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Christine Leunens - Come semi d'autunno


 

  # 17

Christine Leunens

Come semi d'autunno

Caging Skies, 2004

 

Meridiano Zero, 2006

 

“Il grosso pericolo delle menzogne è che diventano reali nella mente degli altri. Sfuggono al controllo come semi liberati nel vento, che germogliano per conto proprio nei posti più impensati…” Vienna, seconda guerra mondiale. Johannes è un ragazzo timido, sedotto improvvisamente dal fascino del Führer. I suoi genitori, però, non condividono la stessa fede politica, e a sua insaputa stanno ospitando nella soffitta di casa Elsa, una giovane ebrea. Quando Johannes, rimasto nel frattempo sfigurato da un’esplosione, la scopre, incomincia a spiarla ma finisce per innamorarsene. Elsa, costretta in quella soffitta, dipinge e sogna a occhi aperti guardando un angolo di cielo dalla finestra. Tra i due si instaura una sorta di ‘gioco amoroso’, fatto di dialoghi e silenzi, gesti d’affetto e scontri d’opinione, ma anche di dispetti e bugie, in un continuo ribaltamento della posizione: Elsa è fisicamente prigioniera del suo nascondiglio e delle attenzioni di Johannes, ma con la mente è libera di viaggiare; lui invece, che è libero, si scopre sempre più prigioniero della sua ossessione per lei. Improvvisamente la guerra finisce, Vienna si trasforma, i simboli del Reich vengono rimossi, la città viene spartita in quattro, gli occupanti danno vita a una nuova, baldanzosa invasione. Johannes capisce che, sconfitto il nazismo, Elsa non ha più motivo di rimanere lì. E allora decide che, se vuole trattenerla, non deve farle sapere la verità… “Come semi d’autunno” racconta l’inesauribile fertilità della bugia, ma anche il punto fino a cui può spingersi la volontà di possesso nascosta nell’amore, e lo fa con uno stile ironico, pungente, pronto a cambiare repentinamente prospettiva per offrirci un nuovo scorcio di verità. 

 



Christine Leunens - Uomini da mangiare


 

  # 3

Christine Leunens

Uomini da mangiare

Primordial Soup, 1999

 

Meridiano Zero, 2003

 

Rinchiusa nella dispensa, la piccola Kate fissa con astio le ombre dei prosciutti appesi. Sua madre, un’irascibile vedova lituana, la rinchiude lì per costringerla ad abbandonare la sua innata avversione per il cibo. Nella penombra maleodorante di umidità e cipolle, Kate strizza forte gli occhi finché il buio comincia a respirare e a muoversi come una nuvola di farfalle: le tenebre sono vive, e danzano per lei. Nell’oscurità riesce a sentire il battito del suo cuore e può abbandonarsi a complicate fantasie. La mente di Kate è fervida e impaziente, ma nessuno si preoccupa di rispondere alle sue domande sul mondo, e così lei si crea delle idee tutte sue su quello che gli uomini e le donne fanno quando sono soli. Gli innamorati si mangiano. Affamati gli uni degli altri si staccano morsi di frutti proibiti che crescono sotto i loro vestiti. Per questo Kate ha paura di mangiare. I suoi occhi sgranati una volta hanno visto un uomo e una donna preda della passione: si consumavano a vicenda sulle lenzuola di un letto, come se fosse una tavola apparecchiata. C’è un’intera cosmogonia nel mondo di Kate: forse tutto l’universo è commestibile. Forse mangiare ed essere mangiati è il solo prodigioso modo di perpetrare la vita. Ma è nel giorno della sua prima comunione che tutto le appare finalmente chiaro. Sentendo sciogliersi in bocca quel fragile velo di pane, Kate inizia per la prima volta ad aver fame; proprio quando il suo corpo sta diventando quello di una donna e l’adolescenza la sospinge verso i segreti chiusi nelle bocche degli adulti. Christine Leunens, penna ironica e torrenziale, dà vita a un trasgressivo romanzo di formazione, in cui le metafore dell’inconscio si materializzano, si condensano e restituiscono intatte le nostre tentazioni primordiali.