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Nicola Verde | |||
Mastro Titta e l'accusa del sangue | |||
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serie | # 3 | ||
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Fratelli Frilli, 2021 | |||
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Roma gennaio 1869: Giambattista Bugatti detta le sue memorie allo scrittore Ernesto Mezzabotta. Roma, inverno 1859. La scomparsa di un neonato, figlio di un ufficiale francese, fa temere un nuovo “caso Mortara”. Il bambino, infatti, nato ebreo, è stato sottoposto a un “battesimo forzato” dalla sua balia. Rapito, dunque, dai gendarmi pontifici e condotto nella casa dei catecumeni perché venga allevato nella fede cristiana? Siamo nel momento più delicato in cui si sta decidendo l’alleanza franco-piemontese contro l’Austria, che c’entri, quindi, la “longa manus” di una delle due potenze, prossime alleate, per screditare lo stato pontificio affinché Napoleone III possa schierarsi senza suscitare le ire e lo sdegno dei cattolici europei? Oppure, si tratta, più semplicemente, della fuga della giovane nutrice proprio per sottrarre il neonato alle “grinfie” pontificie? Ma quando il bambino e la balia verranno trovati trucidati, omicidi ai quali ne seguiranno altri, a quelle prime ipotesi se ne dovranno aggiungere altre. Gelosia? Oppure si deve dar credito a “l’accusa del sangue”, il mito secondo il quale gli ebrei userebbero il sangue dei bambini cristiani per scopi rituali? O le ragioni di quel “furore assassino”, risiedono altrove? Anche in questo caso Giambattista Bugatti, Mastro Titta, il famoso boia papalino, e i suoi due amici, Amilcare Laudadio, ispettore di polizia di Borgo, e Giuseppe Marocco d’Imola, poeta e tornitore, sono coinvolti per sciogliere il mistero. Il nuovo avvincente romanzo di un autore che sta portando alla ribalta una Roma ottocentesca sconosciuta, buia, sporca, puzzolente e addormentata, ma assolutamente fascinosa, incantevole e seducente. | |||
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Nicola Verde - Mastro Titta e l'accusa del sangue
Nicola Verde - Il vangelo del boia
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Nicola Verde | |||
Il vangelo del boia | |||
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serie | # 2 | ||
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Newton Compton, 2017 | |||
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Roma, 1864. Mastro Titta, il boia del papa, esegue due condanne a morte per omicidio. Ma quando sta per esporre al pubblico, accorso in massa, le due teste mozzate, intravede un volto che sperava di aver dimenticato. Quell'incertezza gli costa cara, costringendolo a dire addio alla sua gloriosa carriera. Che cosa è successo al famoso boia romano? Tutto è iniziato nel 1861, con l'uccisione di un gendarme, prima, e poi, un paio di mesi dopo, con il ritrovamento, sulle sponde del Tevere, di due cadaveri, uno dei quali senza testa. Fatti all'apparenza non legati fra loro, ma che diedero il via a una catena di eventi che scossero la città. A occuparsi dei processi per quelle morti fu il giudice Eucherio Collemassi, oscuro personaggio legato a delle sette sataniche, che si servì delle false rivelazioni di Costanza Diotallevi, una fotografa impelagata in intrighi di palazzo più grandi di lei. E proprio Costanza trascinò a sua volta Mastro Titta in una torbida vicenda che ruota attorno a fotomontaggi pornografici, ordita ai danni del segretario di Stato, il cardinale Antonelli. Il boia eseguì le condanne per quegli omicidi. Ma gli uomini giustiziati sono i veri colpevoli? I loro volti hanno tormentato Mastro Titta fino a quell'esecuzione del 1864... | |||
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Nicola Verde - La lama del boia
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Nicola Verde |
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La lama del boia |
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serie |
# 1 |
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Newton Compton, 2017 |
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Mastro Titta è conosciuto da tutti come il boia del papa. Temuto e al tempo stesso ammirato dal popolo, a ottant’anni non ha smesso di servire fedelmente la Chiesa. Anche un boia però ha una sua morale, e Mastro Titta ha sempre eseguito condanne secondo “giustizia”, dopo la sentenza di un tribunale. Una sera viene prelevato da tre uomini della polizia pontificia che lo invitano a compiere una missione molto particolare. Amelia Corvaro, fantesca presso la casa di un ufficiale francese, deve essere uccisa. La ragione? È una donna troppo chiacchierata, dagli incontri facili, anche con uomini molto potenti. La sicurezza dello Stato è in pericolo. Mastro Titta si rifiuta di compiere quell’atto, la sua coscienza non glielo permette. Eppure qualche giorno più tardi viene ritrovata la testa tagliata di una donna sopra un antico mosaico. Che Mastro Titta ci abbia ripensato? Che sia stato un altro omicida? Quel che è certo è che a Roma si vive una situazione di grande agitazione alla viglia dell’unità d’Italia... |
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Nicola Verde - Mastro Titta
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Nicola Verde Mastro Titta |
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Nicola Verde - Un'altra verità
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Nicola Verde | 2007 | ||
Un'altra verità | |||
Serie | # 2 | ||
Dario Flaccovio | |||
Un servo pastore di Tonneddu Corrias - ricco possidente di Bonela - viene trovato ucciso, con la testa sfondata. È Narciso Aggius, un povero orfano ritardato, che Tonneddu aveva accolto per pietà cristiana. Ma era davvero orfano? O non era piuttosto il figlio illegittimo di Antonia Muscau, moglie di Tonneddu? E Gesuino, figlio naturale di Tonneddu, può entrarci con quella morte? Guarda caso, sua moglie ha una relazione adulterina proprio con Narciso: ma soltanto con lui, oppure con qualcun altro all'interno della stessa famiglia? Fino a che punto l'onore deve essere salvato? È per onore che Gesuino s'è suicidato? Toneddu avrebbe potuto mai sopportare che la sua roba finisse nelle mani di un bastardo, per giunta ritardato? E che c'entrano Iaccu e Ceomo coi loro riti pagani? Carmine Dioguardi, maresciallo dei carabinieri, avvierà questa nuova difficile indagine, muovendosi incerto tra storie crude e disagi personali, in un anno, il 1969, che vide il rapimento e l'assassinio Lavorini e i fatti di Pratobello, con l'opposizione dei pastori nuoresi all'installazione di un poligono militare che avrebbe occupato i terreni destinati al pascolo. Fino al risultato finale, quando si scoprirà che niente è come sembra. | |||
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Nicola Verde - Sa morte secada
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Nicola Verde | 2004 | ||
Sa morte secada | |||
Serie | # 1 | ||
Fratelli Frilli, 2020 | |||
“Con questo romanzo d’esordio, uscito nel 2004 con Dario Flaccovio, Nicola Verde è stato semifinalista al festival noir di Courmayeur. Anni Sessanta. Il maresciallo Carmine Dioguardi, campano, sposato senza figli, viene mandato in servizio a Bonela, centro agro-pastorale di una Sardegna in piena trasformazione economica dove il nuovo, vale a dire la costruzione di una fabbrica, deve trovare il modo di convivere con una civiltà risalente ai nuraghi e che talvolta risente ancora dell’influsso di riti arcaici e panteistiche credenze. Il corpo del piccolo Cosimo ucciso a colpi di pietra, spolpato dagli animali selvatici e fatto ritrovare a Fardighei, dove già un tempo era stata lasciata a mo’ di sacrificio al fiume una testa umana, dà il senso di quanto intricate per Dioguardi si presentino le indagini. Cosimo è figlio di Natalia Frau, bella e traviata che si mantiene prostituendosi in città. Il bimbo è affidato a sua sorella Costantina, e un giorno scompare. Cosimo è figlio del peccato se è vero, come si mormora, che suo padre è niente meno che preide Bertula, il parroco di Bonela che ama il “latte d’asina”, pratica l’usura ed ha tanti nemici che però lo temono. E c’è poi il bandito Farore ec’è l’amore giovanile di Natalia che nasconde un segreto struggente e straziante. Un bel romanzo a più voci questo di Verde, dove alle indagini di Dioguardi si sommano le visioni di Costantina e un mondo tutto da scoprire e decifrare per andare in fondo “finzas a sa morte secada”, cioè fino a tagliare la morte per capire quanto profondo è l’abisso umano. La prefazione è di Luigi Bernardi.” | |||
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Nicola Verde - Il marchio della bestia
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Nicola Verde |
2017 |
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Il marchio della bestia |
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Serie |
# 4 |
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Parallelo45 |
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Bonela, paese immaginario della Sardegna, in località Sa Funtanedda, vengono trovati i cadaveri di due ragazzi. Gli omicidi sono efferati: a colpi di pietra, il giorno è quello dello sbarco sulla Luna: luglio 1969. A indagare il maresciallo Carmine Dioguardi, uomo del Sud che somiglia al caratterista Carlo Romano (figura che incarna mirabilmente l'italiano medio), "sbattuto" in Sardegna per motivi che ignora. Ne soffre per via dei pregiudizi che nutre nei confronti dei sardi (nonostante venga egli stesso da una regione anch'essa bistrattata). E le circostanze sembrano dargli ragione: la Sardegna come confine e i sardi come popolo selvaggio. Le modalità omicidiarie rimandano a un triplice omicidio accaduto nel 1919, che ci siano legami? Una faida che improvvisamente si riaccende? In fondo, la vendetta è come un fiume carsico, capace di riaffiorare a distanza di anni. |
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Nicola Verde - Le segrete vie del maestrale
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Giallo & Nero |
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Nicola Verde - Le segrete vie del maestrale |
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Serie |
# 3 |
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Hobby & Work |
2008 |
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Bisogna andare a fondo, fino a tagliare la morte. Questa citazione da "Le segrete vie del maestrale" di Nicola Verde racchiude la filosofia di un racconto di avventure investigative. Ci accompagna tra crimini e misfatti il maresciallo Dioguardi, uomo retto e pensoso al lavoro nella Sardegna del 1970, a cavallo tra leggenda e realtà. Una vivida, malinconica tempesta di delitti e intrighi scuote il paese di Bonela, dove preti enigmatici e belle donne si alternano a fanciulli ferini e pastori torelli, fra dicerie, fiabe, angosciosi silenzi, che l'investigatore umanissimo e attento deve comprendere ancora prima di formulare un'ipotesi investigativa. |
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Nicola Verde - Carmine Dioguardi
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Nicola Verde Carmine
Dioguardi |
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Romanzi |
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