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Dominique Manotti - Libera concorrenza


 



Dominique Manotti

Libera concorrenza


serie Ispettore Daquin

# racconto

 

Sellerio, 2016

 

Il commissario Théodore Daquin, detective omosessuale e sorprendentemente romantico, colto, allergico al potere e alle gerarchie, con un passato drammatico, appassionato di rugby e di jazz, ha un fiuto particolare per gli intrighi finanziari. Difficilmente gli sfuggono le corrotte macchinazioni del capitalismo, come in questo caso. Il racconto 'Libera concorrenza' (28 pagine) di Dominique Manotti è tratto dall'antologia 'La crisi in giallo' (Sellerio 2015).

 


Dominique Manotti - Oro nero


 



Dominique Manotti

Oro nero

Or noir, 2015

serie Ispettore Daquin

# 4

 

Sellerio, 2015

 

Oro nero è un thriller economico, radicato nella favola nera del capitalismo. Marsiglia, marzo 1973. Appena insediato nel suo primo impiego di commissario con una grande voglia di «sedurre, di convincere, di vincere», il ventisettenne Théodore Daquin si tuffa nel caso di una sparatoria con due morti. È l’ultima coda della guerra di mafia seguita allo smantellamento della French Connection, un traffico di droga tra Francia e Usa, che ha sconvolto la città e implicato polizia, servizi segreti, politica, di qua e di là dell’Atlantico. Il giorno dopo un altro omicidio: stavolta a cadere è un uomo importante, Maxime Pieri, ex boss, diventato con gli anni un tranquillo e stimato uomo d’affari a capo di una fortunata linea di traffici marittimi. Gli hanno scaricato dieci colpi, mentre accompagnava una giovane straniera. I vertici polizieschi e giudiziari sono convinti che sia il regolamento di vecchi conti. Ma per Daquin c’è aria di messinscena, e poi: «giovane, bella, sposata, famiglia ricchissima, cosa ci faceva Emily al braccio di Pieri?». Emily Weinstein, nipote del ricchissimo magnate delle miniere sudafricane, moglie di Michael Frickx, trader di una potente holding del commercio internazionale. Si solleva, a poco a poco, da Emily Frickx, un odore di petrolio, rafforzato da altre morti di difficile spiegazione. Siamo alle soglie, in quel 1973, della crisi petrolifera che cambiò i connotati dell’economia mondiale, «il mercato del petrolio comincia a cambiare, quindi il mondo sta cambiando». 

La francese Dominique Manotti probabilmente sta al genere difficile e raro del giallo finanziario come John Le Carré sta alla Spy story. Oltre ai perfetti meccanismi delle trame, c’è nei suoi romanzi una conoscenza completa della storia e della cronaca che mescola inestricabilmente vero e verosimile e rende il verosimile più tenace del vero; c’è una galleria interminabile di personaggi, ritratti minuziosamente e in modo adeguato alla storia e all’ambiente; c’è un protagonista affascinante, Daquin, un detective omosessuale e sorprendentemente romantico. E alla base c’è il sospetto della natura criminale del capitalismo.

 


Dominique Manotti - Curva Nord


 



Dominique Manotti

Curva Nord

Kop, 1998

serie Ispettore Daquin

# 2

 

Marco Tropea, 2004

 

A Levallois, l'ispettore Romero e la giovane Nadine Speck, tossica e spacciatrice, vengono freddati da due sicari in moto. Sembra che l'obiettivo fosse la ragazza, che certo non aveva un'esistenza immacolata. Ma cosa faceva Romero con Nadine, dato che gli incarichi ufficiali lo impegnavano altrove? Nadine era la sorella dell'amministratore dello stadio di calcio di Lisle-sur-Seine: dopo un'ascesa pirotecnica, la squadra sta per vincere il campionato. La posta in gioco è enorme per il presidente Jean-Pierre Reynaud, che è anche sindaco della città e ha le mani in pasta negli appalti pubblici. Un'inchiesta in un mondo in cui potere politico e criminalità fanno affari insieme e non è semplice distinguere i colpevoli dagli innocenti.

 


Dominique Manotti - Il sentiero della speranza


 



Dominique Manotti

Il sentiero della speranza

Sombre sentier, 1995

serie Ispettore Daquin

# 1

 

Sellerio, 2016

 

Al Sentier, un quartiere parigino di immigrazione turca, è in corso uno sciopero dei lavoratori stranieri: chiedono il permesso di soggiorno e il libretto di lavoro. In un laboratorio clandestino di confezioni, viene rinvenuto il cadavere di una baby prostituta thailandese. Durante il sopralluogo, i due poliziotti che s’incaricano dell’inchiesta scoprono tracce di eroina. Questo connette l’omicidio al lavoro della squadra speciale del commissario Daquin, che indaga su una «rete turca» in seguito alla soffiata della polizia tedesca. La droga turca è nelle mani dell’estrema destra e rientra nei ramificati contatti di questa in quel marasma politico della regione tra Anatolia Iran Iraq... Siamo negli anni Ottanta del Novecento, nel pieno del boom della moda, agli inizi dell’ondata migratoria, quando nuovi eventi in quella parte del mondo si preparano a rovesciare la storia. Ma «una piccola prostituta thailandese strozzata e nuda non casca dal cielo in un laboratorio del Sentier». Così Daquin trova la pista che può portarlo in alto, verso traffici internazionali, dove tutto, dalla droga ai bambini alle armi alle guerre, si scambia e, come una piramide rovesciata che tocca il vertice di un’altra piramide, s’incontra col mondo degli affari onesti. E in quel punto di contatto, il poliziotto scova una donna inquietante. Le inchieste del commissario Daquin, poliziotto omosessuale senza complessi, sofisticato e deciso, mettono in luce un universo criminoso stratificato, realisticamente una rete più che una gerarchia, che unisce criminali di strada, vittime e violenti, viziosi, colletti bianchi, poliziotti corrotti e doppiopetti. La creatrice della serie, la francese Dominique Manotti, economista di professione, ha composto con i suoi polizieschi una specie di antiepopea del capitalismo che letterariamente denuda tutti gli inghippi attuali: la finanziarizzazione dell’economia; il tritacarne della globalizzazione; il brodo impurificabile di mercati neri ed economie sane, e di pace e guerre; il cinismo dei governi; la complicità dei corpi separati dello stato. Nel suo stile scabro che guarda con gli occhi dell’investigatore, scrive gialli al servizio del pensiero critico. Ma capaci di fare respirare al lettore le atmosfere umane e ambientali, secondo la grande tradizione del polar francese.

 


Dominique Manotti - Il bicchiere della staffa


 

Finalista

2006

Dominique Manotti

Il bicchiere della staffa

À nos chevaux!, 1997

serie Ispettore Daquin

# 2

 

Sellerio, 2020

 

1989, una serie di delitti insanguina Parigi; i sospetti del commissario Daquin chiamato a condurre l’indagine si concentrano su Agathe, Nicolas, Christian e Amélie, quattro amici legati da un passato di militanza politica nel 1968 quando erano al liceo e le cui strade, vent’anni dopo, si sono di nuovo incrociate. La catena di omicidi è apparentemente legata al mondo delle corse dei cavalli ma sfiora anche un grosso gruppo assicurativo in cui si è accesa la lotta per conquistare le leve del comando. È in questo ambiente sfuggente e ambiguo che si trova a indagare il commissario Daquin con un fiuto speciale per gli intrighi finanziari.

 


Dominique Manotti - Ispettore Daquin


Ispettore Daquin

Dominique Manotti

 

1

Il sentiero della speranza (Sombre sentier, 1995)

😀 

2

Il bicchiere della staffa (À nos chevaux!, 1997)

😀 

3

Curva Nord (Kop, 1998)

😀 

4

Oro nero (Or noir, 2015)

😀 

5

Racket, 2018

💬 

6

Marseille 73, 2020

💬 

 

 

 

 

Racconti

1 

Libera concorrenza, 2016

anche in "La crisi in giallo", 2015

😀 

2 

 

Una giornata d’odio in " Una giornata in giallo", 2018