| Finalista 2021 | |
Anne Weber | Annette, un poema eroico | |
Mondadori, 2021 | ||
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Annette, ein Heldinnenepos, 2020 | ||
Gli eroi sono passati di moda nella letteratura, nel nostro mondo disincantato c'è spazio solo per gli antieroi, per raccontare una vita straordinaria bisogna inventarsi qualcosa: ad esempio, cantarla in modo epico, poeticamente. Ed è proprio quello che fa Anne Weber in questo libro, nel quale racconta le gesta di Annette Beaumanoir che - nata in Bretagna nel 1923 in una famiglia di umili origini - vive nientemeno che nella convinzione che il mondo dovrebbe essere un posto più giusto. Da ragazza, combatte nella Resistenza e salva degli ebrei dalla deportazione. Dopo la guerra, si sposa, studia medicina, diventa neurofisiologa, ha tre figli, poi collabora clandestinamente con il movimento per l'indipendenza algerina. Tradita, viene arrestata e condannata a dieci anni di prigione, ma riesce a fuggire. Entra a far parte del primo governo dell'Algeria indipendente e rischia di nuovo la morte dopo il colpo di stato contro il presidente Ben Bella nel 1965 riuscendo a malapena a scappare. Quindi lavora in una clinica di Ginevra fino a quando la sentenza del tribunale non viene annullata e può tornare in Francia. Oggi Anne Beaumanoir vive in un villaggio nel Sud della Francia, dove Anne Weber l'ha incontrata, ascoltata a lungo per poi trasporre la sua storia in una canzone meravigliosamente semplice e potente che ci illustra il suo coraggio, la sua forza di volontà ma anche i suoi errori e i suoi conflitti interiori. È incredibile quanto sia moderna la vecchia forma dell'epica e con quanta forza riesca a parlarci di temi enormi. Cosa spinge qualcuno a resistere? Cosa deve sacrificare? Fin dove può arrivare? Cosa può ottenere? Un'autrice tedesca canta le gesta di un'eroina francese secondo il modo dell'epica greca: se l'idea di Europa è un valore, di certo queste pagine ne sono una straordinaria, commovente testimonianza. **Anne Weber** , scrittrice e traduttrice, è nata a Offenbach nel 1964 e vive a Parigi dal 1983. Traduce dal tedesco al francese e viceversa. Scrive i suoi libri sia in tedesco che in francese. Le sue opere hanno ottenuto diversi importanti riconoscimenti letterari in Germania, fra cui il Premio Heimito von Doderer e il Premio Johann Heinrich Voß. Per *Annette, un poema eroico* Anne Weber ha ricevuto nel 2020 il più importante premio letterario tedesco: il Deutscher Buchpreis. | ||
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Anne Weber - Annette, un poema eroico
Hervé Le Tellier - L'anomalia
| Finalista 2020 | |
Hervé Le Tellier | L'anomalia | |
La Nave di Teseo, 2021 | ||
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L’anomalie, 2020 | ||
Nel marzo 2021, un Boeing 787 di Air France in volo da Parigi a New York incappa in una grande turbolenza prima di atterrare. Tre mesi dopo lo stesso aereo, con gli stessi passeggeri e un identico equipaggio, ricontatta i controllori di volo dell’aeroporto JFK. L’inspiegabile duplicazione preoccupa CIA, FBI e gli alti comandi dell’esercito, che dirottano l’aereo in una base militare. Le indagini degli Stati Uniti e delle altre potenze scatenano una caccia all’uomo planetaria per rintracciare i misteriosi doppi di tutte le persone a bordo. Ma durante quei tre mesi fatali, le vite di alcuni di loro sono cambiate per sempre: chi ha combattuto un male incurabile, chi ha raggiunto il successo soltanto dopo un gesto estremo, chi ha trovato l’amore e chi si è lasciato per sempre, chi ha finalmente affrontato le sue bugie. Tutti credevano di avere una vita segreta. Nessuno immaginava fino a che punto fosse vero. In un romanzo imprevedibile – dove la letteratura sfida la logica, la scienza, tutto quello in cui crediamo – Hervé Le Tellier racconta la verità e i suoi inganni, alla ricerca dell’anomalia nascosta che può sfiorare la vita di ognuno di noi. “ Un best seller che è anche un’opera letteraria.” Frédéric Beigbeder, Le Figaro “ Un romanzo folgorante. Sembra Dostoevskij riscritto da Queneau.” Louis-Henri de La Rochefoucauld, L’Express “ Una storia di suspense a un ritmo indiavolato in un romanzo pieno di domande affascinanti, colpi di scena letterari e trovate linguistiche.” Raphaëlle Leyris, Le Monde | ||
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Aixa de la Cruz - Transito
| Finalista 2021 | |
Aixa de la Cruz | Transito | |
Perrone, 2021 | ||
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Cambiar de idea, 2019 | ||
Alla soglia dei trent’anni, Aixa de la Cruz raccoglie i ricordi dei momenti più significativi della sua vita: dal giorno in cui una delle sue migliori amiche rimane gravemente ferita in un incidente stradale al divorzio, dai rapporti sessuali con altre donne all’infanzia passata senza un biopadre. Come in un vortice, risucchia i legami, la famiglia, l’identità. Li mastica e li risputa. Si interroga sull’idea di colpa, non sulla sua accezione religiosa, ma come l’intercapedine in cui si forma la giustizia poetica. Riflette sull’attualità che la circonda e che influenza la sua generazione, il movimento #MeToo, lo scandalo delle torture di Abu Ghraib, la femminilizzazione della politica. Transito accumula esperienza su esperienza fino a innalzare un muro e invita, o forse trascina, il lettore a passare dall’altra parte. Quella di Aixa de la Cruz è la scrittura impure dell’io: tra narrazione e saggio sull’identità sessuale, letteratura confessionale e autofiction, rassegna di tweet e insieme di teorie. Ma questa litania viene interrotta quando l’io incontra l’altro e le fantasticherie si fanno carne e le cicatrici riprendono a sanguinare. | ||
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Ana Blandiana - Applausi nel cassetto
| Finalista 2021 | |
Ana Blandiana | Applausi nel cassetto | |
Elliot, 2021 | ||
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Sertarul cu aplauze, 1992 | ||
Sorvegliato dai servizi segreti, lo scrittore Alexandru Serban si ritira in un luogo remoto sulle rive del Danubio per raccontare le sue vicende di perseguitato politico, costretto al ricovero coatto e al progressivo abbandono dei rapporti sociali. Scrivere è il suo atto di ribellione e di libertà, un gesto simbolico compiuto anche dall’autrice di questa opera straordinaria. Miracoloso intreccio tra finzione e realtà, Applausi nel cassetto è il primo romanzo della poetessa romena Ana Blandiana. Frutto di anni di lavoro – e non poteva essere altrimenti – è la trasposizione creativa del vissuto di un’artista che negli anni Ottanta subì la censura e l’isolamento da parte del regime di Ceausescu. Pedinata dalla Securitate, isolata dagli affetti e impossibilitata a pubblicare, Blandiana mette in atto la propria resistenza all’annientamento continuando a scrivere, come il protagonista del suo romanzo. Con una prosa dal fraseggio ampio, che ci conduce attraverso molteplici piani narrativi e luoghi diversi – una città in continuo rifacimento, lo scavo archeologico di un sito bizantino, un ospedale psichiatrico, il fiume e la sua forza inarrestabile –, l’autrice dà vita a un’opera-mondo appassionante, ricca di simboli e profondità, che evidenzia la tensione tra individuo e Storia, tra libertà/prigionia e creazione artistica, da sempre in lotta contro la follia lucida della dittatura. | ||
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Georgi Gospodinov - Cronorifugio
| Vincitore 2021 | |
Georgi Gospodinov | Cronorifugio | |
Voland, 2021 | ||
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Vremeubežište, 2020 | ||
Gaustìn, un bizzarro personaggio che vaga nel tempo, inaugura a Zurigo una "clinica del passato" dove accoglie quanti hanno perso la memoria per aiutarli a riappropriarsi dei loro ricordi. Ogni piano dell'edificio riproduce nei dettagli un decennio del secolo scorso, e la prospettiva di un confortevole rifugio dal presente finisce per allettare anche chi è perfettamente sano. In Europa intanto viene indetto il primo referendum sul passato e la campagna elettorale si fa ben presto movimentata... Il nuovo, attesissimo romanzo di Georgi Gospodinov ci porta a Zurigo, Sofia, Vienna, Sarajevo, Brooklyn, e in altri luoghi e tempi, e ci mette di fronte a tutta l'incertezza del futuro, mescolando satira e nostalgia, storia e ironia, in un irresistibile viaggio nello sconfinato continente di ieri. | ||
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Slobodan Šnajder - La riparazione del mondo
| Finalista 2020 | |
Slobodan Šnajder | La riparazione del mondo | |
Solferino, 2019 | ||
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Doba mjedi, 2016 | ||
È il 1769, in Germania, un anno di carestia. Un messo dell’imperatrice Maria Teresa, una sorta di pifferaio magico, promette terre fertili e un futuro in Transilvania, un paese di cui nessuno ha mai sentito parlare. E Georg Kempf decide di partire. Comincia così l’epopea dei Kempf, e con loro quella dei Volksdeutsche, i milioni di tedeschi che nei secoli si sono sparsi per l'Europa spinti dalla fame. Centosettant’anni dopo, il messo di un altro «imperatore», li arruola nelle file del Reich millenario, durante la Seconda guerra mondiale. Il protagonista, Georg come il suo antenato, si ritrova così a combattere nelle Waffen SS, per una nazione che non è più la sua da quasi due secoli. Parte, suo malgrado, per la Polonia, partecipa, suo malgrado, a ogni genere di orrori e, alla fine, diserta. Ma il resto della sua esistenza sarà determinato da questo evento, cucito sulla sua pelle come il tatuaggio del gruppo sanguigno delle SS. Un romanzo storico, una saga famigliare e il racconto di un tragico amore, quello fra Georg e Vera, una partigiana croata. I due non potranno mai liberarsi del peso di aver combattuto su due fronti diversi. Se si fossero conosciuti poco prima, non avrebbero potuto far altro che uccidersi. | ||
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Aroa Moreno Durán - Cose che si portano in viaggio
| Finalista 2020 | |
Aroa Moreno Durán | Cose che si portano in viaggio | |
Guanda, 2020 | ||
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La hija del comunista, 2017 | ||
Katia è nata nella Berlino del secondo dopoguerra, in una famiglia di comunisti spagnoli fuggiti dopo la Guerra civile. Insieme alla sorella vive un'infanzia tutto sommato serena, pur tra le numerose difficoltà: l'incontenibile malinconia della madre, la testardaggine del padre, convinto sostenitore dello Stato socialista, e una valigia intoccabile, nascosta sotto il letto, piena di ricordi di cui le figlie devono restare all'oscuro. Nel 1971 Katia lascia clandestinamente la DDR proprio come clandestinamente vi erano entrati i suoi genitori, per seguire un ragazzo dell'«altro lato» di cui si è innamorata, dando ascolto al più irragionevole degli istinti. Non ha ancora vent'anni e quella decisione la separa per sempre dal solo passato che possiede. La sua è una scelta che si configura come un tradimento: fuggendo Katia tradisce la famiglia, la propria storia, il paese in cui è nata, e commette un'azione imperdonabile, che la condanna a vivere senza un'identità, senza le radici che ha dovuto strappare per oltrepassare il Muro... Quali sono le cose che porterà con sé in un viaggio come questo, da cui non c'è ritorno? | ||
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Pauline Delabroy-Allard - È la storia di Sarah
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Finalista 2020 |
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Pauline Delabroy-Allard |
È la storia di Sarah |
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Rizzoli, 2020 |
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Ça Raconte Sarah, 2018 |
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È la notte di capodanno. In un appartamento parigino, il suono del citofono squarcia l'atmosfera artefatta che avvolge gli ospiti imprimendo alla sera un'improvvisa sterzata. La porta di casa si apre e l'ultima arrivata fa il suo ingresso, trafelata, raggiante. È Sarah. Pochi istanti dopo un bicchiere di vino piroetta in aria per un tempo infinito e al rallentatore esplode sulla moquette color crema in un tripudio di chiazze rosse. Con questo piano sequenza si stringe il campo sulla storia d'amore tra la narratrice, divorziata e madre, e Sarah, creatura capricciosa e di inusitata bellezza, che vive in una compiaciuta contemplazione di sé e dei suoi affanni. Una passione tempestosa, inaspettata - a entrambe non è mai capitato prima di invaghirsi di una donna -, sospinta alla deriva dai moti ondivaghi di Sarah e dalle sue continue assenze. Un sentimento che si trasforma in ossessione, fino a quando una frattura, un nuovo squarcio, conduce a una svolta la storia di Sarah e della sua amante. Un esordio che ha convinto l'intera critica letteraria francese, entusiasmata dalla scrittura fisica, impetuosa, dove la sensualità ritrova, finalmente, lo spazio bianco su cui irrompere. |
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Jan Carson - L'incendiario
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Finalista 2020 |
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Jan Carson |
L'incendiario |
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Perrone, 2020 |
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The fire starters, 2008 |
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Jonathan Murray teme che sua figlia, appena nata, potrebbe non essere così innocua come sembra. Sammy Agnew è alle prese con il suo oscuro passato e teme che la violenza nel suo sangue si nasconda anche in quello di suo figlio. La città è in fiamme e le autorità stanno perdendo il controllo. |
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Judith Schalansky - Inventario di alcune cose perdute
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Vincitore 2020 |
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Judith Schalansky |
Inventario di alcune cose perdute |
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nottetempo, 2020 |
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Verzeichnis einiger Verluste, 2018 |
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La Storia del mondo è piena di cose che sono andate perdute, smarrite nel corso del tempo o distrutte intenzionalmente, a volte semplicemente dimenticate – o magari, come si racconta nell’Orlando furioso, volate in un archivio sulla Luna. Inventario di alcune cose perdute è una raccolta di dodici storie, ciascuna dedicata a una cosa che non c’è piú: narrazioni sospese in un delicato equilibrio tra presenza e assenza, fotografie ben a fuoco ma stampate con inchiostro scuro su carta scura, piccole realtà che solo l’immaginazione è in grado di riportare alla memoria. Si va da Tuanaki, un’isoletta indicata su vecchie mappe che ormai giace sotto il livello del mare, alla tigre del Caspio, il cui ultimo esemplare impagliato andò distrutto in un incendio; dallo scheletro di un presunto unicorno, nascosto chissà dove, a Kinau, un selenografo tedesco dell’800 di cui pare nessuno sappia nulla, fino alle misteriose lacune dei carmi amorosi di Saffo, che custodiscono ipotesi e segreti. Come aveva già fatto nel suo Atlante delle isole remote, in questo libro Judith Schalansky gioca a ricreare mondi del passato a partire da pochi frammenti, si cala nei contesti, nei linguaggi, coglie di volta in volta gamme di colori e sensazioni, restituendo a ogni cosa anche il piú piccolo dettaglio, storico o visionario che sia. |
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