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Kem Nunn - Pomona Queen


 # 46

Finalista 1993

Kem Nunn

Pomona Queen

Pomona Queen, 1992

 

Meridiano Zero, 2004

 

Smarrirsi tra le strade di un paesino della California. Un indirizzo scarabocchiato malamente sul taccuino, la missione scoraggiante di spiegare a una ragazza iperadrenalinica la differenza tra un banale aspirapolvere e l’innovativo ’Purificatore d’aria Cyclone’. Ritrovarsi di colpo nel bel mezzo di una veglia funebre, davanti a un cadavere disteso in un congelatore della Coca-Cola tra i cubetti di ghiaccio e le lattine di birra in fresco. Fin qui Earl, rappresentante di elettrodomestici ex cantante, potrebbe ancora sperare di uscirne così come c’è entrato. Senonché il morto è il fratello di Dan Brown, un biker schizzato come un "dobermann con un tumore al cervello", con un ampio passato di risse e vita di strada alle spalle. Dan vuole che Earl canti sulla tomba di Buddy, e lo aiuti a inseguire l’assassino. Ma anche Earl sta inseguendo qualcosa: una terra, la Pomona Valley, dove il suo bisnonno aveva creato i primi aranceti. Ma soprattutto, sta inseguendo lei, Pomona Queen. Pomona Queen è nello stesso tempo un’idea e una ragazza con un coltello in mano. È una visione incantata dagli occhi tristi e dai capelli rossi. È la follia e la speranza, la caduta e il sogno di un nuovo inizio. Pomona Queen è il miraggio inafferrabile che si profila al fondo di questa America rurale, intrisa di nostalgia e spinta dalle contraddizioni economiche verso un rapido declino. In una scrittura che potrebbe essere una versione letteraria del cinema dei fratelli Cohen, Kem Nunn fotografa con scanzonata ironia un mondo fatto di violenza e disillusione, passando con disinvoltura dai toni grotteschi alle riflessioni esistenziali. Un romanzo on the road vibrante e malinconico, seconda opera dell’autore di Surf City.

 

Kem Nunn - Surf City


National Book Award Fiction

Finalista Opera prima

1984

Kem Nunn

Surf City

Tapping the Source

 

Meridiano Zero, 1984

 

Huntington Beach è un sole abbagliante, è i riflessi argentati sulle cromature delle Harley, è l’olio di cocco che fa luccicare i corpi abbronzati di ragazze seducenti. Huntington Beach è Surf City, la città del surf, sulla costa sud della California. Qui i maestri della tavola vi insegnano i segreti per domare le onde, attraverso il perfetto controllo della mente e del corpo. Ike è arrivato dal deserto, da una strada polverosa dove il calore emanato dall’asfalto bollente sfuoca la vista del paesaggio. È venuto per cercare sua sorella. Ike è solo un ragazzo, ha con sé pochi soldi e un foglio di carta. Sul foglio ci sono tre nomi. Tre uomini partiti con Ellen per il Messico e ritornati soli. Surf City non è però solo il suo volto solare, ma anche quel mondo notturno che si risveglia quando il buio inghiotte le falesie e si accendono le luci delle insegne per le strade. Voci che cantano la malia di una vitalità cupa, personaggi che iniziano Ike alla perdita della propria innocenza. L’anello che congiunge questi due universi, che è anche la chiave del mistero che ha portato via sua sorella, è proprio lì, davanti agli occhi di Ike. Un logo scritto su una tavola da surf, un’onda incoronata di fuoco, con le parole Attingi alla sorgente. Ma per attingere alla sorgente Ike dovrà attraversare gli abissi dell’io, la marea montante dell’eros e del desiderio. Dovrà conoscere una California che nessuna canzone dei Beach Boys ha mai cantato, percorsa da un senso d’abbandono che offusca il sole come una nube d’afa. E poi ritrovarsi sulla battigia, in compagnia di quelle anime aggrappate alla speranza, in attesa dell’onda perfetta.