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Una principessa tra due mondi. La meticcia di Pizarro |
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La mestiza de Pizarro, 2003 |
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Edizioni Anordest, 2012 |
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Un affresco della nascita del Nuovo Mondo visto attraverso gli occhi a mandorla di Francisca, la figlia meticcia del conquistatore Pizarro. Erede dell'ancestrale tradizione inca, e per questo detta la Principessa dei due mondi, nel corso degli anni Francisca assiste agli avvenimenti capitali della storia del Perù: l'uccisione del padre e le guerre per la successione, le lotte intestine fra i capi indigeni e l'arrivo degli inviati del re di Spagna. Costretta ad abbandonare per sempre la terra natia, nella penisola si rifa una vita accanto allo zio Fernando nella prigione di un castello, e si assegna una nobile missione: riscattare il nome e l'eredità del padre. Álvaro Vargas Llosa narra la biografia di questa donna misteriosa e battagliera con partecipazione emotiva, quasi fosse il suo intimo confidente, coniugando la cronaca e l'accurata documentazione storica con l'intuizione del fine psicologo. |
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Mario Vargas Llosa - Una principessa tra due mondi. La meticcia di Pizarro
Mario Vargas Llosa - Letteratura politica
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Letteratura politica |
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Literatura y politica, 2005 |
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Passigli, 2005 |
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Fra gli scrittori che hanno riflettuto sulla complessa relazione tra politica e letteratura, la posizione di Mario Vargas Llosa è particolarmente interessante, in quanto il grande narratore peruviano non solo ha indagato questa relazione nel corso della sua ormai vasta opera, ma ha voluto cimentarsi anche in prima persona con l'impegno politico, candidandosi alcuni anni fa alla presidenza del suo Paese. Il presente volume è il risultato di un ciclo di conferenze tenutosi in Messico, nel quale Vargas Llosa ricostruisce l'evoluzione della sua visione politica, a partire dai giovanili entusiasmi per Jean-Paul Sartre, fino ad evidenziare il ruolo della politica nell'opera degli scrittori più amati; Flaubert, Tolstoj, Faullkner. |
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Mario Vargas Llosa - Romanzi (vol. II: La zia Julia e lo scribacchino; La festa del caprone; Avventure della ragazza cattiva; Crocevia)
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Romanzi (vol. II: La zia Julia e lo scribacchino; La festa del caprone; Avventure della ragazza cattiva; Crocevia) |
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Mondadori, 2017 |
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In questo secondo volume trovano posto quattro grandi romanzi della maturità dello scrittore: «La zia Julia e lo scribacchino» (1977), sospeso tra verità autobiografica e l'invenzione ispirata dagli sceneggiati radiofonici dell'eccentrico Raúl Salmón; «La festa del Caprone» (2000), incentrato sulla trentennale dittatura di Trujillo nella Repubblica Domenicana; «Avventure della ragazza cattiva» (2006), una storia d'amore moderna e antiretorica scritta sull'onda dei ricordi, segnata dai soggiorni in Europa dell'autore tra gli anni Sessanta e Ottanta; e, infine, «Crocevia» (2016), un affresco sociale che intreccia scandali sessuali e losche manovre politiche, ambientato a Lima verso la fine del XX secolo. |
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Mario Vargas Llosa - Romanzi (vol. I: La città e i cani; La casa verde; Conversazione nella Cattedrale)
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Romanzi (vol. I: La città e i cani; La casa verde; Conversazione nella Cattedrale) |
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Mondadori, 2017 |
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In questo primo volume trovano posto tre fondamentali opere degli anni Sessanta: "La città e i cani" (1963), romanzo di formazione, metafora della violenza contemporanea, è ambientato in un collegio militare: un libro dal successo clamoroso in Europa ma bruciato sulla pubblica piazza in Perù; "La casa verde" (1967) è un romanzo in cui l'autore mette a nudo la propria intimità ed è intitolato a un mitico e al tempo stesso realissimo postribolo della città di Piura; e "Conversazione nella Cattedrale" (1969), per molti il suo capolavoro: un cronista e l'ex autista di famiglia si incontrano fortuitamente al bar e discorrono di tutto per quattro ore: ne risulta un affresco della vita di un gruppo di persone dedite al potere, al sesso, agli imbrogli della politica e degli affari. |
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Mario Vargas Llosa - I racconti della peste
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I racconti della peste |
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Los cuentos de la peste, 2015 |
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Passigli, 2018 |
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Un incontro a prima vista singolare quello tra Mario Vargas Llosa e il Decamerone. Ma, come scrive il Premio Nobel nel prologo che precede il volume, i dieci giovani che durante la peste del 1348 si rifugiano in una villa di campagna per sfuggire a una realtà intollerabile, evocando un mondo parallelo e creando una realtà fittizia fatta di storie fantastiche e di sogni, «incarnano la ragione stessa della letteratura». E non è dunque certo un caso che il grande scrittore peruviano riparta proprio dall'opera rivoluzionaria del Boccaccio mettendo in scena, nella stessa villa Palmieri nella quale i giovani si erano rifugiati, alcuni dei protagonisti del Decamerone, nonché lo stesso Boccaccio, dando voce a ciascuno in una narrazione che ha l'immediatezza di una pièce teatrale. I venti capitoli dei "Racconti della peste" spaziano dunque in un universo fantastico che si oppone alla terribile realtà della pestilenza: da "L'uomo-veleno e il fanatico" a "Una storia d'amore", da "Ingannare la peste con la menzogna" a "Il racconto più depravato e perverso", il percorso dei racconti si snoda, come nel Decamerone, in fantasie buffe, storie tragiche, storie d'amore e di violenza. L'amore, il desiderio, il potere della fantasia e le relazioni tra le classi sociali sono la chiave di quest'opera che raccoglie l'essenza dello spirito del capolavoro boccaccesco: la lussuria e la sensualità ingigantite per il terrore dell'apocalisse. |
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Mario Vargas Llosa - Sciabole e utopie. Visioni dell'America Latina
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Sciabole e utopie. Visioni dell'America Latina |
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Sables y utopías. Visiones de América Latina, 2009 |
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Liberlibri, 2020 |
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In questa raccolta di riflessioni politiche e filosofiche, di analisi sociali e culturali, il premio Nobel Mario Vargas Llosa, nelle vesti di critico-narratore, ci dona il suo punto di vista su molti dei più significativi eventi accaduti in America Latina dalla seconda metà del Novecento in avanti, sulle loro radici storiche, sui loro lasciti - spesso tragici -, e sui personaggi talvolta bizzarri che ne sono stati protagonisti. Ma anche, su come questo caos sia stato accompagnato da uno straordinario fiorire di artisti ineguagliabili. Sciabole e Utopie è un monumento all'America Latina e alla sua complessità eretto da un intellettuale liberale testimone dei regimi autoritari che l'hanno martoriata. Questo testo rappresenta dunque una guida per chi voglia comprendere l'unicità spesso violenta di quella regione del mondo attraverso il pensiero di uno dei suoi più grandi scrittori. Introduzione di Alberto Mingardi. |
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Mario Vargas Llosa - La libertà selvaggia. Diario dall'Iraq
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La libertà selvaggia. Diario dall'Iraq |
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Diario de Irak, 2003 |
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Einaudi, 2004 |
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All'indomani della caduta del regime di Saddam Hussein, Vargas Llosa ha intrapreso un viaggio di due settimane in Iraq. Sono giorni di anarchia selvaggia per una società priva di qualsiasi esperienza di libertà, frammentata da antagonismi e rivalità. Venticinque milioni di abitanti che vivono nella terra d'origine della scrittura e della prima raccolta di leggi il codice di Hammurabi - escono da uno dei regimi autoritari più corrotti e brutali. Lo scrittore peruviano incontra le massime autorità sciite, ostili agli americani, ma anche al sunnita Saddam; racconta delle prime fosse comuni scoperte; raccoglie la testimonianza di un giovane torturato; visita il Kurdistan, l'enclave "americana", prova generale del nuovo ordine. |
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Mario Vargas Llosa - Sfide alla libertà
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Sfide alla libertà |
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Desafíos a la libertad, 1994 |
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Scheiwiller, 2011 |
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I testi che compongono questo libro, scritti tra il 1990 e il 1994, trattano delle nuove sfide alla cultura della libertà nate con la fine del comunismo e la caduta del muro di Berlino. Sotto osservazione, il mondo intero. Dal regime castrista cubano alla resistenza democratica di Guatemala e Venezuela; dalla Cina di Deng Xiaoping al Cile senza Pinochet; dalla Cecoslovacchia di Havel, all'Iraq di Saddam Hussein. Da Algeria e Iran nuovamente nelle mani del fondamentalismo musulmano, alla "dittatura perfetta" del Messico sconvolto dagli attacchi del fronte zapatista. Lo scrittore si sposta dalla frontiera afgano-pachistana a Porto Rico, dagli Stati Uniti di Clinton travolti dall'ossessione del "politicamente corretto" e della molestia sessuale, a una Svizzera priva di humor. Cittadino del mondo, straordinario osservatore e interprete del nostro tempo, Llosa denuncia le cecità politiche di Heidegger, la fumosa impostura della decostruzione, l'inganno dei cultural studies, il terrorismo dei senderisti e l'ambigua teologia della liberazione. Seguendo le stelle polari Popper, Hayek e Berlin, Llosa indaga e talora anticipa con visione profetica i diversi aspetti di quel fenomeno che a distanza di qualche anno l'intero pianeta avrebbe conosciuto con il nome di globalizzazione. |
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Mario Vargas Llosa - Contro vento e marea (1964-1988)
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Contro vento e marea (1964-1988) |
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Contra viento y marea |
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Centro Studi Jorge Eielson, 2015 |
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1977. Mario Vargas Llosa è in Italia per una conferenza all'Università di Torino. "Muri e finestre imbrattate, vetri infranti, porte murate, gruppi di giovani sui tetti armati di bastoni, come per respingere un'invasione. L'Università era in sciopero, uno sport che in Italia sarebbe presto diventato più popolare del calcio [...]. Il portone s'aprì lasciando intravedere un comitato di accoglienza. A presiederlo, una giovane professoressa; un'ispanista che sembrava uscita da un concorso di bellezza. Si rivolse subito a me: ero io il dirigente rivoluzionario sudamericano? Le spiegai che ero a malapena un romanziere peruviano. Nel comitato si diffuse allora lo sconcerto [...] avevano predisposto tutto per accogliere il rivoluzionario latinoamericano che gli era stato promesso...". Il tema dell'egemonia culturale è il fil rouge di questo terzo volume di "Contro vento e marea", che raccoglie saggi e articoli risalenti alla fine degli anni Settanta. Scritti di singolare freschezza che, quando si tratta di coniugare riforma sociale e pluralismo politico, libertà di stampa e diritti umani, dimostrano oggi tutta la loro urgente attualità. In disaccordo con Noam Chomsky, Llosa descrive Israele come un paese capace di resistere alla tentazione totalitaria in virtù di un'originale mescolanza di pragmatismo e idealismo. Profetico nell'individuare le contraddizioni che avrebbero portato all'estinzione della sinistra radicale, contro la moda dello strutturalismo... |
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Mario Vargas Llosa & Claudio Magris - La letteratura è la mia vendetta
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Mario Vargas Llosa & Claudio Magris |
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La letteratura è la mia vendetta |
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Mondadori, 2012 |
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Come può un romanzo cambiare il mondo? Invitando Claudio Magris e Mario Vargas Llosa a confrontarsi sulla loro idea di letteratura come "esperienza totale", Renato Poma, direttore dell'Istituto italiano di cultura a Lima, sottolinea il forte legame che unisce il premio Nobel peruviano e il più prestigioso intellettuale e scrittore italiano: entrambi credono che il principale compito della letteratura sia indagare quella terra misteriosa e intricata che è l'animo umano, nei suoi più arcani slanci e nelle sue contraddizioni, con l'intento di aiutarci a capire il caos in cui è immersa la nostra precaria esistenza. Secondo Vargas Llosa, infatti, un libro è veramente riuscito quando ci strappa dallo scorrere concitato delle nostre vite e ci trascina in un mondo dove la finzione appare più tangibile e reale della realtà stessa, e questo movimento di creazione e specchio ci permette di orientarci meglio e di capire qualcosa di più su noi stessi. Claudio Magris, dal suo punto di vista privilegiato di narratore di confine, ci mostra come la letteratura non sia altro che un luogo di mezzo, uno spazio aperto dove si incontrano la capacità creativa dello scrittore di inventare mondi e insieme la sua instancabile tensione verso la verità. In questo dialogo due dei più importanti intellettuali e scrittori del nostro tempo confessano il rapporto intimo e appassionato che li lega a ciò che hanno di più caro e che, in modo così decisivo, ha segnato le loro vite. |
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Mario Vargas Llosa - La tentazione dell'impossibile. Victor Hugo e i «I Miserabili»
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La tentazione dell'impossibile. Victor Hugo e i «I Miserabili» |
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La tentación de lo imposible, 2004 |
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Scheiwiller, 2011 |
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"La tentazione dell'impossibile" non è propriamente uno studio critico su "I Miserabili". Piuttosto, la cronaca di un rapporto amoroso che indaga e analizza le ragioni di un sentimento, di una "devozione". Lo scrittore peruviano premio nobel 2010 per la letteratura si addentra nel romanzo capolavoro di Victor Hugo vestendo alternativamente i panni del lettore acuto ed entusiasta, e quelli del narratore che conosce bene "i trucchi del mestiere", quali corde muovere per sedurre e trascinare il lettore in una grandiosa finzione. Scopriamo così non solo i sottintesi, i meccanismi e le strutture formali del più grandioso romanzo del romanticismo francese, ma anche le idee dell'uomo e del politico che volle dare consistenza alla sua creazione: il "personaggio in più" dietro e dentro il romanzo, lo spirito cangiante e unico che seppe essere voce fuori campo e protagonista delle sue storie. Immersi nel vortice di una narrazione in cui sembra preso tutto un mondo nella sua infinita dismisura e nella sua infima piccolezza, leggendo "I Miserabili" è impossibile non sentire il brivido che produce l'intuizione dell'onniscienza: la vertiginosa ambizione e l'assoluta certezza che la letteratura possa rivoluzionare l'esistenza, sovvertire la società e procurare la vita eterna a chi voglia accettarne la sfida. |
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Mario Vargas Llosa - La verità delle menzogne
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La verità delle menzogne |
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La verdad de las mentiras. Ensayos sobre la novela moderna, 1990 |
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Scheiwiller, 2010 |
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Quando produce liberamente la sua vita alternativa la letteratura amplia l'esperienza umana aggiungendole quella dimensione che alimenta la nostra vita recondita: la menzogna. È un diritto che dobbiamo difendere senza rossori: ogni romanzo è un mondo a parte, sovrano, in cui tuttavia si rifrange essenzialmente il mondo concreto: una menzogna nelle cui pieghe traspare una profonda verità. Giocare alle menzogne così come giocano l'autore e il suo lettore è un modo per affermare e difendere l'individuo, per preservare quello spazio di libertà che ci fa sovrani del nostro destino. Il romanzo è un atto d'accusa verso qualsiasi regime o ideologia, una testimonianza patente delle loro insufficienze, della loro incapacità di appagarci a pieno; un corrosivo permanente di tutti i poteri che vorrebbero rendere gli uomini soddisfatti e sottomessi. Le menzogne della letteratura dimostrano che l'uomo non è fatto per essere schiavo e sono una cospirazione permanente affinché non possa esserlo neppure in futuro. Non fino a quando esisteranno i romanzi di Joyce, Dos Passos, Woolf, Fitzgerald, Faulkner, Pasternak, Kawabata, Lessing, Solzenitzyn, Boll e dei tanti altri protagonisti di queste pagine. |
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