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J. G. Ballard |
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Il condominio |
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High Rise |
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Feltrinelli, 2014 |
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Un elegante condominio in una zona residenziale, costruito secondo le più avanzate tecnologie, è in grado di garantire l'isolamento ai suoi residenti ma si dimostrerà incapace di difenderli. Il grattacielo londinese di vetro e cemento, alto quaranta piani e dotato di mille appartamenti, è il teatro della generale ricaduta nella barbarie di un'intera classe sociale emergente. Viene a mancare l'elettricità ed è la fine della civiltà, la metamorfosi da paradiso a inferno, la nascita di clan rivali, il via libera a massacri e violenza. Il condominio, con i piani inferiori destinati alle classi inferiori, e dove via via che si sale in altezza si sale di gerarchia sociale, si trasforma in una prigione per i condomini che, costretti a lottare per sopravvivere, danno libero sfogo a un'incontenibile e primordiale ferocia. "Era trascorso qualche tempo e, seduto sul balcone a mangiare il cane, il dottor Robert Laing rifletteva sui singolari avvenimenti verificatisi in quell'immenso condominio, nei tre mesi precedenti. Ora che tutto era tornato alla normalità, si rendeva conto con sorpresa che non c'era stato un inizio evidente, un momento al di là del quale le loro vite erano entrate in una dimensione chiaramente più sinistra. Con i suoi quaranta piani e le migliaia di appartamenti, il supermarket e le piscine, la banca e la scuola materna – ora in stato di abbandono, per la verità – il grattacielo poteva offrire occasioni di scontro e violenza in abbondanza." |
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J. G. Ballard - Condominium - Il condominio
J. G. Ballard - Il giorno della creazione
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J. G. Ballard |
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Il giorno della creazione |
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The Day of Creation |
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Rizzoli, 1988 |
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Port-la-Nouvelle: una sperduta e insignificante cittadina situata nella Repubblica Centrafricana, ai confini tra il Ciad e il Sudan, sconvolta da una lotta feroce, ma priva di qualsiasi logica o significato apparente, tra truppe governative e guerriglieri. È in questa località dimenticata dal mondo, malata e impoverita, che giunge il dottor Mallory, un medico con alle spalle una vita oscura e inutile, per occuparsi dell'ospedale locale e — soprattutto — per restituire un senso alla propria esistenza altrimenti votata all'ennesimo fallimento. Ma nel giro di poche settimane l'ospedale viene distrutto da un'incursione dei guerriglieri, la maggior parte della popolazione di Port-la-Nouvelle si disperde e la missione di Mallory sembra concludersi nel nulla. Mallory però non vuole cedere, si rifiuta di fuggire ancora una volta da se stesso e dalle proprie responsabilità: se non avrà più feriti o malati da curare (o i mezzi per farlo), potrà sempre cercare di realizzare qualcosa per quella terra desolata: portarvi l'acqua costruendo pozzi che peschino dal sottosuolo, fare rifiorire, come millenni or sono, il Sahara. Sembra un sogno, uno di quei sogni falsi che si costruiscono più per illudere noi stessi che per la speranza (o la certezza) di realizzarli. Ma, all'improvviso, ecco il miracolo: un trattore sradica il ceppo di un antichissimo albero e da lì scaturisce, sempre più forte, l'acqua: prima un rigagnolo, poi un torrente impetuoso, poi, infine, un fiume largo e maestoso. Un fiume che da quel momento diventa per Mallory una vera e propria ossessione: lo considera una sua creazione, gli dà il suo nome, lo vuole esplorare, desidera con ogni sua forza arrivare alla misteriosa sorgente, vuole capirlo, ma, soprattutto, vuole capire, conoscere se stesso. Ha così inizio il viaggio indimenticabile di Mallory lungo il fiume, un viaggio dove il reale e l'onirico, la realtà e la fantasia si fondono in ogni momento e dove l'una è il falso riflesso dell'altra. Un viaggio assurdo e logico, avventuroso e ricco di colpi di scena, vero e immaginario, popolato da una serie di personaggi di volta in volta veri, grotteschi, fasulli, terribilmente concreti, evanescenti. Un grande viaggio alla ricerca e alla scoperta di un sogno e di se stesso, una grande metafora della vita, che, dopo lo straordinario successo internazionale de L'Impero del Sole, consacra J.G. Ballard come uno dei maggiori e più interessanti scrittori di lingua inglese contemporanei. |
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J. G. Ballard - Sogno S.p.A. - L'allegra compagnia del sogno
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J. G. Ballard |
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Sogno S.p.A. |
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The Unlimited Dream Company |
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Feltrinelli, 2019 |
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Blake, un giovane che ha lasciato la carriera universitaria così come la vocazione ecclesiastica e poi il suo lavoro di scrittore di opere pornografiche, è ossessionato dall’idea di volare. Riesce a farsi assumere all’aeroporto di Londra e ruba un aereo leggero, con il quale precipita nel suo tragitto lungo il Tamigi, a Shepperton. Lì diventa una sorta di messia, con poteri soprannaturali, osannato da tutti, in grado di evocare scenari straordinari e apocalittiche visioni del bene e del male... In questo romanzo ambientato nei suburb inglesi, dai tratti onirici e visionari, Ballard inventa mondi, fantasmagorie, e con fine abilità disegna giochi irrisolti tra piani di realtà differenti. Lo fa ispirandosi fortemente a William Blake e alle sue descrizioni psicogeografiche della città di Londra. Per chiunque ritenga Ballard solo uno scrittore distopico ossessionato da immagini di catastrofi, questo libro sarà una sorpresa. È uno dei suoi romanzi meno conosciuti, ma anche uno dei suoi più potentemente lirici. |
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J. G. Ballard - Crash
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J. G. Ballard |
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Crash |
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Crash |
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Feltrinelli, 2015 |
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Vaughan è morto ieri nel suo ultimo scontro. Nel corso della nostra amicizia, aveva fatto le prove della sua morte in molti scontri, ma l'ultimo è stato proprio e semplicemente un incidente -l'unico. Guidata in rotta di collisione verso la berlina dell'attrice americana, la sua macchina ha saltato il parapetto del cavalcavia dell'aeroporto di Londra ed è precipitata, sfondandolo, sul tetto di un autobus carico di passeggeri delle linee aeree... Reggendosi al braccio dell'autista, l'attrice cinematografica Elizabeth Taylor, con la quale Vaughan aveva per tanti mesi sognato di morire, stava sola sotto il lampeggio circolare delle ambulanze. Quando mi sono chinato sul corpo di Vaughan, s'è portata alla gola una mano guantata. Ad accomunare le vite del narratore, James Ballard, e dello scienziato televisivo e psicopatico Robert Vaughan sarà la passione morbosa per gli incidenti stradali con il loro strascico di morte, deformazione e mutilazione dei corpi, commistione di tecnologia e carne, lamiere e sesso. Entrambi sono reduci da scontri che hanno modificato la loro percezione di cose e persone. Hanno una visione autenticamente pornografica del mondo, si concentrano su particolari svincolati dalla personalità, sui dettagli tecnologici e umani, con algido, clinico distacco. Mentre attorno a loro molti altri vengono presi nelle spire del fascino perverso della tecnologia. |
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J. G. Ballard - Foresta di cristallo
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J. G. Ballard |
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Foresta di cristallo |
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The Crystal World |
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Feltrinelli, 2018 |
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Il dottor Edward Sanders si reca in Africa alla ricerca di due suoi amici scomparsi, Suzanne e Max Clair. Arriva a Port Matarre, in Camerun, dove si sta verificando uno strano fenomeno: dall'oscurità della foresta e del fiume si sprigiona infatti una luce che fa risplendere lo spazio circostante. A produrla sono agglomerati di cristallo che crescono sui corpi vegetali e animali, trasformandoli in autentiche opere d'arte, che vengono poi vendute di nascosto sulle bancarelle. Sanders si avventura nel cuore della giungla, dove già sono all'opera militari e ricercatori scientifici, per cercare di venire a capo di questa misteriosa mutazione. Ogni tipo di materia, vivente e non, si cristallizza, tutto si trasforma in cosa inanimata, anche il tempo si paralizza. Il fenomeno potrebbe riguardare presto l'intero pianeta. A questa catastrofe esteriore, che comporta anche una metamorfosi interiore e psichica, c'è chi reagisce lottando e c'è chi invece si rassegna a sacrificare la propria vita fisica e mortale a questa minerale forma di immortalità. La fine di un mondo in fondo può essere l'inizio di un altro che sorge dalle macerie del primo. |
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