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Daniele Del Giudice |
Mania |
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Vincitore narrativa italiana 1998 |
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Einaudi, 2004 |
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Sei storie e sei mondi dell’immaginario d’oggi che preme per farsi azione. È cosí che un brano di musica perduto nell’etere costituisce il movente per un omicidio senza assassino; violare la morte diventa ammissibile in virtú della seduzione del discorso; in una novella lanciata in Rete il racconto preciso e spietato di una lotta corpo a corpo travalica la finzione e diviene sperimentazione diretta del Male; una canagliesca notte napoletana precipita nella geometria senza scampo di una macchina da sepoltura; e un’antica fortezza convoca corpi in battaglia nell’epoca della pura virtualità. Mania, dunque, come demone che sconvolge la mente, come vocazione, intimazione al proprio destino, ma anche forma dei sentimenti piú radicati e misteriosi, modo estremo della conoscenza. Nella narrazione di Del Giudice la scrittura governa una storia in cui primi a essere coinvolti – a tenere il fiato sospeso – sono il narratore e il lettore, pedine della suspense, eroi del desiderio e della scommessa con se stessi. |
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Daniele Del Giudice - Mania
Daniele Del Giudice - Lo stadio di Wimbledon
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Daniele Del Giudice |
Lo stadio di Wimbledon |
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Vincitore Opera prima narrativa 1983 |
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Einaudi, 1983 |
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Il protagonista dello Stadio di Wimbledon, – primo romanzo di Del Giudice – è un giovane che si mette sulle tracce di un certo personaggio, amico di Saba e Montale e incontra le persone che lo conobbero, reticenti o evasivi custodi di un mistero. Di lui rimane soltanto un’invincibile fascinazione e nessun libro. Trieste, dove il viaggio comincia per terminare a Londra, riserva sorprese e il silenzio di una vita trascorsa nonostante la letteratura. La ricerca è difficile, attraversa luoghi e persone, donne che vengono dalla poesia come Gerti e Ljuba e uomini della memoria e del sogno. L’autore narra con ritmo lento e avvolgente, descrivendo il qui e l’adesso ma lasciando immaginare un altrove lontano e magico, come in certe pagine di Handke o in certe immagini di Wenders. Arrivare al centro dell’esistenza di quell’uomo sfuggente, che preferì la vita alla letteratura, vorrà dire per il viaggiatore aver scoperto una rinata possibilità di guardare e raccontare il mondo (novità subito colta dalla critica), partire dalla rinuncia al libro per giungere a un romanzo, quello che il lettore ha ora tra le mani, toccando il nodo di una realtà fluttuante, fatta di sospensioni e accelerazioni, di interrogazioni che provocano altre interrogazioni. |
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Daniele Del Giudice - Staccando l'ombra da terra
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Daniele Del Giudice |
Staccando l'ombra da terra |
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Vincitore 1995 |
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Einaudi, 1994 |
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Può accadere un giorno di dover volare da soli, e di perdersi come ci si perde nella vita, Sarà necessario allora conoscere l'entità dell'errore, bilanciarsi tra istinto e manovre, vertigine ed equilibrio, In questo spazio si muovono le figure di Staccando l'ombra da terra: Bruno, che è il sapere del volo; l'anziano che racconta la sua storia di aerosilurante; piloti vivi o scomparsi; il protagonista narrato dal suo doppio, E l'aeroplano, unico testimone nelle pagine su Ustica. Chi narra è sempre in una posizione estrema, obbligato a fare ogni volta il punto su se stesso, come richiede il sapere aeronautico ma anche quello di un antico andare, della navigazione e della peripezia attraverso il mondo, che si fanno qui caldo e appassionato racconto. Ma la parola, come il volo o la vita, racchiude in sé un lato di non detto, percorso vergine dove ognuno calca la propria impronta come in un manuale dell'esistenza, in una personale meteorologia. |
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Daniele Del Giudice - Mania
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Daniele Del Giudice |
Mania |
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finalista 1997 |
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Einaudi, 1997 |
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In una Edimburgo notturna e piena di voci, un uomo insegue il filo di una musica ascoltata per caso, e mai più ritrovata. Quella musica porta alla coscienza l'azione che deve compiere, e che lo attrae e atterrisce al tempo stesso. Il protagonista deve uccidere, questa è la sua azione: dovrà individuare il luogo e la vittima, come fossero una necessità, una chiamata... Questa è la trama dell'"Orecchio assoluto", il primo dei sei racconti che compongono il nuovo libro di Del Giudice, esempio di quel tipo di affabulazione fatta di conoscenza e mistero, passione e intuizione. |
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Daniele Del Giudice - Staccando l'ombra da terra
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Daniele Del Giudice |
Staccando l'ombra da terra |
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finalista 1995 |
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Einaudi, 2006 |
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Può accadere un giorno di dover volare da soli, e di perdersi come ci si perde nella vita, Sarà necessario allora conoscere l'entità dell'errore, bilanciarsi tra istinto e manovre, vertigine ed equilibrio, In questo spazio si muovono le figure di Staccando l'ombra da terra: Bruno, che è il sapere del volo; l'anziano che racconta la sua storia di aerosilurante; piloti vivi o scomparsi; il protagonista narrato dal suo doppio, E l'aeroplano, unico testimone nelle pagine su Ustica. Chi narra è sempre in una posizione estrema, obbligato a fare ogni volta il punto su se stesso, come richiede il sapere aeronautico ma anche quello di un antico andare, della navigazione e della peripezia attraverso il mondo, che si fanno qui caldo e appassionato racconto. Ma la parola, come il volo o la vita, racchiude in sé un lato di non detto, percorso vergine dove ognuno calca la propria impronta come in un manuale dell'esistenza, in una personale meteorologia. |
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