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Marco Missiroli |
Il senso dell'elefante |
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finalista 2012 |
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Guanda, 2012 |
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La devozione verso tutti i figli, al di là dei legami di sangue: è il senso dell'elefante, codice inscritto in uno dei mammiferi più controversi, e amuleto di una storia che comincia in un condominio di Milano. Pietro è il nuovo portinaio, ha lasciato all'improvviso la sua Rimini per affrontare un destino chiuso tra le mura del palazzo su cui sta vegliando. Era prete fino a poco tempo prima, ora è custode taciturno di chiavi e appartamenti, segnato da un rapporto enigmatico con uno dei condomini, il dottor Martini, un giovane medico che vive con moglie e figlia al secondo piano. Perché Pietro entra in casa di Martini quando non c'è? Perché lo segue fino a condividere con lui una verità inconfessabile? Il segreto che li unisce scava nel significato dei rapporti affettivi, veri protagonisti di un intreccio che si svela a poco a poco, arrivando all'origine di tutto: una ragazza conosciuta da Pietro quando era un sacerdote senza Dio, in una Rimini dura e poetica, a tratti felliniana. Qui inizia questa storia che accompagna i suoi personaggi nella ricerca di un antidoto alla solitudine dei nostri tempi, verso una libertà di scelta, e di sacrificio. In questo romanzo Marco Missiroli va al cuore della sua narrativa, raccontando il sottile confine tra l'amore e il tradimento, il conflitto con la fede e la dedizione verso l'altro. A partire da una semplice, terribile domanda: a che cosa siamo disposti a rinunciare per proteggere i nostri legami? |
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Marco Missiroli - Il senso dell'elefante
Marco Missiroli - Senza coda
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Marco Missiroli |
Senza coda |
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finalista 2006 |
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Fanucci, 2005 |
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“Fra tre giorni ci vai da Carmine, a papà?” Questa frase, e per Pietro ricomincia a pulsare il segreto. Un segreto racchiuso nel favore da fare a suo padre senza che nessuno lo venga a sapere e senza nessun errore. Questa frase, e per Pietro niente è uguale a prima. Così il sole forte del giardino diventa il buio cattivo della cantina e l’odore buono della piccola casa si trasforma nel fetore di cemento della grande città. Non ci saranno più le sfide con l’amico Luigi e neanche le lucertole da catturare per poi tagliar la coda, né i pomeriggi con Nino, il vecchio giardiniere dalle mani callose e il sorriso buono. Non ci saranno più nemmeno le carezze di sua madre, soffocate da una verità crudele e silenziosa. Per Pietro, all’improvviso, ci sarà solo il mondo adulto di suo padre: quello di Carmine e del suo viso bucato, di Toni il pasticcere e dei suoi occhi da topo, degli uomini del cancello e di una cosa dentro che graffia e morde lo stomaco. Il mondo crudele che Pietro scoprirà attraverso i suoi occhi innocenti e a cui si ribellerà fino in fondo. Un romanzo d’esordio dolce e potente che sa di antico, fa rabbia e commuove. Con un linguaggio corporeo e visivo, l’autore racconta del delicato rapporto fra un padre e un figlio, della scoperta del male e della sua ineluttabilità, di un bambino che cambia pelle e diventa grande. |
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Marco Missiroli - Fedeltà
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Marco Missiroli |
Fedeltà |
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Candidato 2019 premio principale e vincitore 2019 Strega giovani |
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(Edizione Einaudi, 2019) |
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«Il malinteso», così Carlo e Margherita chiamano il dubbio che ha incrinato la superficie del loro matrimonio. Carlo è stato visto nel bagno dell'università insieme a una studentessa: «si è sentita male, l'ho soccorsa», racconta al rettore, ai colleghi, alla moglie, e Sofia conferma la sua versione. Margherita e Carlo non sono una coppia in crisi, la loro intesa è tenace, la confidenza il gioco pericoloso tra le lenzuola. Le parole fra loro ardono ancora, così come i gesti. Si definirebbero felici. Ma quel presunto tradimento per lui si trasforma in un'ossessione, e diventa un alibi potente per le fantasie di sua moglie. La verità è che Sofia ha la giovinezza, la libertà, e forse anche il talento che Carlo insegue per sé. Lui vorrebbe scrivere, non ci è mai riuscito, e il posto da professore l'ha ottenuto grazie all'influenza del padre. La porta dell'ambizione, invece, Margherita l'ha chiusa scambiando la carriera di architetto con la stabilità di un'agenzia immobiliare. Per lei tutto si complica una mattina qualunque, durante una seduta di fisioterapia. Andrea è la leggerezza che la distoglie dai suoi progetti familiari e che innesca l'interrogativo di questa storia: se siamo fedeli a noi stessi quanto siamo infedeli agli altri? La risposta si insinua nella forza quieta dei legami, tenuti insieme in queste pagine da Anna, la madre di Margherita, il faro illuminante del romanzo, uno di quei personaggi capaci di trasmettere il senso dell'esistenza. In una Milano vivissima, tra le vecchie vie raccontate da Buzzati e i nuovi grattacieli che tagliano l'orizzonte, e una Rimini in cui sopravvive il sentimento poetico dei nostri tempi, il racconto si fa talmente intimo da non lasciare scampo. |
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