




Televisione, giochi al computer, internet, cellulari. Sono i nuovi parco-giochi della maggior parte dei teenager che, secondo i dati più recenti, trascorrono di media più di 5 ore al giorno usando qualche strumento di comunicazione. Ma qual è il ruolo dei giovani teleutenti in questo nuovo ambiente dei mezzi di comunicazione di massa? Quali possono essere le loro reazioni di fronte alle notizie dei telegiornali o alle scene di violenza simulate nei film o nei video-giochi? E cosa fanno veramente i ragazzi quando sono collegati alla rete? L'autore analizza tutti gli aspetti di questo nuovo scenario che influenza la vita sociale ed affettiva di bambini e adolescenti, ne mostra i limiti e i rischi e si interroga infine su cosa possono fare la scuola e i genitori perché i ragazzi siano protetti ed informati.

Quaderni e matite colorate, l'emozione dell'incontro con le maestre e con altri bambini: arriva il primo giorno di scuola tanto atteso ma talvolta anche temuto. I bambini escono per la prima volta dal mondo protetto e sicuro della famiglia per trovarne un altro, nuovo e variegato, che occuperà una parte importantissima della loro esperienza infantile. Ma in che modo può la scuola, fin dai primi anni, essere parte essenziale di un autentico percorso formativo per ogni bambino? L'autore di questo volume, voce autorevole della psicologia evolutiva italiana, ripercorre tutte le tappe del cammino scolastico, a volte facile e sereno, a volte impervio e faticoso, dalla scuola dell'infanzia sino alla fine di quella elementare. Soffermandosi sui passaggi fondamentali dello sviluppo cognitivo, affettivo, sociale e morale dell'età infantile, si rivolge in particolare agli insegnanti - cui fornisce efficaci elementi didattici - e ai genitori, perché possano collaborare con la scuola per far vivere al meglio al proprio bambino l'avventura del crescere e dell'imparare.

Bambini sempre irrequieti, incapaci di mantenere l'attenzione e di controllare l'impulsività, non tollerano regole né attese e sfuggono continuamente al controllo degli adulti. Spesso di fronte a questi comportamenti genitori ed insegnanti si spazientiscono e attribuiscono al bambino o a se stessi colpe inesistenti. La causa di tutto ciò non è un'educazione inadeguata, e la soluzione a questo problema non passa per rimproveri e punizioni. Si tratta infatti di bambini che soffrono del "Disturbo da deficit di attenzione e iperattività", diagnosi recente di un vero e proprio problema dell'età evolutiva. Nel volume, un'ampia parte del quale è dedicata ai genitori e agli insegnanti, figure fondamentali per un percorso terapeutico che giunga a buon fine, si definiscono tutte le caratteristiche cliniche del disturbo, per poi illustrare con chiarezza quali terapie e quali trattamenti possono condurre il bambino e la sua famiglia verso un'esistenza più serena.