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Vincitore 2020 |
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Tullio Avoledo |
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Nero come la notte |
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Marsilio |
2020 |
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«Se la vita è un piano inclinato, sul quale la tua caduta si fa sempre più veloce, dev’esserci un momento in cui invece di continuare a rotolare puoi fare uno sforzo e spostarti di lato per cadere dal bordo, giù nell’abisso che cancella ogni colpa» Sergio Stokar era un buon poliziotto. Forse il migliore a Pista Prima, degradata ma ancora grassa città del Nord-Est. Fino al giorno in cui, senza saperlo, ha pestato i piedi alle persone sbagliate. Così qualcuno l’ha lasciato, mezzo morto, sulla porta dell’ultimo posto in cui avrebbe voluto finire: le Zattere, un complesso di edifici abbandonati dove si è insediata, dandosi proprie leggi, una comunità di immigrati irregolari. Quel rifugio dall’equilibrio fragile e precario – con la sua babele di lingue, razze e odori – normalmente sarebbe un incubo per uno col credo politico di Sergio. Ma è un incubo in cui è costretto a rimanere, adattandosi a nuove regole e a convivere con una realtà che un tempo avrebbe rifiutato. Per poter stare al sicuro, è diventato “lo sceriffo delle Zattere”: mantiene l’ordine, indaga su piccoli reati. Finché un giorno il Consiglio che governa il complesso gli affida un incarico speciale. Alcune ragazze delle Zattere sono state uccise in modo orribile, c’è un assassino in agguato, e solo un poliziotto abile come Sergio può scovarlo, con il suo fiuto e le sue conoscenze, ma soprattutto grazie a un’ostinazione che lo trasforma in un autentico rullo compressore. In un’Italia appena dietro l’angolo – l’Italia di dopodomani, che ci indica con chiarezza dove sta andando il nostro paese – Sergio Stokar deve tornare dal regno dei morti e rimettersi a indagare, frugando nel passato e negli angoli più in ombra della sua città, per scoprire, alla fine, che forse l’indagine è una sola, e che l’orrore si nasconde in luoghi e persone insospettabili. Tutto è legato da un filo. Un filo nero come la notte, rosso come il sangue. Perché in un mondo che ha fatto dell’avidità il suo credo non esistono colpevoli e innocenti, ma solo infinite sfumature di male. Tullio Avoledo esordisce nel noir con un romanzo vorticosamente appassionante e di grande attualità, che non teme di calarsi nei recessi più oscuri di una società rabbiosa e corrotta. |
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Tullio Avoledo - Nero come la notte
Tullio Avoledo - Tre sono le cose misteriose
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Tullio Avoledo |
Tre sono le cose misteriose |
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Vincitore narrativa italiana 2006 |
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Einaudi, 2006 |
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Ha cancellato le prove, liquidato i testimoni. Ha eliminato nemici e amici. Ora un tribunale internazionale si appresta a giudicarlo: il processo al Mostro sta per iniziare. A sostenere l’accusa un uomo solo, un giovane sostituto procuratore intenzionato a ricostruire una precisa contabilità dell’orrore. Ma mentre l’inizio del dibattimento si avvicina e strani incidenti cominciano a colpire le persone che ama, un sospetto si fa strada nella sua mente: e se la minaccia piú terribile non venisse dall’esterno? Se il vero pericolo fosse nascosto dentro di lui? Se il piccolo Adam, suo figlio, conoscesse una verità che lo riguarda come nessun’altra? Una storia familiare tenera e crudele, in cui Avoledo conferma quella capacità di raccontare le luci, le ombre e le distorsioni del quotidiano che aveva già dimostrato nell’Elenco telefonico di Atlantide. |
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