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Nico Orengo - Dogana d'amore


Nico Orengo

Dogana d'amore

Finalista narrativa italiana 1987

Rizzoli, 2000


Le storie di Orengo sono ambientate nelle terre di confine, poeticamente reinventate, che vanno dall'estremo lembo della Riviera di Ponente alla vicina Costa Azzurra. In questo romanzo del 1987, un incerto confine amoroso fonde terra e mare, acque dolci e acque salate, uomini e animali, ma anche fiaba e realtà: cosicché sembra perfettamente naturale e plausibile l'amicizia del giovene Martino per una trota che osa avventurarsi in mare. Accanto a loro Armida, giovane suora incapace di sostenere il peso di una incerta vocazione, e Margherita, sposa in fuga e maestra in un paese senza bambini.

 

Nico Orengo - Di viole e liquirizia


Nico Orengo

Di viole e liquirizia

finalista 2006

Einaudi, 2007

 

Sono i profumi del vino e della terra, prima di tutto, a dirci che questa è una storia di Langa. Poi l'ombrosità di una donna fragile e fiera, le curve tortuose delle colline, un debito di gioco, un duello all'ultimo bicchiere... In questa storia delicata e struggente, fatta di solitudini che s'incontrano e di sapori che vengono da lontano, la penna lieve e felice di Nico Orengo riesce a raccontare le ferite che la vita incide negli animi e nei luoghi, l'eco del passato che rimbalza su un futuro sconosciuto, la difficile arte di non perdersi mai completamente.

 

Nico Orengo - La curva del Latte


Nico Orengo

La curva del Latte

finalista 2002

Einaudi, 2002

 

È una notte dolce sul mare che profuma di gelsomino e fico. Una notte buona per pescare i totani, per consumare intrighi e tradimenti. Poi un grido esplode nel buio, illuminando a giorno il piccolo paese sulla curva del Latte. È come l'inizio di un viaggio tra memoria e modernità. La ribelle Jolanda ha un figlio da un padre segreto mentre strani avvenimenti turbano gli umori di Libero e dei suoi uomini, incaricati dal Partito di tenere sotto controllo campagne e paese in tempo di elezioni. Intanto le beghine reclamano la testa trafugata della Vergine di Sant'Anna, il ricordo favoloso del matrimonio di Grace Kelly continua ad aleggiare nell'aria e sulle colline appare l'ultimo mostro creato dalla bizzarria del conte Voronoff. Dopotutto è il 1957, e mentre il paese ribolle di passioni civili e amorose il cielo è attraversato dallo Sputnik e dalle note di una canzone fatta solo di blu che meriterebbe di andare al Festival di Sanremo. Il ritratto in acquaforte, ironico e appassionato, di un'Italia che sembrava sparita appena ieri.