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Enzo Siciliano - La principessa e l'antiquario


Enzo Siciliano

La principessa e l'antiquario

Vincitore narrativa 1981

Rizzoli, 1980

 

Dalle pagine ingiallite di un manoscritto settecentesco ritrovato da un antiquario affiora la storia di un giovane cavaliere tedesco che, inviato a Roma sulle tracce di una principessa, compie il suo apprendistato erotico e culturale nella Roma papalina alla vigilia dei furori rivoluzionari. Un romanzo storico di straordinaria forza evocativa.

 


Enzo Siciliano - Carta blu


Enzo Siciliano

Carta blu

finalista 1992

Mondadori, 1992

 

Carta blu, la carta da pacchi, la carta con cui si foderavano i quaderni di scuola: anni Quaranta, anni Cinquanta. Un giorno, ma oggi, avvolto in un foglio di carta blu, a uno scrittore ormai votatosi per delusione alla critica d’arte, padre di un pittore, arriva un pacchetto inviato da in misterioso mittente. Facile la scoperta che la mittente è la moglie di un amico di giovinezza: Umberto, conosciuto casualmente, poco meno di quarant'anni prima all'università, per i corridoi della facoltà di lettere. Giovanissimo pittore, Umberto si era lanciato in ardita avanscoperta, sull'informale e sul materico. Oggi però é scomparso, e ha fatto in modo di lasciare a lui, all'amico di un tempo, l'amico di entusiasmanti e anche dolorose avventure intellettuali, quel pacchetto di memorie e delusioni, il cui contenuto é intera materia di romanzo. Carta blu di Enzo Siciliano, non è però soltanto una storia di memorie. Casomai è il romanzo di una resistenza al ricordo, e dei modi in cui ciò che di noi abbiamo voluto seppellire e dimenticare, torna a possederci di nuovo. Tuttavia é la vita a prendere fiammeggiante rilievo in Carta blu: gli amori, il sesso, anche il piacere della pittura, della musica, del jazz, o la scoperta di come amaramente si condensi dentro di noi la conoscenza delle nostre ferite, le ferite sofferte nei rapporti affettivi, fra una madre è un figlio, nel passato, nel pieno della guerra, o nel presente, in questo presente dove tutto sembra facile e conoscibile, tra un padre e un figlio. Ma Carta blu è anche il romanzo di quegli anni che molti giovani, fra cinquanta e sessanta, hanno vissuto scoprendo ciò che appariva con volto lusinghiero, una nuova maniera di convivere, di essere, di esprimersi. Accadde con il '56 che il comunismo svelasse a quei giovani il proprio volto brutale: Siciliano lo racconta con la pietà che il tempo richiede. Il romanzo di quella generazione che ha vissuto la propria formazione nel momento delle "grandi speranze" in un clima incandescente, povero, entusiasta e vitale. Con la leggerezza e il fascino di uno stile che tutto rende tangibile, tutto trascina in una trasparente visibilità, Enzo Siciliano, sempre più partecipe di quella tradizione che il romanzo che ha James e Forster quali punti di forza, ci avvicina con piena maturità di mezzi agli eterni temi dell'amicizia, dell'amore, della paternità, facendo della storia una tela dai colori vivi e indimenticabili.

 

Enzo Siciliano - La principessa e l'antiquario





Enzo Siciliano

La principessa e l'antiquario

Candidato 1981

(Edizione Rizzoli, 1980)

 

E' il romanzo di un apprendistato culturale ed erotico in cui maestra è una città che ha l'uguale, la Roma fine Settecento con i suoi nobili e i suoi prelati, le sue cortigiane e le sue spie: una carnevalesca necropoli con i suoi monumenti e le sue suburre che hanno insieme attraversato i secoli. Le voci narranti sono due: quella dello scrittore del manoscritto, che si trova alla fine tra le sue mani solo le impalpabili immagini del sogno, e quella del giovane Hugo, inviato a Roma dalle lontane brume del Nord per rintracciare la bellissima Marianne, figlia del suo principe e andata sposa a un nobile romano. Ma prima di raggiungere la meta Hugo deve farsi "inghiottire" dalla città, deve lasciarsi sedurre dalle sue evanescenti apparizioni e perdersi, forse per sempre, nelle spire della sua follia.

 

 



Enzo Siciliano - Rosa pazza (e disperata)





Enzo Siciliano

Rosa pazza (e disperata)

Candidato 1973

(Edizione Garzanti, 1973)

 

Enzo Siciliano è entrato nella narrativa nuova italiana con i Racconti ambigui. Titolo non messo a caso da uno scrittore che è anche un critico acuto: pure Rosa (pazza e disperata) si svolge sotto il segno dell'ambiguità, che in tempi di sfacelo delle certezze rimane l'ultimo ancoraggio. L'ambiguità è del genere e dei personaggi, in una fusione tanto più riuscita quanto più cangiante. Va bene, si tratta di un romanzo, ma potrebbe trattarsi del treatment d'un film, però d'un film (ecco un'ambiguità nell'ambiguità) che guardasse con nostalgia alla gran libertà, alla follia inebriante del melodramma. E il titolo è già una chiave. Ma poi, che cosa potrebbe immaginarsi di più ambiguo di Rosa, e del suo marito, e soprattutto del suo amante? E il tempo, così deliziosamente ambiguo anch'esso, nei suoi colori scenografici infiammati o abbuiati dalle luci dell'abilissimo elettricista-autore: è quello d'oggi, o di ieri, o dell'altrieri? In tale continuo trascolorare vibrante d'ambienti e di personaggi, le azioni, ora dolcissime ora terribili, hanno la logica non meschina ma volante, s'è detto, del teatro per musica. Con il pedale continuo, lievissimo, dell'ironia, a sostenere le grandi arie, i recitativi, le cabalette. Ad ogni modo, se di melodramma si può parlare, si deve intendere prewagneriano e post: Siciliano non perde tempo e la sua Rosa (pazza e disperata) non naufraga in indugi descrittivo-sonori, prende il via e non si ferma, irrevocabilmente, che al suo fatale concludersi.

 

 



Enzo Siciliano - I bei momenti




Enzo Siciliano

I bei momenti

Vincitore 1998

(Edizione Mondadori, 1998)

 

'I bei momenti' sono quelli vissuti da Mozart e da chi gli stava vicino nel periodo che va dal suo matrimonio con Costanze Weber alla morte, e che tutti coloro che gli sono sopravvissuti cercano di ricreare a distanza di molti anni. Il romanzo si svolge infatti nel 1829, quando due coniugi inglesi, i signori Novello, vanno a trovare la vedova e la cognata di Mozart per raccogliere informazioni utili a scriverne la biografia. E sono proprio queste due donne, Costanze e Aloisia, e il marito di lei, Joseph Lange, che ancora a più di trent’anni di distanza dalla morte di Mozart, continuano a mantenere in seno “la memoria di quel bene”. I protagonisti del romanzo sono sicuramente Mozart e la sua musica, visti nel momento di maggiore creatività, quando la qualità compositiva raggiunge il suo apice sconvolgendo per novità e invenzione le abitudini e i gusti del mondo musicale austriaco e non solo di quello. Ma si parla anche della nostalgia che ciascuno ha della propria giovinezza, del periodo in cui tutto è possibile, ogni strada aperta, ogni difficoltà apparentemente superabile. E anche della nostalgia che molti potevano avere di quell’epoca, quella dell’Europa di fine Settecento, così diversa e distante dagli anni della Restaurazione, in cui è ambientato l’incontro con i Novello. Se i personaggi sono presi dalla realtà, molto di ciò che si incontra nelle pagine del romanzo è invenzione della fantasia anche quando prende le sembianze del documento e della testimonianza.