Visualizzazione post con etichetta Teatro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Teatro. Mostra tutti i post

FaustIn and out - Elfriede Jelinek


 

Elfriede Jelinek

FaustIn and out

Dramma secondario basato su «Urfaust»

FaustIn and out 2012

 

 

 

Titivillus

2014



Che cos'hanno in comune la giovane infanticida tedesca del '700 descritta nell'"Urfaust" di Goethe, ed Elisabeth Fritzl, segregata dal padre ad Amstetten (Austria) in una cantina dal 1984 (quando aveva diciotto anni) fino al 2008, ripetutamente violentata, che partorì nel corso della sua prigionia sette bambini, di cui uno morto poco dopo la nascita? Elfriede Jelinek costruisce il suo testo teatrale su queste basi, utilizzando la prima versione del "Faust" di Goethe come sfondo mentale e strutturale per illuminare la condizione di una donna sfruttata e prigioniera e la sua tormentata esistenza nelle economie avanzate.




Loro non come loro - Elfriede Jelinek


 

Elfriede Jelinek

Loro non come loro

Wolken. Heim 1988 - Totenauberg 1991

 

 

 

 Effigie

2009



Due testi - un monologo e una pièce teatrale - che hanno per protagonisti (in forma di maschere, fantocci o chimere) tre figure centrali della cultura del Novecento. In lui non come lui la Jelinek segue le orme di Robert Walser sul sentiero malsicuro della scrittura poetica che scompone e scardina, fino a svelare, per frammenti, il punto in cui il linguaggio funge da ponte tra la follia e la poesia. Totenauberg invece mette in scena un allucinato incontro tra Heidegger e la sua allieva-amante Hanna Arendt. Sullo sfondo di quel Todtnauberg, già evocato da Celan e da Thomas Bernhard, dove Heidegger trascorse gli ultimi anni di vita, incuranti di una natura ormai corrotta, di un mondo che va in rovina, i due testimoni pronunciano i loro monologhi portando a collisione i rispettivi linguaggi, del restare e del partire: la patria e l'emigrante, l'ovvio e la precarietà.




Sport. Una pièce - Fa niente. Una piccola trilogia della morte - Elfriede Jelinek


 

Elfriede Jelinek

Sport. Una pièce.

Fa niente. Una piccola trilogia della morte

Sport. Ein Stück 1988 - Macht Nichts: eine kleine Trilogie des Todes 1999

 

 

 

Ubulibri

2005



"Il teatro di Elfriede Jelinek sembra oltrepassare per radicalismo espressivo tutto ciò che la drammaturgia del secondo Novecento ha pure offerto in termini di sperimentazione linguistica, dalla asimmetria dei dialoghi di Beckett alla riduzione monologica dei lavori di Thomas Bernhard. Protagonista assoluta è la sfera del logos, che impone la sua terribile forza su ogni altro elemento, si tratti dei requisiti scenici, dell'intreccio o della stessa identità delle dramatis personae. Sul palcoscenico non si rappresentano più accadimenti, situazioni, costellazioni psicologiche, azioni o personaggi. A esibirsi è solo il linguaggio, o meglio la langue nel senso di Saussure, gli schemi espressivi storicamente e socialmente determinati."




Bambiland - Elfriede Jelinek


 

Elfriede Jelinek

Bambiland

Bambiland 2004

 

 

 

Einaudi

2005



Con continui cambi di prospettiva, mescolando Eschilo con la lingua di tutti i giorni, impiegando ora l'ironia ora il sarcasmo, l'autrice riesce a demistificare i mass media, a smascherare la realtà della guerra che oggi come duemilacinquecento anni fa è falsificata dai vincitori. In Bambiland si parla dell’intervento americano in Irak, si parla di come giunge a noi veicolato dai mezzi di comunicazione, si parla, infine e soprattutto, dei meccanismi con cui il conflitto, tutti i conflitti, agiscono nelle nostre teste. In questa sua nuova opera destinata al teatro – per la quale è difficile trovare una definizione precisa – Elfriede Jelinek combina I persiani di Eschilo – il più antico dramma sul tema della guerra -, reportage trasmessi dalla televisione americana, in particolare la Cnn, informazioni sugli armamenti Usa e propri commenti.




L'addio: la giornata di delirio di un leader populista - Elfriede Jelinek


 

Elfriede Jelinek

L'addio

La giornata di delirio di un leader populista

Das Lebewohl 2005

 

 

 

 Castelvecchi

2005



Un Haider ormai ubriacato dall'amaro calice del potere è davanti ai fanciulli (rampolli o bambini?) del suo partito. Ha inizio il comizio delirante. Pedofilia, antisemitismo, misoginia: la Jelinek mette in scena tutti i vizi, e nessuna virtù, del governatore della Carinzia. Il testo è una denuncia del neonazismo austriaco, un vero e proprio pamphlet nel ritmo della tragedia. Elfriede Jelinek (Mürzzuschlag, 1946), laureata in Storia dell'Arte e Storia del Teatro e diplomata in Organo al Conservatorio di Vienna, inizia la sua attività di scrittrice a metà degli anni Sessanta. È iscritta al Partito Comunista austriaco dal 1974 al 1991. Traduttrice dall'inglese e dal francese, ha vinto nel 2004 il Nobel per la letteratura.




Doris Lessing - A ciascuno il suo deserto


 

Doris Lessing

A ciascuno il suo deserto

Each His Own Wilderness, 1959

 

 

 

Einaudi

1963



 

E' un breve testo teatrale in due atti, in cui la mancanza di valori e l'apatia del secondo dopoguerra sono messe in scena con caratteri grotteschi, che sembrano persino sfidare la pazienza del lettore, con il loro generare un senso di nausea e di ribrezzo verso un mondo che sembra destinato inevitabilmente all'annichilazione.


Luigi Allegri - Prima lezione sul teatro

 

 


Luigi Allegri

2013

Prima lezione sul teatro

Una guida per lo spettatore che vuole scoprire i significati e i linguaggi della scena teatrale. Unintroduzione alle principali componenti di uno spettacolo, dalla struttura dello spazio e del tempo alle scelte della scenografia e dei costumi, dalluso della luce e delle nuove tecnologie alle principali tecniche di recitazione. Una rassegna delle teorie e delle esperienze dei grandi protagonisti, dal teatro antico al teatro sacro medievale, da quello barocco fino al contemporaneo. Un invito a conoscere il teatro nellepoca della ‘civiltà dello spettacolo.

 

 


Le Commedie vol. 2 - Dario Fo & Franca Rame


 

Le Commedie vol. 2

Isabella, tre caravelle e un cacciaballe. Settimo: ruba un po'meno. La colpa è sempre del diavolo

 

 

 

Guanda

2020

Prima pubblicazione

2020

 

Autore, attore, regista, scenografo, uomo di spettacolo per eccellenza, Dario Fo è stato uno dei protagonisti più vitali del nostro teatro. Le commedie raccolte in questa collana non sono semplici copioni, ma testi dal grande valore letterario nati grazie a un approfondito lavoro di riscrittura e ancora oggi oggetto di interesse e di culto per tanti lettori in Italia e nel mondo. La prima commedia, Isabella, tre caravelle e un cacciaballe, è frutto di ricerche storiche sulla spedizione di Cristoforo Colombo, sui compromessi e le scaltrezze messi in atto dall’esploratore e dalla corte di Spagna. Nella seconda commedia la scena si apre in un camposanto, Settimo: ruba un po’ meno è un’acuta e divertente satira sul malcostume italiano della corruzione e sulla reiterata abitudine di insabbiare, per amor di patria, ogni scandalo… Il terzo e ultimo testo, La colpa è sempre del diavolo, è ambientato nell’antico brolo di Milano che, alla fine del Medioevo, da luogo di riunioni e discussioni politiche era ormai regredito a tribunale per ladri di polli e streghe: un momento di decadenza che offre a Fo il pretesto perfetto per un parallelo con la politica italiana degli anni Sessanta. 


Le Commedie vol. 1 - Dario Fo & Franca Rame


 

Le Commedie vol. 1

Gli arcangeli non giocano a flipper - Aveva due pistole con gli occhi bianchi e neri - Chi ruba un piede è fortunato in amor

 

 

 

Guanda

2019

Prima pubblicazione

2019

 

Autore, attore, regista, scenografo, uomo di spettacolo per eccellenza, Dario Fo è stato uno dei protagonisti più vitali del nostro teatro. Questo volume raccoglie la sua produzione maggiore, in cui i procedimenti classici del grande repertorio comico - da Plauto ai lazzi della commedia dell'arte, ai meccanismi della «pochade» e dei «gialli», dal gusto per il surreale, l'assurdo, il paradossale al rovesciamento del rapporto fra «sani» e «matti» - sono reinventati e utilizzati per scatenare perfetti congegni teatrali che, senza mai rinunciare al divertimento, si traducono in graffante satira.