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Samuel Beckett - Murphy


 

 

Samuel Beckett

Murphy

Murphy

 

Einaudi, 2003

 

Beckett compose la sua prima opera, "Murphy", nel 1935 ma la pubblicò solo tre anni dopo. La scrisse in inglese perché ancora non si era trasferito in Francia: il francese sarebbe divenuto la sua lingua di elezione quasi un decennio più tardi. Ciò nonostante "Murphy" è conosciuto nella versione francese a cui Beckett collaborò appena. Questa edizione, a cura di Gabriele Frasca, traduce l'originale inglese che ha sostanziali differenze rispetto alla versione francese. La versione francese pareva più debitrice nei confronti di Céline e sacrificava quello stile secco, umoristico e joyciano che è invece una caratteristica precisa del primo Beckett. 

 

Samuel Beckett - L'Innominabile


 

 

Samuel Beckett

L'Innominabile

The Unnamable, 1953

serie La trilogia

# 3

 

Einaudi, 2018

 

Scritto in francese nel 1949, subito dopo Aspettando Godot, L'innominabile è il testo che conclude la trilogia iniziata con Molloy e proseguita con Malone muore. Il monologo su cui è costruito muta però radicalmente rispetto ai due romanzi precedenti, influenzato proprio dalla scrittura teatrale, fisica, orale, che Beckett aveva iniziato a sperimentare. Il protagonista, immobile in un corridoio nell'ombra, parla tra sé e sé, è pura voce: non la trascrizione «finto parlata» di un narratore che scrive la sua storia. La voce racconta brandelli di vicende di vari personaggi ma si intuisce che si tratta dello stesso personaggio con nomi diversi. Chi è questo personaggio? Meglio sarebbe dire: chi siamo? Il capolavoro di Beckett rappresenta proprio il superamento dell'identità coinvolgendo il lettore-ascoltatore come forse nessun altro libro ha mai fatto. 

 

Samuel Beckett - Molloy


 

 

Samuel Beckett

Molloy

Molloy

serie La trilogia

# 1

 

Einaudi, 2017

 

Molloy è un vecchio privo di entrambe le gambe. Si trova nella casa della madre morta e racconta la propria inutile odissea per raggiungerla. Divaga, dice palesi falsità. È privo di memoria, ma la cosa non ha importanza: ciò che conta è non smettere di raccontare perché nel raccontare sta l'unica probabilità di essere vivo. Il viaggio di Molloy, che procede per cerchi, che ha una meta e poi la perde e poi la ritrova, che è irto di difficoltà e che è interrotto da lunghe soste, è stato spesso paragonato a quello di Ulisse, di cui costituirebbe una versione parodica.O forse, più in generale, costituisce una parodia del viaggio in quanto costante della letteratura europea.Più in generale ancora, possiamo dire che è la cultura occidentale nel suo insieme che viene sbeffeggiata da Molloy, il cui percorso rifà e rifiuta le precedenti tappe filosofiche e artistiche dell'interpretazione dell'«uomo». È un fatto che il racconto di Molloy è asperso di momenti umoristici che nascono proprio dall'irrisione di principi filosofici e ideologici di grande rilievo per la nostra cultura; ma anche dall'irrisione di topoi basilari della letteratura occidentale, come quello dell'amore romantico. Dalla postfazione di Paolo Bertinetti

 

Samuel Beckett - Malone muore


 

 

Samuel Beckett

Malone muore

Malone Dies

Serie La trilogia # 2

Einaudi, 2011

 

Malone muore è un fondamentale punto di svolta nella narrativa di Beckett. Da un lato è l'ultima prova di una narrazione centrata su un personaggio ancora in qualche modo romanzesco (Malone buon ultimo dopo i vari Murphy, Mercier, Molloy, Moran), dall'altro è già la liquidazione di quel modello, un post-romanzo che si costruisce intorno a un'assenza, a un'attesa indefinita e infinita, dove il soggetto non ha più alcuna identità. Le storie che Malone immagina nell'attesa di morire si confondono tra loro, i personaggi si sovrappongono, l'autore e il lettore svaniscono in quell'«unico grande ronzio continuo» che è la strana, buffa e tragica condizione della vita.

 

Samuel Beckett - Aspettando Godot


 

 

Samuel Beckett

Aspettando Godot

Waiting for Godot, 1952

 

    

Einaudi, 1997

 

La celebre opera teatrale Aspettando Godot venne scritta verso la fine degli anni Quaranta e pubblicata nel 1952, in lingua francese. Samuel Beckett, scrittore e drammaturgo irlandese, nonchè esponente di spicco del Teatro dell’Assurdo insieme a Ionesco, Adamov e Pinter, nel 1954 tradusse il testo in inglese. Il teatro dell’assurdo è un particolare genere teatrale che si sviluppò tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Aspettando Godot è una tragicommedia in cui emerge la crisi di identità degli esseri umani e la loro difficoltà di comunicazione. Essi vivono una vita priva di scopo e di significato e, forse proprio per questo, suscitano l’ilarità del pubblico. Un protagonista assente intorno al quale si costruisce la condizione dell’attesa e dialoghi privi di significato e ripetitivi caratterizzano le scene dando vita ad uno dei più noti testi teatrali del Novecento. Nel primo atto i due vagabondi Estragone e Vladimiro attendono un certo Godot in una strada di campagna. Non solo il luogo e l’ora dell’appuntamento sono vaghi, ma lo è anche l’identità di Godot . I due credono, in realtà lo sperano, che quando Godot arriverà, li accoglierà nella propria casa e si occuperà di loro. Altri due personaggi si affacciano sulla scena: il proprietario terriero Pozzo e il suo servitore Lucky, tenuto al guinzaglio. Pozzo parla con i due vagabondi i quali alternano momenti in cui sono interessati o incuriositi da lui, a momenti in cui sono sconvolti dalla triste condizione del servo Lucky. I due passanti poi, non prima di essersi azzuffati, riprendono il loro viaggio. Intanto è calata la sera e Godot non si è fatto vivo. Giunge però un suo messaggero che comunica le scuse di Godot per il mancato arrivo e l’indicazione che ci sarebbe stato, di certo, il giorno dopo. I due presi dallo sconforto, pensano di uccidersi, poi di andare via, alla fine decidono di restare. Così si conclude il primo atto. Il dramma è poi composto di un secondo atto in cui accadono le stesse cose. Due uomini attendono un terzo uomo, ma il terzo uomo non arriva. Ma chi è Godot? Destino, morte, fortuna. E se fosse Dio? Godot in effetti richiama la forma inglese God. Se si pensa a tutti questi possibili significati,  l’attesa di Vladimiro ed Estragone diventa l’attesa per antonomasia, l’Attesa per eccellenza. Lo stesso Beckett non ha mai chiarito questo enigma ed anzi si è così espresso: “Se avessi saputo chi è Godot lo avrei scritto nel copione.”. Per quanto riguarda Pozzo e Lucky ci sono tutti gli elementi per pensare che siano il capitalista e l’intellettuale. Un’opera controversa, certamente non comune, ma assolutamente geniale. Una vera e propria rivoluzione del teatro contemporaneo fatta di silenzi, di pause, di mancanza di significato che poi, a tutti gli effetti, ne esprime uno. Il linguaggio o la sua inadeguatezza stanno a rivelare quanto sia difficoltosa e scarna la comunicazione tra esseri umani. Sempre più frequenti invece le barriere, l’assurdità, il nonsense della vita stessa. Un’opera dagli innumerevoli spunti di riflessione.

(https://www.my-libraryblog.com/aspettando-godot-samuel-beckett/)