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Mark Ciabattari |
1992 |
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Sogni di un newyorkese immaginario chiamato Rizzoli |
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iabattari trabocca di brio in questo sguardo fantasioso e astutamente umoristico sulle giungle della più oscura Manhattan. Ventuno brevi 'sogni' o vignette introducono Rizzoli, un moderno uomo comune che cerca di fare il suo lavoro, conservando un briciolo di dignità, e, forse, trovare un po' di affetto. Ma la vita è dura nella grande città. ". |
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Mark Ciabattari - Sogni di un newyorkese immaginario chiamato Rizzoli
Antonio Franchini - Camerati: quattro novelle sul diventare grandi
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Antonio Franchini |
1992 |
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Camerati: quattro novelle sul diventare grandi |
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I ragazzini dodici-tredicenni che inseguono il pallone nelle pagine di "Camerati" hanno idee vaghe sulla politica, i partiti e le ideologie. Ma gli echi di quel mondo lontano li raggiungono lo stesso: attraverso genitori disamati, fratelli maggiori ammirati, ragazzi più grandi temuti. E uno slogan, un ragionamento orecchiato, un rancore, una rivalsa, un malessere bastano a farli schierare come su un campo di calcio. Quando arrivano le letture e la consapevolezza, i giochi sono già fatti, talvolta per un'inezia, e i destini segnati. In "Pagina Patrum", un differente "mondo lontano" è rappresentato da una lingua morta con la cui estraneità i ragazzi cercano di convivere, inserendola a forza nel giro dei propri riti quotidiani. Ne risulta una specie di misera mitologia, di epica futile e claustrofobica nella quale il gruppo si riconosce e si nobilita. Lo stesso succede per le chiacchiere degli adulti relegati nell'ufficio di "Esordio e raggiri", dove i rapporti di forza, le relazioni tra i vincenti, i perdenti, i protagonisti, le vittime e coloro che stanno a guardare non sono poi troppo diversi dai ruoli come si configurano per la prima volta in una classe. "Coblas capfinidas" è invece un'iniziazione alla letteratura e all'amore sempre in bilico tra il sublime e il ridicolo. Camerati (ma poteva essere anche "amici" o "compagni" o "colleghi") è un libro dove l'infanzia è crudele, l'adolescenza è goffa, la giovinezza vive tremendamente seria e la maturità sopravvive disingannata e immatura.. |
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Lino Carpinteri & Mariano Faraguna - Serbidiòla: Trieste in rima
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Lino Carpinteri & Mariano Faraguna |
1991 |
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Serbidiòla: Trieste in rima |
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Quando nelle scuole italiane dell'Austria-Ungheria i ragazzi cantavano in coro l'Inno dell'Impero, il primo verso del testo italiano “Serbi Dio l'Austriaco Regno” – si trasformava in assurdi e compatti gruppi sillabici, nonostante la distesa solennità della musica di Haydn: Seeerbidiòla-Ustriaco-Regno. Da quello snaturante candore infantile, indenne d'ogni tentazione irrispettosa, i triestini adulti erano stati pronti a mutuare un'unica, curiosa parola: Serbidiòla. E quello che seguiva non aveva più importanza... “Co' ierimo putei...”: è questo il più frequente fra gli incipit delle poesie raccolte nel presente volume. In dialetto triestino vale “quando eravamo ragazzi”. Rimanda dunque all'età favolosa in cui la città era ancora il grande porto ed emporio della Mitteleuropa, quando per andare in treno fino a Udine ci voleva il passaporto, “perché el defonto Impero no iera ancora morto". Carpinteri e Faraguna non sono abbastanza vecchi da ricordare quei tempi. Nelle loro irresistibili poesie, nate ascoltando vecchie storie narrate dagli ultimi testimoni della finis Austriae, e cresciute nella consuetudine con un genius loci bizzarro e impertinente e soprattutto ancor oggi vivo e vegeto, sanno tuttavia cogliere l'anima profonda, ancorché sorridente, della vecchia Trieste: un mondo ormai in cenere rievocato con affetto, con una “ironia piena di tenerezza", come ha scritto Natalia Ginzburg, capace di commuovere e di rallegrare. |
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Forrest Carter - Piccolo albero
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Forrest Carter |
1991 |
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Piccolo albero |
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The Education of Little Tree, 1976 |
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Siamo in Tennessee durante gli anni della Grande Depressione. Un orfano di cinque anni viene affidato ai nonni Cherokee. Da oggi vivrà sui monti, nella loro capanna tra i boschi. Da oggi il suo nome sarà Piccolo Albero. Grazie a loro, e agli amici che incontrerà, scoprirà i segreti della natura e della vita. Una prosa essenziale, vivida, altamente descrittiva e avvincente: la storia di Piccolo Albero è un invito a cogliere quanto di poetico c'è nella vita e ad ascoltare con rispetto la voce della natura. |
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Franco Cordelli - La mia America: antologia della letteratura americana dal 1945 a oggi
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Franco Cordelli |
1991 |
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La mia America: antologia della letteratura americana dal 1945 a oggi |
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Cinquant'anni fa, Elio Vittorini pubblicava la mitica antologia "Americana". Era un atto d'apertura a un mondo letterario tutto da scoprire e fu l'aurora di un rapporto fortemente marcato da gusti personali, dalla sensibilità, dalle passioni del curatore. Oggi che fra la cultura americana e quella nostra scorre un cospicuo e ininterrotto flusso di informazioni, Franco Cordelli fa liberamente il punto su una costellazione letteraria di cui il lettore italiano rischia di non poter contare più le stelle. |
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Pierre Riches - La Leggerezza della croce: Spunti di riflessione per spiriti impigriti ma di buona volontà
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Pierre Riches |
1991 |
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La Leggerezza della croce: Spunti di riflessione per spiriti impigriti ma di buona volontà |
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Un apologo buddista racconta di tre ciechi che si imbatterono in un elefante e cercarono di capire cos’era: uno toccò la proboscide, un altro il fianco, il terzo un orecchio. Il primo disse che l’elefante è come un albero di cocco, l’altro che è come un muro, il terzo che è come la foglia di una grande ninfea. Di fronte ai problemi dello spirito, l’uomo moderno si trova spesso in un simile imbarazzo e si ritrae, avvertendo oscuramente un che di pesante e ingombrante. Ma basta una luce amichevole per farci scoprire che anche una cosa di importanza enorme può essere riconosciuta nella sua vera essenza e vista nella sua unità, senza dover per questo rinunciare all’amore per la leggerezza. Anche una croce, paradossalmente, può essere leggera. Dio, la giustizia, la libertà, l’amore, il sesso, il concetto moderno di peccato, la possibilità di conciliare il pluralismo delle opinioni con il magistero della Chiesa, un confronto pacato con altre tradizioni religiose sono alcuni dei temi di riflessione proposti in questo libro da padre Riches, con lo stesso linguaggio semplice e sorridente che è già stato apprezzato dai molti lettori delle sue Note di catechismo per ignoranti colti. Pierre Riches, ebreo nato ad Alessandria d’Egitto e battezzato a Milano all’età di ventitré anni, ha studiato filosofia a Cambridge e teologia a Roma. Esperto del cardinale Tisserant al Concilio Vaticano II, è stato per vari anni parroco a Roma. Ha insegnato negli USA, in Pakistan, in Uganda, in Giappone.. |
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Giuseppe Sabino - Il decamerone popolare
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Giuseppe Sabino |
1991 |
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Il decamerone popolare |
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Ha collaborato con l’Istituto di Storia delle Tradizioni popolari dell’Università di Salerno. Ha all’attivo diverse pubblicazioni letterarie di successo. Fra queste ricordiamo Il Decamerone popolare (Leonardo), che ha raggiunto il secondo posto nelle classifiche nazionali di vendita e La prima volta, (Mondadori) dove ha conseguito il quattordicesimo posto. |
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Mohamed Bouchane - Chiamatemi Alì
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Mohamed Bouchane |
1991 |
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Chiamatemi Alì |
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Mohamed, uno studente marocchino di ventiquattro anni, lascia la famiglia, gli amici, gli studi per cercare fortuna in Italia. E annota su un diario la sua esperienza di emigrante. Una volta giunto a Milano, che per lui è "la città di Gullit", continua a scrivere, ogni sera, le proprie impressioni, il racconto delle cose che gli sono capitate e delle persone che ha conosciuto. Non è una vita facile quella che Mohamed ha trovato in questa nuova città. I giorni passano lenti, la ricerca di un impiego è sempre la preoccupazione principale, e tutto è precario, improbabile, ingrato: come le nottate trascorse dentro automobili abbandonate o negli scompartimenti dei treni fermi alla stazione, gli interventi della polizia, gli ostacoli della macchina burocratica, lo squallore dei dormitori pubblici, l'umiliante routine dei lavori improvvisati... A sorreggere moralmente Mohamed è soprattutto, se non esclusivamente, la sua fede. Le prime parole delle pagine del diario sono: "Nel nome di Allah Clemente e Misericordioso"; e la fede è anche consapevolezza di una precisa identità culturale vissuta con orgoglio. Nel quotidiano, lacerante confronto con un altro stile di vita, con un'altra civiltà, si fa strada la percezione di una differenza e, con essa, la necessità di salvaguardare la propria dignità di uomo. |
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Franco Ferrucci - Il cappello di Panama
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Franco Ferrucci |
1991 |
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Il cappello di Panama |
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Laureato presso l'Università di Pavia, è stato professore di Italiano alla Rutgers University. È stato autore di numerosi saggi di critica letteraria ed estetica, e di alcuni romanzi. Nel 1973 ha vinto il primo premio al Premio Nazionale Letterario Pisa per la Narrativa inedita. Nel 1987 ha vinto il Premio Grinzane Cavour per il suo libro Il mondo creato, edito da Mondadori. Fu anche traduttore di opere significative come la Storia della follia nell'età classica di Michel Foucault (Rizzoli, 1963) o Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde (Einaudi, 1996). |
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Giordano Bruno Guerri - L'arcitaliano: vita di Curzio Malaparte
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Giordano Bruno Guerri |
1991 |
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L'arcitaliano: vita di Curzio Malaparte |
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Curzio Malaparte per molto tempo dovette scontare la reputazione di sfrenato avventuriere. E in effetti la sua vita può essere a buon titolo considerata romanzesca: soldato, uomo politico, scrittore di fama, coinvolto in un turbine di amori, duelli, scandali e non meglio chiariti rapporti con il potere. Fascista, venne fatto confinare da Balbo e liberare da Ciano; comunista, venne protetto da Togliatti, nonostante lo sferzante giudizio di Gramsci; luterano e anticlericale, gli venne attribuita una misteriosa conversione. Oggi i suoi eccessi rientrano in quello che si definisce "intellettuale d'intervento", figura di cui è stato senza dubbio precursore. |
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Christoph Ransmayr - Gli orrori dei ghiacci
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Christoph Ransmayr |
1991 |
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Gli orrori dei ghiacci |
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Die Schrecken des Eises und der Finsternis, 1984 |
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Nel 1872 la corte austro-ungarica finanzia una spedizione artica che ha il compito di rintracciare il leggendario passaggio a nord-est, un varco tra i ghiacci dell'Artico che consentirebbe di raggiungere l'Oriente. Al comando della pericolosa avventura che ha già fatto diverse vittime sono due giovani e ambiziosi ufficiali: Julius von Payer e Carl Weyprecht. Con loro si imbarcano i ventidue membri dell'equipaggio, i marinai perlopiù triestini o dalmati, i due alpinisti e cacciatori tirolesi Johann Mailer e Alexander Klotz,e l'arpioniere norvegese Elling Carlsen.Tutti a bordo dell'Admiral Tegetthoft salpano dal porto norvegese di Tromso, ma già dopo un mese la nave è incagliata a nord dell'isola di Novaja Zemlja. L'equipaggio deve così affrontare l'orrore della notte artica, sei freddissimi mesi senza luce, in balia della deriva della banchina e degli orsi polari. L'Artico li avvolge nella sua morsa e rivela il suo fascino mortale, la forza della creazione sotto forma di desolazione, freddo e gelo. Quindi, assieme ai raggi del sole, torna la speranza, ma la nave comunque non può più fare vela verso casa. Approdati sulla terraferma, trascorrono un secondo inverno, ancora più duro, poi di nuovo splende il sole... |
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Barbara Pym - Donne eccellenti
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Barbara Pym |
1991 |
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Donne eccellenti |
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Excellent Women, 1952 |
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Un bell’uomo un po’ sciocco segretamente ammirato da una donna che del proprio non avere speranza non solo non si cruccia, ma addirittura ne fa un punto di forza; un ecclesiastico in balia delle circostanze; un antropologo terribilmente impegnato nelle sue ricerche, probabilmente inutili e che nell’altro sesso cerca, come del resto tutti i maschi, solo una donna eccellente, disposta a semplificargli la vita: Donne eccellenti è un Pym tipico. Il libro, oltre a essere uno dei romanzi più famosi dell’autrice, è una commedia romantica che suggerisce in modo molto poco romantico che forse il matrimonio non è la meta sognata da tutte le donne. Lo spirito e l’indipendenza di Mildred non solo sovvertono lo stereotipo delle “donne eccellenti” come persone noiose, ma fanno anche pensare che la loro vita sia piena in modo del tutto soddisfacente. Ambientato nella Londra postbellica, una città ancora alle prese con gli edifici devastati dai bombardamenti, l’inizio del femminismo e la fine del colonialismo, il romanzo offre attraverso un umorismo derisorio e leggermente perfido una critica sociale che al tempo stesso illumina e intrattiene. |
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Furio Colombo - Scene da una vittoria
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Furio Colombo |
1991 |
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Scene da una vittoria |
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Una riflessione in tempo reale, giorno per giorno, ora per ora, sulla crisi del Golfo vista e vissuta con gli americani. La narrazione continua dell'ansia, della paura, della tensione, del disagio e poi del sollievo per la fine inaspettatamente rapida del conflitto. Un fitto e teso dialogo con i protagonisti di quegli eventi, incontrati personalmente o attraverso lo schermo sempre acceso della televisione. Inoltre, un continuo, febbrile contatto con l'Italia, dove l'opinione si lacera, si alzano voci dure, compaiono, dentro il fiume del pacifismo, invocazioni alla distruzione di Israele, scene di odio verso gli Stati Uniti, di sostegno per l'Iraq; e si accende anche un dibattito grande e appassionato sulla "guerra giusta", "la guerra possibile” e - per la prima volta nella cultura italiana sia cattolica sia postmarxista - sulla nonviolenza. Che cos'è la “guerra giusta” nella visione di intellettuali americani come Michael Walzer, di militanti al di sopra di ogni sospetto come Joan Baez e Andrew Young, l'uomo più vicino a Martin Luther King? Come vivono il conflitto le varie correnti di opinione internazionali ora che la guerra è reale? Qual è la posizione del papa? Com'è vissuto il dramma di Israele, un popolo neutrale minacciato di essere sterminato con le armi chimiche per la seconda volta in un secolo?. |
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