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Vincitore 1982 |
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Carlo Castellaneta |
1982 |
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Un'infanzia italiana |
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Mursia |
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"Un'infanzia italiana"
di Carlo Castellaneta è un libro piuttosto serio, nonostante sia stato adattato
come lettura per i giovani. È, infatti, l'autobiografia dell'infanzia
dell'autore vissuta tra gli anni '30 e '40 in una Milano completamente diversa
da quella attuale. Egli dunque cerca di ricordare i momenti che hanno veramente
segnato la sua gioventù, come la nascita dei tre fratellini, la scuola e, nell'ultima
parte, l'inizio della guerra. |
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Carlo Castellaneta - Un'infanzia italiana
Carlo Castellaneta - Gli incantesimi
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Carlo Castellaneta |
Gli incantesimi |
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finalista 1968 |
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Rizzoli, 1968 |
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Il protagonista di questo romanzo, un giornalista inviato di un settimanale, vive a Milano ma trascorre quasi senza sosta da un aeroporto a un continente, da una camera d'albergo a una stazione ferroviaria, nei vagabondaggi imposti dalla professione o negli spiragli di brevi vacanze. La nota dominante - ora dolce, ora tenebrosa, ora ossessiva - è Giovanna, la donna il cui segreto rimarrà incognito fino all'ultimo. Giovanna è la mediatrice e spesso l'attrice di evocazioni, fantasticherie, incantesimi immagini sradicate dal limbo della memoria. Una folla di interrogativi affiora giorno per giorno. Chi è Giovanna? E che senso ha il passato che ognuno di noi ha dietro le spalle? Ed ecco che le ragioni della Storia si intrecciano ai moventi sentimentali. Come in un gioco di prestigio, da una sensazione scocca un ricordo, un'invenzione, un'allegoria. Una corsa in autostrada risuscita le Cinque Giornate o la peste di Milano, in un delirio lucido e spietato che attinge all'erotismo o atla tortura, o a poetici episodi della vita del padre. Dove comincia e dove finisce la nostra storia? Amore e disamore, furore e solitudine si inseguono in queste pagine, sulle quali giganteggia, simile a un'apparizione onirica, la figura del padre. Ma c'è anche, nel romanzo, una ulteriore proposta: quella di un rapporto d'amore diverso e più alto, fondato non più sulla sicurezza dei sentimenti, ma sull'incertezza e sul dubbio. Quando siamo innamorati, ogni minimo evento della nostra giornata diventa illuminante. Dunque - sembra dirci questa vicenda - quale modo più duraturo che immaginare l'essere amato sotto le più diverse spoglie? |
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Carlo Castellaneta - La paloma
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Carlo Castellaneta |
La paloma |
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Candidato 1972 |
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(Edizione Rizzoli, 1993) |
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Un romanzo ispirato dalla strage nella Banca dell'Agricoltura di Milano, del12 dicembre 1969. La vicenda ruota attorno alla figura di Pietro in cuil'autore ha voluto tracciare non il ritratto dell'anarchico Giuseppe Pinelli,ma quello di "un uomo del suo stampo, della sua stessa estrazione... unutopista". |
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Carlo Castellaneta - La dolce compagna
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Carlo Castellaneta |
La dolce compagna |
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Candidato 1970 |
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(Edizione Rizzoli, 1980) |
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«I due momenti, quello del narrator tecnicamente agguerrito, capace di conquistare l'interesse del lettore, e quello che attraverso la trama dei fatti fa trasparire i trasalimenti di un'inquietudine quasi religiosa, convivono in «La dolce compagna»; e, anzi, il romanzo è costruito, strutturato, nel loro continuo contrappunto. Ci sono in queste pagine tutti gli elementi di una cronaca cittadina e borghese perfettamente riconoscibile, ricostruita per frammenti allusivi e realistici al tempo stesso: la coppia di intellettuali (dottoressa psicanalista lei, scrittore affermato ma un po' in difficoltà lui), il loro «entourage» di amici disinvolti, pettegoli, in apparenza autosufficienti, e nel profondo insicuri, minacciati d'inconsistenza; e infine, quasi grumo tremendo di «diversità» in questo universo borghese, la ragazza Miria, una furente passione, carnale, un amore fiammeggiante, fulmineo e breve come una lingua di fuoco, la ragazza Miria che si uccide per amore. Ma, di fronte allo scorrere febbrile e un po' insensato di questa cronaca, sta, onnipresente, in agguato, insinuante, spavalda, protettrice e implacabile, l'ombra della morte; la quale è, appunto, «la dolce compagna». Questo dice il romanzo: il non senso del vivere è il riverbero del non-senso della morte. Solo accettando senza terrore e senza esorcismi l'idea della morte, la vita cesserà di essere un incubo, un sogno angoscioso...» |
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