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Michele Prisco - Il pellicano di pietra


Michele Prisco

Il pellicano di pietra

finalista 1996

Rizzoli, 1996

 

Un romanzo psicologico che è un'indagine su come può nascere e crescere in una persona un odio implacabile che nulla e nessuno potranno mai cancellare. Una tragedia familiare che, nata da una battuta infelice e da un puro puntiglio, finisce per annientare qualsiasi armonia e culminare in un efferato delitto. Una storia che si svolge all'insegna dell'ambiguità e del dubbio, una feroce lotta senza esclusione di colpi tra madre e figlia che si scambiano in continuazione il ruolo di vittima e di carnefice, un padre debole e inetto che non trova altra soluzione che il suicidio per manifestare la propria ribellione, un gigolò di provincia che prima si presta riluttante a un piano diabolico ma poi lo porta alle sue estreme conseguenze.

 

Michele Prisco - La dama di piazza





Michele Prisco

La dama di piazza

Candidato 1962

(Edizione Rizzoli, 1980)

 

Lo scrittore napoletano racconta, con una scrittura particolarmente dettagliata e attenta ai particolari, la vita di Aurora, una ragazza adolescente che con il passare delle pagine diventerà donna, figlia di una famiglia con ideali borghesi che si costruirà una posizione all’interno della società. La storia di Aurora si dipana a Napoli tra il 1919 e il dopoguerra.

 

 



Michele Prisco - La provincia addormentata





Michele Prisco

La provincia addormentata

Candidato 1949

(Edizione Rizzoli, 1997)

 

Delirio: una storia forte, un personaggio sconfitto che si ribella, la denuncia sociale di una situazione di povertà e di ingiustizia tuttora attuale. Un racconto che senza dubbio si colloca, per datazione (fu scritto nel 1944, quando Prisco lavorava alla Provincia addormentata) e per atmosfera stilistica, in una raccolta dove domina l'analisi psicologica di personaggi segnati da vicende dolorose e segrete, in un mondo di provincia in decadenza, ormai privo di energia morale. Perchè provincia addormentata? Come dice Perrella "spiegare questo aggettivo significa spalancare le finestre dentro il mondo narrativo di Prisco. Scoprire che quel sonno non e solo di origine e pertinenza geografica, ma e invece ancor di più un sonno morale e fisico, una connotazione del mondo esterno, del paesaggio".

 

 



Michele Prisco - Una spirale di nebbia





Michele Prisco

Una spirale di nebbia

Vincitore 1966

(Edizione Rizzoli, 1977)



Fabrizio Sangermano, appartenente a una delle più potenti famiglie della provincia napoletana, ha veramente ucciso sua moglie Valeria, o è stata una disgrazia, un incidente di caccia? Qual era la realtà del loro matrimonio dietro l'ovvia facciata di rispettabilità e di agiatezza? La morte di Valeria libera, in una reazione a catena, i conflitti e le angosce di tutte le persone coinvolte, dal giudice istruttore ai parenti, ai testimoni, ai domestici, li spinge a mettere a nudo le radici e i nodi, le complicità e gli affetti, le colpe e le aberrazioni che formano la storia segreta dei rispettivi rapporti coniugali. Attraverso l'analisi di questi rapporti - i più complessi, completi, esemplari che intercorrono fra l'io e il tu, fra l'individuo e la società - si arriva faccia a faccia con la verità ultima, una totale solitudine, al di là di tutte le illusioni d'amore, di potenza, di ricchezza. Ed è questa solitudine il vero delitto, anzi «peggio d'un delitto», come scopre il giudice nel corso dell'istruttoria.