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Renato Minore |
Rimbaud |
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finalista 1991 |
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Bompiani, 2019 |
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Una biografia sul poeta ribelle per eccellenza, un passionale lavoro di ricerca che si dispiega con la potenza di un romanzo attraverso un’avvincente narrazione critico-letteraria. Ripercorrendo gli eventi della sua turbinosa esistenza, dal fuoco incessante dell’adolescenza alla riflessione dell’età più matura, Renato Minore ci pone con intensità di fronte ai ricordi dell’esistenza dell’enfant prodige diabolico per antonomasia, che ha ossessionato e illuminato tutti i poeti a venire. Dalle Ardenne all’Etiopia, questo testo segue la vita e la poesia di Rimbaud, rivelandole intimamente attraverso un’indagine che ha la forma un cammino appassionante. |
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Renato Minore - Rimbaud
Gianni Granzotto - Carlo Magno
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Gianni Granzotto |
Carlo Magno |
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Vincitore 1978 |
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Mondadori, 1993 |
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Nella breve nota introduttiva, l'autore dichiara di non aver ambito a scrivere un'opera di storia, ma di essersi voluto identificare con Carlo Magno, per poter meglio comprendere i fatti della vita dell'illustre personaggio. A parte questa premessa, non si trovano nel libro personaggi di fantasia e neppure ricostruzioni immaginate di colloqui, per cui è esatta la definizione di biografia. La narrazione ha inizio nell'anno 753, allorché il papa Stefano II valicò le Alpi, per chiedere al re dei Franchi Pipino il Breve di intervenire in Italia, dove il re longobardo Desiderio non mostrava di voler restituire al Papato alcuni territori in prossimità di Ravenna. Nell'incontro, l'undicenne Carlo veniva incoronato dal Papa assieme alla madre e al fratello minore. Era l'inizio di una vita all'insegna della difesa del Cristianesimo, nella quale Carlo avrà relazioni con ben quattro Papi, ultimo di questi, Papa Leone III che lo elevò a Imperatore dei Romani. La presa di potere da parte di Carlo avvenne quindici anni dopo, nel 768. Le vicende politiche del tempo mostrano una grande instabilità, sia nei regni franchi (perennemente in lotta con Sassoni ad est e Mori ad ovest), sia nella situazione italiana, che opponeva i longobardi (detentori del potere) a un emergente Roma papale, che mal tollerava tanto i dominatori interni, quanto i bizantini, ancora in possesso dei titoli di Imperatori dei Romei (Romani). Eppure Carlo mantenne un sano distacco, se non dal potere, almeno dalle deviazioni più frequenti che ne derivano. Si mostrò clemente con un figlio ribelle, consentì alle proprie figlie libertà di scelte di vita, coltivò con zelo sincero la revisione delle Sacre Scritture (chiamando dall'Oriente uomini dotti in grado di rettificare errori dovuti a ignoranza della lingua greca). Trovò tempo e modo per dare al suo regno quella luce che da lui si chiamò età carolingia. Accettò il titolo di Imperatore dei Romani, conferitogli da un Papa, ma non perse mai la sua autonomia da altri poteri. |
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Joseph Bonanno - Uomo d'onore
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Edgar | Tascabili |
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Joseph Bonanno - Uomo d'onore |
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A Man of Honor, 1983 |
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Interno Giallo |
1992 |
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Mi chiamo Joe Bonanno, ho settantotto anni e sono nonno. Spesso mi hanno definito un gangster, uno del racket, un filibustiere. Dicono che sono, che sono stato o che volevo essere il «boss di tutti i boss», qualunque cosa ciò significhi. Per un certo periodo sono stato accusato di volermi «impadronire» di New York, della California, dell’Arizona, del Wisconsin, del Colorado, dell’Alaska e anche delle migliori province del Messico e del Canada. Certo non dimentico il mio passato, perché chi meglio di me conosce le mie sconfitte e i miei successi? Questo libro non vuole essere un elenco di scusanti e di smentite. Per avere il quadro obiettivo di un uomo bisogna esplorare a fondo la sua vita. Qualunque sia la vostra opinione su di me, la verità è che sono l’ultimo sopravvissuto di una specie estinta e di un modo di vivere che ormai non è più. Ho incontrato gente di ambienti tra i più disparati. Ho conosciuto la virtù e la depravazione. La mia vita è densa di ironie. Molto spesso, quando riconsidero la mia esistenza, e analizzo tutti i suoi diversi aspetti, non posso fare a meno di ridere: la mia è la risata sardonica di quello che ha visto molto ed è vissuto per raccontare la sua storia. Per me è già stato un trionfo essere sopravvissuto al Vulcano - è il soprannome che ho dato a New York City - perché quasi tutti gli altri sono morti. Io, invece, sono ancora qui. Joseph Bonanno |
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Albert Mathiez - Robespierre
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Albert Mathiez |
1976 |
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Robespierre |
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È ormai universalmente accettato che le opere di Albert Mathiez hanno rinnovato e approfondito le nostre conoscenze d’una parte della storia di Francia, e segnatamente del periodo della rivoluzione. Con rara tenacia il polemico autore di Carovita e lotte sociali sotto il Terrore e di La rivoluzione francese dedica largo spazio a una interpretazione economica della storia, attraverso un attento esame globale prodotto col suo lavoro di ricerca e mostrandosi al tempo stesso abilissimo nel ricostruire un carattere o il risvolto psicologico della decisione d’un personaggio. Va detto, tuttavia, che nel grande affresco dell’epoca una figura spicca su tutte, fulcro intenzionale dell’opera: Robespierre. Forse perché deluso dalla politica del partito radicale che le elezioni del 1902 avevano portato al potere, o forse perché indignato dalla ambigua collusione tra finanza e politica della quale ebbe modo d’esser quotidiano testimone negli anni successivi, Mathiez riversò nell’analitico ritratto di Robespierre un vigoroso sentimento, da grande scrittore. Al Danton opportunista e venale egli oppone, negli studi qui tradotti per la prima volta, un Robespierre incorruttibile e lungimirante, grande patriota e grande democratico, esempio insostituibile per tutti i repubblicani del periodo eroico, «quelli che conoscevano più le prigioni e i patiboli che le piazze e gli onori…». | ||
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Pino Cacucci - Tina
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NONFICTION e/o INTERNI |
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Pino Cacucci - Tina Tina Modotti, fotografa. Da Udine a San Francisco col "passaporto rosso" dell'emigrante |
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Interno Giallo |
1991 |
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Tina si chiamava Assunta Adelaide Luigia Modotti. Era nata a Udine nel 1896, da un'umile famiglia. Il padre era un muratore di idee socialiste, lei dovette ben presto lasciare la scuola e lavorare per aiutare la famiglia, poi emigrò negli Stati Uniti dove stavano crescendo i grandi movimenti sindacali. La vita culturale e artistica in fermento a San Francisco, Los Angeles, Hollywood e a Città del Messico le dischiusero la via prima del teatro e del cinema, poi della fotografia. Donna appassionata, si dedicò alla causa rivoluzionaria in Messico, lavorò per Soccorso rosso, combatté con le Brigate internazionali in Spagna. Morì in circostanze poco chiare a Città del Messico nel 1942. |
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Razza di zingaro - Dario Fo
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Razza di zingaro |
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Chiarelettere |
2014 |
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Prima
pubblicazione |
2014 |
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UNA STORIA UNICA E VERA. UN ROMANZO COMMOVENTE: LA CORAGGIOSA SFIDA AL NAZISMO DI UNO ZINGARO CAMPIONE DI BOXE. Lui è Johann Trollmann (1907-1943), pugile sinti nella Germania nazista, il più bravo di tutti, ma c’è un particolare: è uno zingaro. La vita di Johann comincia subito di corsa, da quando, bambino, scopre la boxe e sale sul ring portando con sé i valori e la tradizione della sua gente, e guadagnando strepitose vittorie, una più emozionante dell’altra, con il pubblico (soprattutto femminile) in visibilio. Ma uno zingaro non è come gli altri tedeschi: come può rappresentare la grande Germania alle Olimpiadi del 1928? Le strade del successo ben presto gli vengono sbarrate, il clima politico peggiora, il nazismo travolge tutto, anche la sua vita e quella della sua famiglia. Non importa che Johann sia il più bravo, il titolo di campione dei pesi mediomassimi gli verrà negato, nonostante la vittoria sul ring. Da quel momento la sua vita diventa impossibile: prima il divorzio cui è costretto per salvare la moglie e la figlia, poi la sterilizzazione, la guerra cui partecipa come soldato e infi ne il campo di concentramento e l’ultima sfi da, quella decisiva, contro il kapò, che vincerà, e per questo sarà punito. Con la morte. Dario Fo, grazie a una ricerca meticolosa e storicamente ineccepibile di Paolo Cagna Ninchi, ancora una volta recupera una vicenda vera e dimenticata e la propone in una vibrante ricostruzione narrativa alla nostra attenzione distratta: un modo efficacissimo per parlare indirettamente del presente che non vogliamo vedere. Solo di recente la Germania ha riconosciuto il valore e l’autenticità di questa storia consegnando alla famiglia Trollmann la corona di campione dei pesi mediomassimi negata a Johann ottant’anni prima. |
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Un uomo bruciato vivo - Dario Fo & Florina Cazacu
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Un uomo bruciato vivo |
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Storia di Ion Cazacu |
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Chiarelettere |
2015 |
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Prima
pubblicazione |
2015 |
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C’è da non crederci, eppure è successo e continua a succedere. La storia di Ion Cazacu, vittima innocente della violenza cieca del suo datore di lavoro, non è isolata. È accaduto che altri due operai kosovari nelle Marche siano stati uccisi da un impresario locale: il loro torto e quello di Cazacu era quello di pretendere di essere pagati, che fossero rispettati i loro contratti. Dario Fo da anni voleva raccontare questa storia che tanto aveva colpito anche Franca Rame: ora, con l’aiuto della figlia dell’operaio romeno, Florina, riesce a riportare alla memoria fatti di una violenza così spietata che sembra impossibile possano verificarsi. E ripetersi. Anche il marito di Florina, piastrellista come Ion, è oggi minacciato, anche lui è vittima di violenze e soprusi. Nella giungla del mercato del lavoro, soprattutto quello edile, non ci sono regole, vince chi ha più potere. E la nostra giustizia, come dimostra Florina, non riesce sempre a imporre la verità e il diritto. Siamo nella Lombardia dei “masson” (i muratori degli antichi Comuni), la ’ndrangheta controlla il mercato del lavoro, il diritto è sospeso. La frode contributiva e fiscale è senza controlli. Chi ha la forza di opporsi alle mafie? Se la politica è assente, la tenacia e la caparbietà di Florina servono come modello per non rinunciare ad alzare la voce e a chiedere giustizia e verità. |
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Il più grande. Storia della mia vita - Richard Durham & Muhammad Ali & Toni Morrison
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Il più grande Storia della mia vita |
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Mondadori |
2016 |
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Prima
pubblicazione |
2016 |
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Muhammad Ali: il pugile dalle esaltanti vittorie mondiali cominciate quando aveva solo diciott'anni e si chiamava Cassius Clay, il campione invincibile e inafferrabile «che vola come una farfalla e punge come un'ape», il divo clamorosamente alla ribalta per gesta e spacconate, ma anche il campione convertito all'Islam consapevole che questo avrebbe potuto costargli carriera o guadagni, la «macchina da pugni» che rinuncia al titolo mondiale dei massimi pur di non indossare la divisa e servire l'esercito in guerra contro il Vietnam. In questa autobiografia, uscita per la prima volta nel 1975, Muhammad Ali, all'apice della sua carriera, racconta di sé con orgoglio e sfacciata schiettezza: «Io sono il più grande» è il suo motto. Ma è un grande che parla a cuore aperto e che non esita ad ammettere: «Ogni volta che metto piede sul ring, lo stomaco mi si chiude dalla strizza», e svela cosa prova quando il pugno dell'avversario giunge a segno, scaraventandolo «nella stanza del dormiveglia». È il lato privato dell'uomo pubblico che questo straordinario memoir ci restituisce: il ragazzo nero che si è aperto faticosamente una strada in una città del Sud ostile e razzista; i suoi anni sul ring, con i suoi incubi, le sue tragedie, e qualche prospettiva di agiatezza per chi accetta di conformarsi alle sue durissime leggi; le dolorose immagini delle vittime, di quelli che non sono mai arrivati al vertice e trascinano la loro esistenza tra gli scampoli di un passato favoloso e le miserie di un presente che li vede menomati nel fisico e nell'intelligenza; il costo terribile di un mestiere che non ammette distrazioni o rilassamenti; l'ebbrezza delle vittorie, quando ci si sente padroni del mondo, e la tragedia delle sconfitte, quando ci si trova improvvisamente soli dopo essere passati per un calvario di sofferenze e di terrore. In queste pagine emerge l'affermazione della dignità dell'uomo, conquistata nel sacrificio e nello sforzo e caparbiamente difesa anche quando tutto suggerirebbe comodi compromessi. Una vita straordinaria, raccontata da Ali in prima persona quando era ancora all'apice del successo, che oggi, a distanza di anni e dopo la sua scomparsa, ci restituisce con forza immutata l'orgoglio e il coraggio, sul ring come nella vita, del più grande pugile di tutti i tempi. |
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Il ritorno di Eva Perón - V.S. Naipaul
V.S. Naipaul
Il ritorno di Eva Perón

Adelphi, 2018 (Prima pubblicazione: 2019)
Con il suo inconfondibile tocco, Naipaul ricostruisce tre esemplari parabole umane che si traducono in altrettante variazioni sul potere in tutti i suoi toni, dal tragico al grottesco. La figura di Mobutu, dominus del Congo/Zaire, è un condensato di dissimulazione ideologica, con la sua capacità di perpetuare le leggi dispotiche del colonialismo belga sotto una sorta di «socialismo africano ancestrale» e di spacciare per «rivoluzione» maoista l’esercizio crudele della regalità. Michael de Freitas alias Michael X, sedicente attivista per i diritti civili, finito sulla forca per aver massacrato alcuni affiliati a Trinidad, è uno dei tanti riverberi farseschi dell’Africa della diaspora: un «uomo del Black Power senza potere e senza la pelle nera», che si impone come mito underground solo nell’Inghilterra «provinciale, ricca e sicura» in cui ha trascorso la giovinezza come pusher e magnaccia. La vicenda del regime peronista ha il suo contrappunto nella passione del popolo per Evita, aspirante attrice emersa dalla «cittadina più tetra della pampa», e predestinata a eternare i suoi tratti fantasmatici e sensuali nella fissità dell’imbalsamazione, dopo la morte ad appena trentatré anni. E cornice ideale del trittico è il magistrale saggio su Joseph Conrad, vero corpo a corpo critico con lo scrittore che più di ogni altro ha segnato Naipaul, dove il personaggio chiave di «Cuore di tenebra» diventa la sintesi archetipica delle tre parabole che abbiamo attraversato.
Diego e Frida - J.M.G. Le Clézio
J.M.G. Le Clézio
Diego e Frida
Un amore assoluto e impossibile sullo sfondo del Messico rivoluzionario

Il Saggiaotre, 2008 (Prima pubblicazione: 1997)
Solo l'amore salva dall'ira - Svetlana Aleksievič
Svetlana Aleksievič
Solo l'amore salva dall'ira

Castelvecchi, 2019 (Prima pubblicazione: 2019)
Chronicles 1 - Bob Dylan
Bob Dylan
Chronicles 1

Feltrinelli, 2005 (Prima pubblicazione: 2005)
Il primo volume della trilogia autobiografica di Bob Dylan, dedicato agli anni della formazione e a quelli degli incontri decisivi, ricco di episodi inediti. Non costretto da gabbie cronologiche, il libro spazia dall'epoca del Greenwich Village alla fine degli anni Sessanta, fino agli Ottanta. Il tono dominante è la gratitudine per chi ha reso possibile che Bob Dylan fosse Bob Dylan: verso il poeta Archibald MacLeish, che indirettamente lo guida alla realizzazione di "New Morning", o verso Daniel Lanois, musicista e produttore che direttamente lo aiuta a creare "Oh Mercy". Woodstock, San Francisco, New Orleans, città dell'anima con pochi tratti scuri, completano la geografia interiore di un'America invisibile ma mai davvero scomparsa.












