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William Styron |
1990 |
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Un'oscurità trasparente |
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Darkness Visible: A Memoir of Madness, 1990 |
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Nel 1985, l'autore delle Confessioni di Nat Turner e della Scelta di Sophie fu colpito da una forma di depressione così grave da sospingerlo fino alle soglie del suicidio. Un'oscurità trasparente, felicemente in bilico fra la purissima eleganza del racconto e la bruciante suggestione dell'autobiografia, è la storia di quel calvario d'angoscia, d'insonnia, di devastanti sofferenze, e il ritratto più intimo di un grande scrittore che sprofonda nelle tenebrose profondità del suo inferno personale. Ma è anche un libro coraggioso e il luminante: un viaggio nell'abisso di una malattia mentale tanto diffusa e temibile quanto di fatto fraintesa e misconosciuta. Un viaggio fino al punto in cui quelle tenebre si dissolveranno, lasciando intravedere di nuovo la luce.. |
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William Styron - Un'oscurità trasparente
William Styron - Le confessioni di Nat Turner
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William Styron |
1990 |
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Le confessioni di Nat Turner |
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Confessions of Nat Turner, 1968 |
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"Forse il lettore sarà spinto a trarre una morale da questo racconto, ma la mia unica intenzione è stata di ricreare un uomo e la sua epoca, e di produrre non tanto un "romanzo storico" quanto una meditazione sulla storia." Siamo nella Virginia del 1831, lo schiavo nero Nat Turner, in carcere, attende l'esecuzione capitale. A ritroso, con un linguaggio efficacissimo in cui si mescolano toni apocalittici e nostalgia di affetti perduti, Nat ripercorre le vicende che da schiavo benvoluto dai padroni lo hanno portato, fanatico angelo vendicatore, a guidare una cruenta rivolta di schiavi. Premiato col Pulitzer nel 1968, il romanzo fu però ostracizzato dagli intellettuali neri perché "scandalosamente razzista". Sulle critiche e sui violenti attacchi di cui fu oggetto riflette lo stesso Styron nella Postfazione, ribadendo che - come nel successivo "La scelta di Sophie" - il suo intento era attingere a storia e immaginazione per porsi e porre al lettore fondamentali quesiti sul rapporto tra bene e male, tra passato e presente, tra responsabilità individuale e necessità sociale. |
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William Styron - La scelta di Sophie
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William Styron |
1990 |
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La scelta di Sophie |
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Sophie's Choice, 1980 |
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La "scelta" che condizionerà per sempre la vita della giovane polacca Sophie è la più atroce che possa toccare a una donna: decidere quale dei suoi due figli vivrà. A imporgliela, la crudeltà sadica dei nazisti ad Auschwitz. La "colpa" della cattolica Sophie, invece, è quella di essere sopravvissuta: una colpa che condivide con Nathan Landau, un ebreo americano con cui, nella New York del 1947, intreccia una relazione furibonda. Ne è testimone Stingo, un giovane aspirante scrittore arrivato a New York dalla Virginia. Un libro profondamente tragico e allo stesso tempo estremamente vivace e colorato, straripante di ironia, che esplora le mille contraddizioni dell'animo umano. |
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William Styron - Le Confessioni Di Nat Turner
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National Book Award Fiction Finalista |
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1968 |
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William Styron |
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Le Confessioni Di Nat Turner |
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Confessions of Nat Turner |
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Mondadori, 2014 |
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"Forse il lettore sarà spinto a trarre una morale da questo racconto, ma la mia unica intenzione è stata di ricreare un uomo e la sua epoca, e di produrre non tanto un "romanzo storico" quanto una meditazione sulla storia." Siamo nella Virginia del 1831, lo schiavo nero Nat Turner, in carcere, attende l'esecuzione capitale. A ritroso, con un linguaggio efficacissimo in cui si mescolano toni apocalittici e nostalgia di affetti perduti, Nat ripercorre le vicende che da schiavo benvoluto dai padroni lo hanno portato, fanatico angelo vendicatore, a guidare una cruenta rivolta di schiavi. Premiato col Pulitzer nel 1968, il romanzo fu però ostracizzato dagli intellettuali neri perché "scandalosamente razzista". Sulle critiche e sui violenti attacchi di cui fu oggetto riflette lo stesso Styron nella Postfazione, ribadendo che - come nel successivo "La scelta di Sophie" - il suo intento era attingere a storia e immaginazione per porsi e porre al lettore fondamentali quesiti sul rapporto tra bene e male, tra passato e presente, tra responsabilità individuale e necessità sociale. |
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William Styron - Un letto di tenebre
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National Book Award Fiction Finalista |
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1952 |
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William Styron |
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Un letto di tenebre |
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Lie Down in Darkness |
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Mondadori, 2021 |
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Chi è il responsabile del suicidio della giovane Peyton Loftis? Suo padre Milton, debole e alcolizzato, anche se legato a lei da un amore morboso? La madre Helen, chiusa nel suo sterile puritanesimo e nei suoi odi meschini? O Peyton stessa, lasciatasi andare a una folle spirale di autodistruzione? In lotta contro se stessi, alla ricerca dell'innocenza perduta, di un qualsiasi spiraglio di luce, Milton, Helen e Peyton Loftis sono al tempo stesso vittime e carnefici della stessa tragedia, la tragedia dell'uomo moderno che, in una soffocante cittadina degli Stati Uniti del Sud, può assumere le proporzioni di una catastrofe esistenziale. |
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William Styron - La scelta di Sophie
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National Book Award Fiction Vincitore edizione rilegata |
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1980 |
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William Styron |
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La scelta di Sophie |
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Sophie's Choice |
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Mondadori, 2014 |
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La "scelta" che condizionerà per sempre la vita della giovane polacca Sophie è la più atroce che possa toccare a una donna: decidere quale dei suoi due figli vivrà. A imporgliela, la crudeltà sadica dei nazisti ad Auschwitz. La "colpa" della cattolica Sophie, invece, è quella di essere sopravvissuta: una colpa che condivide con Nathan Landau, un ebreo americano con cui, nella New York del 1947, intreccia una relazione furibonda. Ne è testimone Stingo, un giovane aspirante scrittore arrivato a New York dalla Virginia. Un libro profondamente tragico e allo stesso tempo estremamente vivace e colorato, straripante di ironia, che esplora le mille contraddizioni dell'animo umano. Postfazione di Alessandro Piperno. |
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William Styron - Le confessioni di Nat Turner
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Vincitore |
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1968 |
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William Styron |
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Le confessioni di Nat Turner |
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The Confessions of Nat Turner, 1968 |
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Mondadori, 1997 |
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"Forse il lettore sarà spinto a trarre una morale da questo racconto, ma la mia unica intenzione è stata di ricreare un uomo e la sua epoca, e di produrre non tanto un "romanzo storico" quanto una meditazione sulla storia." Siamo nella Virginia del 1831, lo schiavo nero Nat Turner, in carcere, attende l'esecuzione capitale. A ritroso, con un linguaggio efficacissimo in cui si mescolano toni apocalittici e nostalgia di affetti perduti, Nat ripercorre le vicende che da schiavo benvoluto dai padroni lo hanno portato, fanatico angelo vendicatore, a guidare una cruenta rivolta di schiavi. Premiato col Pulitzer nel 1968, il romanzo fu però ostracizzato dagli intellettuali neri perché "scandalosamente razzista". Sulle critiche e sui violenti attacchi di cui fu oggetto riflette lo stesso Styron nella Postfazione, ribadendo che - come nel successivo "La scelta di Sophie" - il suo intento era attingere a storia e immaginazione per porsi e porre al lettore fondamentali quesiti sul rapporto tra bene e male, tra passato e presente, tra responsabilità individuale e necessità sociale. |
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