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Vincitore 1996 |
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Guido Petter |
1995 |
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Ci chiamavano banditi |
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Giunti |
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Le vicende della guerra partigiana raccontate in prima persona da Guido Petter, salito cinquant'anni fa sui monti della Valdossola con le sue speranze, i suoi ideali, i suoi dubbi. Lui ha diciassette anni e cerca i partigiani nella Valdossola, con una pistolina che sembra quella di Buffalo Bill. Vuole stare con loro, dalla parte giusta, contro i neri, i fascisti. Ci riesce. Gli danno subito un fucile e, insieme, una gran voglia di scappare, ma lui non scappa. Si sceglie un nome di battaglia che in latino vuol dire Nessuno - come Ulisse con Polifemo - e ci racconta tutta la sua storia, da cima a fondo, senza fare mai finta che la guerra sia una bella cosa. Perché questa è una storia vera... Le vicende della guerra partigiana raccontate in prima persona dallo stesso autore, salito cinquant'anni fa sui monti della Valdossola con le sue speranze, i suoi ideali, i suoi dubbi. Riconoscimenti: Finalista Premio Castello 1995, Finalista Premio Lunigiana 1995, Vincitore Premio Bancarellino 1996, Vincitore Premio Asola 1997. |
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Guido Petter - Ci chiamavano banditi
Guido Petter - Il bambino va a scuola

Aiutarlo a crescere: un impegno comune per insegnanti e genitori
Quaderni e matite colorate, l'emozione dell'incontro con le maestre e con altri bambini: arriva il primo giorno di scuola tanto atteso ma talvolta anche temuto. I bambini escono per la prima volta dal mondo protetto e sicuro della famiglia per trovarne un altro, nuovo e variegato, che occuperà una parte importantissima della loro esperienza infantile. Ma in che modo può la scuola, fin dai primi anni, essere parte essenziale di un autentico percorso formativo per ogni bambino? L'autore di questo volume, voce autorevole della psicologia evolutiva italiana, ripercorre tutte le tappe del cammino scolastico, a volte facile e sereno, a volte impervio e faticoso, dalla scuola dell'infanzia sino alla fine di quella elementare. Soffermandosi sui passaggi fondamentali dello sviluppo cognitivo, affettivo, sociale e morale dell'età infantile, si rivolge in particolare agli insegnanti - cui fornisce efficaci elementi didattici - e ai genitori, perché possano collaborare con la scuola per far vivere al meglio al proprio bambino l'avventura del crescere e dell'imparare.

