlandesi alla custodia della famiglia dei domestici, anche essi tutti inglesi; l’improvviso “vuoto di potere” porterà a un sovvertimento delle gerarchie all’interno della servitù, mettendo in luce contrapposizioni personali, scontri ideologici e aspirazioni individuali, creando un romanzo corale scorrevole e denso di contenuti, al centro del quale c’è sia la consapevolezza di stare raccontando la fine di un mondo fatto di cameriere, maggiordomi e cacce alla volpe – verso il quale l’autore non risparmia qualche frecciatina ironica – sia la volontà di raccontare la relazione sentimentale tra Edith, ingenua e giovanissima cameriera, e Charley Raunce, navigato e maturo maggiordomo, carattere ambiguo ma realistico. |
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Henry Green - E vissero felici
Henry Green - Partenza in gruppo
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Henry Green |
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Partenza in gruppo |
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Party Going |
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Adelphi, 2006 |
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Siamo negli anni Venti. Una banda variopinta di esemplari della jeunesse dorée inglese, che il ricchissimo e affascinante Max ha invitato a sue spese a una partita di piacere in Francia, si è data appuntamento alla stazione. Un topos della narrativa, insomma. Ma – ci avverte V.S. Pritchett – Green appartiene alla «vena pazza» della letteratura inglese. Così una fitta nebbia grava sulla stazione (e sulla storia), una sostanza grigia che pervade subdolamente ogni cosa, provocando scompiglio e disorientamento: i treni infatti non partono, e ben presto si raduna una massa di pendolari potenzialmente pericolosi che induce i festaioli a rifugiarsi nell’albergo sopra la stazione. «Dalla prospettiva del capestro», costoro hanno modo di osservare quella che ha tutta l’aria di una mandria in attesa di essere macellata, con le valigie sparse e variamente pencolanti nell’oscurità come lapidi di un abnorme cimitero. E tutti si scoprono persi – ma non desisteranno dalla loro principale attività, che è civettare e sparlare, complici come sono nello sforzo di mantenere viva la conversazione. «Green» sono ancora parole di Pritchett «è dentro lo zoo umano, assorto, e di tanto in tanto lancia un'occhiata triste e stupefatta alle sbarre di cui si era momentaneamente dimenticato». |
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Henry Green - Vivere
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Henry Green |
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Vivere |
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Living |
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excelsior 1881, 2010 |
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Ambientato in una fonderia dove per risparmiare si lavora con sprezzo della vita umana, il romanzo presenta gli ambienti proletari della città di Birmingham, negli anni della grande depressione. Ancora oggi di forte attualità, è forse per questo uno dei libri inglesi più famosi, studiato nelle università, ma mai tradotto in italiano. |
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