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James Baldwin - Gridalo forte


 

 

James Baldwin

Gridalo forte

Go Tell it on the Mountain

 

Amos edizioni, 2013

 

In questo romanzo, Baldwin ci porta nella Harlem della sua adolescenza. Il suo stile narrativo, denso e ritmico, porta con sé una critica aspra del razzismo. Raccontando i contrasti di una famiglia attraverso due generazioni, dal sud rurale al ghetto del nord, "Gridalo forte" è il ritratto di persone catturate in una lotta drammatica e di una società in rapida trasformazione. Assente da tempo dal mercato italiano, vi ritorna ora in una nuova traduzione. 

 

James Baldwin - Questo mondo non è più bianco


 

 

James Baldwin

Questo mondo non è più bianco

Notes of a Native Son, 1955

 

    

Bompiani, 2018

 

I saggi di James Baldwin sulla vita ad Harlem, sulla letteratura di protesta, sul cinema, sugli afroamericani all'estero hanno oggi la stessa forza di quando sono stati scritti durante gli anni quaranta e i primi anni cinquanta, quando Baldwin aveva più o meno vent'anni. Dopo che “I am not your negro”, documentario di Raoul Peck candidato agli Oscar 2017 e ispirato a un manoscritto incompleto dello scrittore, ha riportato l'attenzione su Baldwin, “Questo mondo non è più bianco” serve da preziosa introduzione alla sua vita e alla sua opera. I saggi qui raccolti catturano un'immagine della vita nera e del pensiero nero all'alba del movimento per i diritti civili, che vediamo farsi più forte attraverso le parole di uno dei saggisti più trascinanti e dei maggiori intellettuali dell'epoca. Baldwin, le cui osservazioni si sono spesso rivelate quasi profetiche, è anche uno dei pochi scrittori del tempo ad affrontare la questione della razza con una miscela esplosiva di sdegno per la violenza fisica e politica contro i cittadini neri e di misurata empatia verso i loro oppressori, una combinazione che servì a risvegliare la coscienza di molti lettori bianchi, ciechi di fronte alle ingiustizie perpetrate sotto il loro naso, e che attirò a Baldwin plauso e disapprovazione in egual misura. Bompiani riporta in libreria, nella traduzione di Vincenzo Mantovani, la raccolta di saggi che ha consacrato Baldwin come una delle voci più potenti della critica sociale e che offre insieme uno spaccato dell'America nera e un ritratto intimo di Baldwin alla ricerca della sua identità come artista, come uomo nero e come americano.

 

James Baldwin - La prossima volta, il fuoco


Finalista

1964

James Baldwin

La prossima volta, il fuoco

The Fire Next Time

 

Fandango, 2020

 

Non è mai troppo tardi per conoscere James Baldwin ma, se c’è un modo giusto per farlo, è con questo libro. Pubblicato per la prima volta nel 1963, "La prossima volta il fuoco" colpisce dritto al cuore della cosiddetta “questione nera”. Resoconto intimo e sincero che ripercorre l’esperienza della popolazione di colore degli Stati Uniti, il libro è considerato una delle più autorevoli indagini sui rapporti interrazziali, in cui le tematiche di amore, fede e famiglia si intrecciano fino a sferrare un attacco diretto all’ipocrisia del paese della libertà.

 

James Baldwin - Nessuno sa il mio nome


Finalista

1962

James Baldwin

Nessuno sa il mio nome

Nobody Knows My Name

 

Feltrinelli, 1965

 

I primi saggi di Baldwin sono stati descritti come "una meditazione senza pari su cosa significhi essere neri in America". Questa collezione ricca e stimolante contiene "Fifth Avenue, Uptown: a Letter from Harlem", pezzi polemici sulle tragedie inflitte dalla segregazione razziale e un toccante resoconto del suo primo viaggio nel "vecchio paese", gli stati del sud. Eppure altrettanto avvincenti sono le sue "Note per un romanzo ipotetico" e le riflessioni personali sull'essere americani, su altri grandi artisti - Ingmar Bergman e Andre Gide, Norman Mailer e Richard Wright - e sul primo grande conferimento di scrittori e artisti negri americani in Parigi. Nella sua introduzione Baldwin descrive lo scrittore come se richiedesse "ogni grammo di resistenza che può raccogliere per tentare di guardare se stesso e il mondo così come sono"; la sua straordinaria capacità di fare proprio questo è proclamata in ogni pagina di questo famoso libro.

 

James Baldwin - Sulla mia testa


National Book Award Fiction

Finalista Edizione rilegata

1980

James Baldwin

Sulla mia testa

Just Above My Head

 

Bompiani, 1979

 

Voce narrante del romanzo è Hall, il quale ha appena ricevuto la notizia della morte del fratello Arthur, prematuramente scomparso a 39 anni in un bagno di un pub a Londra. La storia si apre nella Harlem dei primi anni cinquanta: Hall è un giovane di colore che si guadagna da vivere lavorando come spedizioniere. Il fratello sedicenne, Arthur, assieme agli amici Red, Crunch e Peanut forma il quartetto musicale gospel The Trumpets of Zion (letteralmente: Le trombe di Sion), con il quale si esibisce regolarmente in diverse chiese. In occasione di una di queste esibizioni Arthur e Hall conoscono la famiglia di Julia, una predicatrice bambina, e Jimmy, suo fratello. Dotata di grande fede, Julia impedisce categoricamente alla famiglia di far visitare la madre malata dai dottori, nei quali non ripone nessuna fiducia: la madre, ricoverata troppo tardi, muore. Hall viene chiamato alle armi nella guerra di Corea, Arthur comincia una tournée con il gruppo, Jimmy viene mandato a New Orleans dalla nonna e Julia, che smette di predicare, viene violentata dal padre ubriaco. Nel frattempo, Arthur si innamora, ricambiato, di Crunch. Quest’ultimo, poco prima di partire per la guerra, incontra Julia e ha una breve relazione con lei. La ragazza continua a vivere con il padre e a subirne gli abusi, e durante l'assenza di Crunch lei e Arthur iniziano una stretta amicizia. Julia riesce ad andarsene in seguito ad un violento pestaggio da parte del padre, che le provoca un aborto: giunta a New Orleans, riesce a trovare lavoro come cameriera e a ricongiungersi con Jimmy. Pochi anni dopo, tornato dalla guerra, Hall incontra Julia, da poco tornata con Jimmy a New York. La ragazza viene informata della sorte degli amici: Arthur, terminata la relazione con Crunch, è impegnato nella carriera da solista; Red ha intrapreso la strada della tossicodipendenza mentre Crunch lavora in una scuola. Peanut, attivista per i diritti civili, finirà assassinato. Hall e Julia cominciano una relazione, che terminerà a breve, mentre Arthur, oppresso dall'omofobia e dalla discriminazione razziale, si trasferisce in Francia, dove ha una breve relazione. Tornato negli Stati Uniti, incontra Jimmy, quest'ultimo divenuto pianista: i due intraprendono un lungo sodalizio sentimentale e lavorativo. Arthur acquista una certa notorietà, divenendo un volto noto del gospel nero; tuttavia, la sua vita si spezza improvvisamente per un attacco cardiaco. In seguito alla sua morte, i tre “superstiti” (Hall, Julia e Jimmy) si ritrovano a riflettere sulle storie di tutti loro.

 

James Baldwin - La camera di Giovanni


National Book Award Fiction

Finalista

1957

James Baldwin

La camera di Giovanni

Giovanni's Room

 

Fandango, 2017

 

La camera di Giovanni (titolo originale: Giovanni's Room) è il secondo romanzo dello scrittore afroamericano James Baldwin, pubblicato per la prima volta nel 1956. Secondo la critica il libro è degno di nota per l'aver portato alla luce, per la prima volta, rappresentazioni complesse dei sentimenti omoerotici ad un ampio pubblico di lettori, e questo con empatia ed abilità narrativa; favorendo così anche in tal maniera un discorso pubblico più vasto sulle questioni riguardanti l'orientamento omosessuale. La storia si concentra sugli eventi della vita d'un giovane uomo statunitense che vive a Parigi, coi suoi sentimenti e frustrazioni riguardanti i propri rapporti con altri uomini. L'intera vicenda è narrata in prima persona da David, la cui fidanzata si è diretta da sola in Spagna: rimasto a Parigi inizia una relazione amorosa con un giovane ragazzo italiano di nome Giovanni conosciuto in un bar gay della capitale francese dove lavora come inserviente al bancone.