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Ernest Mandel - Delitti per diletto



NONFICTION e/o INTERNI

 

Ernest Mandel - Delitti per diletto

Storia sociale del romanzo poliziesco


 

 

Interno Giallo

1990

 

“In definitiva, la fioritura del romanzo poliziesco si spiega forse col fatto che la società borghese, considerata nel suo insieme, è una società criminale”. In questa ricostruzione della storia del poliziesco, insieme dotta e piacevole, Mandel analizza con abbondanza di riferimenti i meccanismi di un genere letterario molto amato perché sa ricordarci che l’eterna lotta tra bene e male si svolge proprio nel presente che crediamo di abitare in tutta tranquillità. Una storia sociale del romanzo giallo che illustra, dagli inizi a oggi, spaziando per ogni paese, quali collegamenti e quali influenze i mutamenti della società hanno avuto sul genere. Il libro segue la nascita del romanzo poliziesco vero e proprio, del noir e del romanzo di grande criminalità.

 

Orhan Pamuk - Romanzieri ingenui e sentimentali


 

Orhan Pamuk

Romanzieri ingenui e sentimentali

 

 

 

 

Einaudi

2012



 

I romanzi di Orhan Pamuk sono, tra le altre cose, delle dichiarazioni d’amore al romanzo stesso, alla sua tradizione e al suo mistero. Era quindi quasi inevitabile che l’autore del Libro nero dedicasse le prestigiose Norton Lectures, un ciclo di conferenze a Harvard, proprio all’arte del romanzo. Riprendendo le categorie del saggio schilleriano Sulla poesia ingenua e sentimentale che, pubblicato nel 1795-96, fu forse la prima lucida formulazione di un’estetica della modernità, Pamuk per ogni romanzo prevede un lettore «ingenuo» e uno «sentimentale»: il primo è così immerso nella storia narrata da scambiarla con la realtà; il secondo è invece consapevole della natura testuale, fittizia, di ciò che sta leggendo: è un sognatore che sa di star sognando. Il grande mistero del romanzo, il segreto del suo inesauribile fascino, è che non necessariamente questi due lettori devono essere due persone diverse: quello ingenuo e quello sentimentale sono in realtà due momenti, ugualmente necessari, che ogni lettore attraversa leggendo un romanzo. E, analogamente, esiste il romanziere ingenuo, convinto che l’ispirazione gli giunga da «un altrove», e quello sentimentale, consapevole di lavorare all’interno di una tradizione e di ricorrere, in ogni momento, al repertorio del «già scritto». In compagnia degli autori da lui più amati – Mann, Tolstoj, Melville, Dostoevskij -, Pamuk prende così per mano il lettore e lo conduce al «centro segreto» di un genere letterario che, dopo tanti secoli di storia, non smette di incantare lettori in ogni parte del mondo.


Orhan Pamuk - Le voci di Istanbul: scritti e interviste


 

Orhan Pamuk

Le voci di Istanbul: scritti e interviste

 

 

 

 

Datanews

2007



 

Le voci, le luci, i colori, gli angoli, i conflitti di una metropoli cosmopolita ancorata alla tradizione e tentata dalla modernità. È questa Istanbul ma anche la Turchia che si dibatte tra tolleranza e fondamentalismo, nazionalismo e spirito europeo, repressione e democrazia. In questo libro vengono raccolti scritti e interviste degli ultimi anni che toccano vari temi: dal ruolo della donna ai diritti umani, dal genocidio degli armeni alle stragi dei curdi, dal terrorismo islamico all'incapacità dell'Occidente di comprendere l'umiliazione dei popoli dannati del Terzo Mondo.


Doris Lessing - Le prigioni che abbiamo dentro. Cinque lezioni sulla libertà


 

Doris Lessing

Le prigioni che abbiamo dentro

Cinque lezioni sulla libertà

Prisons We Choose to Live Inside, 1987

 

 

 

Minimum Fax

1998



 

Questo libro raccoglie un ciclo di lezioni che vennero trasmesse per la prima volta nel programma radiofonico canadese "Ideas", nel 1985. La scrittrice, resa celebre dalle sue opere narrative, si rivela in questi brevi saggi capace anche di analisi socio-antropologiche. Dove finisce la nostra libertà e dove comincia quella del vicino? Passando dal ricordo delle sue esperienze di bambina nella Rhodesia del Sud alle riflessioni sulle dinamiche di gruppo nell'era della comunicazione di massa, la Lessing ci racconta del sottile filo che separa l'esercizio della libertà da quello della brutalità, di un pericoloso ritorno al primitivo che caratterizza i rapporti individuali, il dibattito politico e le relazioni internazionali nella nostra epoca.

Il senso della memoria - Doris Lessing


 

Doris Lessing

Il senso della memoria

Ed. italiana

 

 

 

Fanucci

2006

Prima pubblicazione

2006

 

Un racconto e due saggi. Il racconto "Una ragione per cui" è la storia della nascita, dello sviluppo e del declino di una cultura esistita in un'epoca assai remota, ma che per molti versi richiama alla mente le civiltà moderne. Come pure nelle opere "Shikasta" e "Memorie di una sopravvissuta" è il tema della memoria a dominare il racconto e i saggi contenuti nel volume, in una commistione di generi che ha come filo conduttore quello del ricordo di epoche passate riviste nell'ottica della modernità.

 


Mondo, Romanzo - Mario Vargas Llosa & Claudio Magris


 

Mario Vargas Llosa & Claudio Magris

Mondo, Romanzo



Einaudi, 2013 (Prima pubblicazione: 2013)

 
 
Per Claudio Magris il romanzo è il genere letterario che raffigura l'individuo nella «prosa del mondo», è «un paradosso, una lancia d'Achille che ferisce e guarisce; è intessuto delle lacerazioni del moderno e insieme le abbraccia in una nuova totalità». Mario Vargas Llosa vuole invece sottolineare quanto la lettura dei romanzi sia una delle piú stimolanti e feconde occupazioni dell'animo umano: la letteratura è una conoscenza totalizzante che unisce nel dialogo gli esseri umani e leggere romanzi è «un'attività insostituibile per la formazione del cittadino in una società moderna e democratica».


La civiltà dello spettacolo - Mario Vargas Llosa


 

Mario Vargas Llosa

La civiltà dello spettacolo



Einaudi, 2013 (Prima pubblicazione: 2013)

 
 
La banalizzazione dell'arte e della letteratura, il successo del giornalismo scandalistico e la frivolezza della politica sono i sintomi di un male maggiore che ha colpito la società contemporanea: l'idea temeraria di convertire in bene supremo la nostra naturale propensione al divertimento. In passato, la cultura era stata una specie di coscienza che impediva di ignorare la realtà. Ora, invece, agisce come meccanismo di intrattenimento, persino di distrazione. Inoltre, gli intellettuali sono scomparsi e anche se alcuni di loro firmano sporadici manifesti e prendono posizione su eventi e persone di fatto non esiste più un vero e proprio dibattito. Il Premio Nobel per la Letteratura, in questa durissima radiografia del nostro tempo, riflette sulla metamorfosi che la cultura ha subito in questi anni, nell'inquietante remissività generale, e invita gli scrittori "a coniugare la comunicazione col rigore, l'originalità e l'impegno creativo, per costruire nuove forme d'arte" e poter salvare, cosi, la cultura.