|
Finalista |
|
1987 |
|
|
Joe Gores |
|
|
Una libertà molto condizionata |
|
|
Come Morning |
|
|
|
|
![]() |
|
|
Il Giallo Mondadori n° 1984, 1987 |
|
|
|
|
|
Dopo otto anni nel penitenziario di San Quentin, Runyan esce e trova qualcuno che vuole i due milioni di dollari in diamanti che aveva prima di finire in galera e trova uno sconosciuto killer che lo vuole morto. Trova anche una bella donna che lo vuole vivo. Ma i diamanti non sono più dove li aveva nascosti e non gli resta che organizzare un'altra rapina per conquistare la libertà e l'amore. |
|
|
|
|
Joe Gores - Una libertà molto condizionata
Joe Gores - Casi criminali
|
|
|
|
Giallo & Nero |
|
|
Joe Gores - Casi criminali |
|
|
Cases, 1999 |
|
|
|
|
![]() |
|
|
|
|
|
Hobby & Work |
2000 |
|
|
|
|
Minnesota, 1953. Fresco di diploma e avido di nuove esperienze, Pierce Duncan decide di trascorrere un’estate on the road. È giovane, idealista, ha letto Hemingway e Chandler, vuole diventare uno scrittore. La sua unica arma, per il momento, è un bloc-notes. Ben presto, tuttavia, il vagabondaggio di Duncan assume connotazioni sempre più sinistre. Coinvolto in modo imprevedibile in una serie di “casi criminali” - dalla Georgia al Texas, dal Nevada alla California - Pierce maturerà poco a poco una diversa visione del suo Paese, si destreggerà tra delitti, dark ladies, giocatori d’azzardo e galeotti, e infine approderà a San Francisco, dove si misurerà con il caso decisivo e incontrerà l’uomo che cambierà per sempre la sua vita: un detective privato… Da Hammett a Kerouac, dall’hard boiled alla beat generation, Joe Gores ha preso spunto dal retaggio più vivo della cultura americana per scrivere un romanzo che non è solo un poliziesco di solidissima tenuta e sorprendente originalità, ma anche - e forse soprattutto - un magistrale omaggio “in nero” alle mitologie primarie della storia e della letteratura del suo Paese. |
|
|
|
|
Joe Gores - L'ora del lupo
|
|
IperFiction costola color canna di fucile | Giallo, Thriller, Suspence, ecc. |
|
|
Joe Gores - L'ora del lupo |
|||
|
Wolf Time, 1989 |
|||
|
|
|||
|
|||
|
Interno Giallo |
1989 |
||
|
|
|||
|
Hollis Fletcher vive di caccia: da quando ha perso la sua donna si è isolato in un capanno sulle montagne del Minnesota, deciso a dimenticare il mondo. Garrett Westergard è esattamente il suo contrario: gli piace stare in mezzo alla gente, dominare la gente, strumentalizzare la gente. E' in corsa per la Casa Bianca ed è deciso ad arrivare nello Studio Ovale costi quel che costi. Mai due uomini sono stati diversi come Hollis e Garrett, e mai hanno avuto tante cose in comune: Nicole, tanto per cominciare. Nicole è figlia di Hollis e fa parte dello staff che aiuta Garrett nella campagna elettorale. Inoltre, i due sono stati compagni di studi, molti anni prima. Forse non si incontrerebbero più, se non fosse che un giorno uno sparo schiocca nel silenzio delle nevi, e Hollis rimane sul terreno, dato per morto dal suo aggressore. Da questo momento Hollis si trasforma in un cacciatore di uomini: non intende essere braccato da uno sconosciuto, contrattaccherà con forza, deciso a invertire i ruoli, scende dalle sue montagne ma quello che trova non gli piace: stritolati dalle logiche del potere, sua figlia e suo genero si sono trasformati in qualcosa di irriconoscibile, e ovunque la gente pare vivere chiusa in se stessa, senza più obiettivi comuni. In quanto a Garrett, pur sforzandosi di apparire l'uomo giusto per l'America, forte e senza macchia, è evidente che ha paura di un'ombra che dal passato potrebbe aggredirlo alle spalle. Trovare l'attentatore sarebbe un'impresa impossibile, se non fosse che Hollis ha avuto come mentore Charlie Sette Orsi, un vecchio indiano che della caccia conosce tutte le astuzie. E mentre batte la pista ancora calda, Hollis si accorge che, assurdamente, tra lui uomo solitario e senza ambizioni, e coloro che potrebbero avere presto in mano i destini dell'America, la suddivisione è tanto poco marcata da rischiare di confondere un terreno con l'altro, e la preda con il cacciatore. Un romanzo in cui il potere politico viene visto con occhi del tutto spassionati, da chirurgo, e là dove il bisturi affonda, il sangue che zampilla non è sangue, ma fango. |
|||
|
|
|||




