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Svetlana Aleksievič - Opere. Guerre: Ragazzi di zinco. La guerra non ha un volto di donna. Gli ultimi testimoni


 

 

 

Svetlana Aleksievič

Opere. Guerre

Ragazzi di zinco. La guerra non ha un volto di donna. Gli ultimi testimoni


 

Bompiani, 2022

 

Nessuno ha raccontato la guerra come Svetlana Aleksievič, instancabile raccoglitrice di storie e testimonianze, poi restituite nei suoi libri attraverso quella “scrittura polifonica” che nel 2015 le è valsa il premio Nobel per la Letteratura. Il primo volume della raccolta di tutte le sue opere include La guerra non ha un volto di donna, Gli ultimi testimoni e Ragazzi di zinco, la cui traduzione è stata rivista a partire da una nuova versione aumentata e inedita in Italia. Nella trilogia delle Guerre l’esperienza tragica del conflitto – il secondo mondiale e quello in Afghanistan tra il 1979 e il 1989 – è resa attraverso il coro di voci che ne sono state protagoniste, vittime e testimoni insieme. “Per me il percorso dell’anima è più importante dell’accadimento stesso, al primo posto non c’è il ‘come è stato’ ma come la persona l’ha vissuto, patito, che cosa ha compreso di se stesso nella guerra, nella catastrofe nucleare, nella subitanea disintegrazione di quello che era il suo mondo. Nei miei libri il ‘fatto’ non è il mero accadimento, ma i sentimenti che ne vengono indotti [...]. È la storia dei sentimenti con la speranza che ogni persona desideri maggiormente conoscere qualcosa che riguarda un’altra persona, piuttosto che la guerra o Černobyl’. Raccolgo testimonianze non sul fatto che c’eravamo, ma sul come eravamo. Quali persone. E come rispondevamo alla questione: sì, c’eravamo, ma per che cosa?” (Svetlana Aleksievič). 

 

Svetlana Aleksievič - Perché sono discesa all'inferno?


 

 

 

Svetlana Aleksievič

Perché sono discesa all'inferno?


 

Castelvecchi, 2021

 

La Bielorussia, oggi al centro del conflitto tra un vecchio regime con tentazioni autocratiche e un movimento della società civile che scende in piazza per difendere le istituzioni democratiche, è stata tra i luoghi protagonisti della parabola sovietica. Di quel tempo racconta Svetlana Aleksievic, che nel «laboratorio della sperimentazione comunista» ha vissuto gran parte della vita e che a una «cronaca russo-sovietica» ha dedicato la sua intera opera. Aleksievic ripercorre i crimini sovietici, il terrore politico, la guerra, raccogliendo le parole delle persone che li hanno sofferti in prima persona, in maniera umile, silenziosa, senza che nessuno le abbia mai interpellate, e che ora finalmente hanno una voce. 

 

Il male ha nuovi volti. L'eredità di Černobyl' - Svetlana Aleksievič


 

Svetlana Aleksievič

Il male ha nuovi volti

L'eredità di Černobyl'

 

 

 

 

Editrice La Scuola

2016

Prima pubblicazione

2016

 

In queste pagine Svetlana Aleksievič presenta in tre interventi la sua opera, che tratta «delle nuove paure che ci stanno davanti. Siamo in un mondo diverso da prima, la nostra anima deve affrontare molte prove e imparare di nuovo il coraggio di vivere». Dando voce alla sofferenza, ai testimoni, alle vittime, la Aleksievič esplora nodi cruciali per la storia del suo paese: la Seconda guerra mondiale vista dalle donne, la fine dell’utopia comunista, la guerra dell’Armata rossa in Afghanistan e l’incidente nucleare di Černobyl', che costrinse l’umanità a confrontarsi con la propria precarietà, scoprendosi indifesa di fronte a una nuova dimensione del male, a minacce impalpabili, a nemici invisibili quanto inesorabili. Una condizione che oggi, dopo l’11 settembre, la guerra permanente e i continui attentati terroristici, possiamo leggere nella sua drammatica evidenza.

 


Incantati dalla morte - Svetlana Aleksievič


 

Svetlana Aleksievič

Incantati dalla morte

 

 

 

 

Edizioni e/o

2005

Prima pubblicazione

2005

 

L'autrice di questo libro, tra romanzo e reportage, documentazione e racconto, pone la domanda su che fine abbiano fatto, dopo il crollo dell'URSS, i protagonisti del comunismo. E non si riferisce ai leader del partito, ma ai milioni di uomini e donne che pur traendone dei vantaggi hanno dovuto affrontare molti sacrifici. È un libro intervista dove gli intervistati sfogano la propria insoddisfazione, rabbia e anche tristezza per persone che hanno dato la vita per il regime.

 


Solo l'amore salva dall'ira - Svetlana Aleksievič


 

Svetlana Aleksievič

Solo l'amore salva dall'ira



Castelvecchi, 2019 (Prima pubblicazione: 2019)

 
 
Svetlana Aleksievic, nota al mondo per i suoi libri sulla Seconda Guerra Mondiale, su Cernobyl, sulla guerra in Afghanistan, si apre in questa intervista a una dimensione più intima e ci parla dell’amore fra uomo e donna, della ricerca della felicità, del legame che unisce ogni essere vivente, del suo interesse per la gente comune. Con una passione sconfinata per il dettaglio, per i piccoli angoli della Storia, Svetlana crea un mosaico di bellezza. Le grandi utopie hanno cancellato interrogazioni più intime e profonde, come ad esempio la domanda sull’amore. Che succede quando l’amore entra nella vita di una persona? È la vita che viene prima di ogni altro pensiero. Perché allora, della vita, si parla così poco?


Tempo di seconda mano. La vita in Russia dopo il crollo del comunismo - Svetlana Aleksievič


 

Svetlana Aleksievič

Tempo di seconda mano

La vita in Russia dopo il crollo del comunismo



Bompiani, 2018 (Prima pubblicazione: 2014)

 
 
Sullo sfondo del drammatico crollo dell’Unione Sovietica e della tormentosa e problematica nascita di una “nuova Russia”, decine di protagonisti-narratori raccontano cos’è stata l’epocale svolta tuttora in atto. Uno spaccato della tramontata “civiltà sovietica”, quasi un’enciclopedia dei sogni dell’“uomo rosso”, fecondata dal dono che ha l’autrice di saper penetrare l’anima di coloro che hanno vissuto quell’epoca anche esaltante e stentano oggi ad adattarsi a un “tempo di seconda mano”


Preghiera per Černobyl'. Cronaca del futuro - Svetlana Aleksievič


 

Svetlana Aleksievič

Preghiera per Černobyl'. Cronaca del futuro



Edizioni e/o, 2016 (Prima pubblicazione: 1997)

 
 
"Questo libro non parla di Cernobyl' in quanto tale, ma del suo mondo. Proprio di ciò che conosciamo meno. O quasi per niente. Ad interessarmi non è l'avvenimento in sé, vale a dire cosa sia successo e per colpa di chi, bensì le impressioni, i sentimenti delle persone che hanno toccato con mano l'ignoto. Il mistero. Cernobyl' è un mistero che dobbiamo ancora risolvere... Questa è la ricostruzione non degli avvenimenti, ma dei sentimenti. Per tre anni ho viaggiato e fatto domande a persone di professioni, generazioni e temperamenti diversi. Credenti e atei. Contadini e intellettuali. Cernobyl' è il principale contenuto del loro mondo. Esso ha avvelenato ogni cosa che hanno dentro, e anche attorno, e non solo l'acqua e la terra."


Ragazzi di zinco - Svetlana Aleksievič


 

Svetlana Aleksievič

Ragazzi di zinco



Edizioni e/o, 2015 (Prima pubblicazione: 1991)

 
 
Una intera generazione di giovani con le loro madri, sorelle e spose, insieme a medici e insegnanti, impiegati, infermieri, ufficiali e comandanti ha dato il proprio spaventoso tributo a quello che in Unione Sovietica dall’inizio degli anni Ottanta era definito “il dovere internazionalista” in rapporto alla sicurezza degli stati meridionali di una grande potenza. L’intervento militare in Afghanistan veniva presentato come tale e illustrato come un’azione di stampo umanitario a maggior gloria dell’Unione e del popolo sovietici. Ma quello cui assistiamo percorrendo le pagine di Ragazzi di Zinco è il lungo corteo di una umanità martoriata e piagata che racconta con semplicità le miserie e gli orrori di questa guerra e di tutte le guerre.


Gli ultimi testimoni - Svetlana Aleksievič


 

Svetlana Aleksievič

Gli ultimi testimoni



Bompiani, 2017 (Prima pubblicazione: 1985)

 
 
Nell’estate del 1941 le truppe tedesche invadono la Bielorussia e occupano la capitale, Minsk. Gli eroi di questo libro sono bambini e ragazzi bielorussi e russi che hanno vissuto la terribile quotidianità di quegli anni di guerra e sono cresciuti nell’orrore del più disumano dei conflitti. Pubblicato per la prima volta nel 1985 e censurato dal regime sovietico, Gli ultimi testimoni compare oggi nella sua versione definitiva, per raccontarci una storia diversa da quella ufficiale, letta attraverso i ricordi e gli occhi innocenti dei più piccoli. Le loro parole, che per semplicità e immediatezza hanno una forza evocativa ancora più sconvolgente, cancellano ogni ideologia e modificano il nostro sguardo sul mondo. Un bambino che è stato strappato alla sua famiglia e defraudato della sua infanzia resta ancora un bambino? Che interpretazione può dare della guerra, suo unico orizzonte di vita? Quali sono le immagini che più l’hanno segnato? Sono questi gli interrogativi a cui il premio Nobel Svetlana Aleksievič cerca di dare risposta attraverso le sue interviste. Ma la conclusione è che non c’è azione attuata per il bene universale che possa giustificare anche “una sola lacrima di bambino”.


La guerra non ha un volto di donna - Svetlana Aleksievič


 

Svetlana Aleksievič

La guerra non ha un volto di donna



Bompiani, 2017 (Prima pubblicazione: 1985)

 
 
Se la guerra la raccontano le donne, quando prima l’hanno raccontata solo gli uomini... se a farla raccontare è Svetlana Aleksievic... se le sue interlocutrici avevano in gran parte diciotto o diciannove anni quando, perlopiù volontarie, sono accorse al fronte per difendere la patria e gli ideali della loro giovinezza contro uno spietato aggressore... allora nasce un libro come questo. 22 giugno 1941: l’uragano di ferro e fuoco che Hitler ha scatenato verso Oriente comporta per l’urss la perdita di milioni di uomini e di vasti territori e il nemico arriva presto alle porte di Mosca. Centinaia di migliaia di donne e ragazze, anche molto giovani, vanno a integrare i vuoti di effettivi e alla fine saranno un milione: infermiere, radiotelegrafiste, cuciniere e lavandaie, ma anche soldati di fanteria, addette alla contraerea e carriste, genieri sminatori, aviatrici, tiratrici scelte. La guerra “al femminile” – dice la scrittrice – “ha i propri colori, odori, una sua interpretazione dei fatti ed estensione dei sentimenti e anche parole sue”. Lei si è dedicata a raccogliere queste parole, a far rivivere questi fatti e sentimenti, nel corso di alcuni anni, in centinaia di conversazioni e interviste. Cercava l’incontro sincero che si instaura tra amiche e quasi sempre l’ha trovato: le ex combattenti e ausiliarie al fronte avevano serbato troppo a lungo, in silenzio, il segreto di quella guerra che le aveva per sempre segnate. E a mano a mano che raccoglie le loro confidenze e rimorsi e afflizioni Svetlana Aleksievic si convince di una cosa: la guerra “femminile” è nella percezione delle donne anche più carica di sofferenza di quella “maschile”. Per colei che dona la vita dispensare la morte non può mai essere facile; e se, come ovvio, celebra con i commilitoni la Vittoria e la fine dell’incubo bellico, nella sua memoria restano incise, più sensibilmente delle eroiche imprese, vicende che parlano di abnegazione, compassione e amore negato.